FuoriVia
L'associazione FuoriVia promuove la pratica del cammino e il viaggio lento lungo itinerari storici Un fiume, molti confini, molti popoli.
03/07/2026
Road to DanubeS /Lo scorrere degli imperi/
Migrazioni, Nazioni e memorie identitarie.
Mercoledì 8 luglio alle 18:30 ci ritroviamo online per il secondo incontro tematico di DANUBES ‘26, il cammino da Budapest a Vienna che FuoriVia percorrerà ad agosto lungo il Danubio.
La partenza si avvicina, abbiamo già raccontato agli iscritti qualche spoiler del cammino, ci siamo già interrogati su cosa è oggi l'Europa centro-orientale... Questa volta facciamo un viaggio nel passato a partire dall'età moderna, sempre seguendo il nostro filo conduttore che è il Danubio e le storie dei popoli che lo abitano e lo hanno abitato.
Ne parliamo con due ospiti dell'Università di Cagliari :
🎙 Giampaolo Salice – membro di Fuorivia e professore associato di Storia Moderna, fondatore di LUDiCa, il laboratorio di Umanistica Digitale dell'Università di Cagliari
🎙 Luca Lecis, professore associato di Storia Contemporanea, esperto di storia dell’Austria repubblicana tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del ‘900
Anche questa volta, ci prenderemo un'ora per arricchire di nuove chiavi di lettura il cammino che ci aspetta tra poco meno di un mese (!!!) e, magari, ripensare con un nuovo sguardo anche a tutto il percorso di questi 5 anni!
L’incontro è aperto a tutti – se camminerai con noi quest'anno, se hai camminato con noi, se non lo hai mai fatto ma hai un po' di curiosità su di noi!
📅 Mercoledì 8 luglio | 🕡 18:30 | 💻 Online
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02/06/2026
/La chiamavano Mittleuropa./
Qualcuno, ancora oggi, sa esattamente cosa vuol dire.
Lunedì 8 giugno alle 18:30 ci ritroviamo online per il primo incontro tematico di DANUBES ‘26, il cammino da Budapest a Vienna che FuoriVia percorrerà ad agosto lungo il Danubio.
Prima di mettere i piedi in cammino, vogliamo capire dove stiamo andando. Non solo geograficamente.
Cos’è oggi l’Europa centro-orientale? Cosa rimane del progetto mitteleuropeo? Cosa ci dice il Patto di Visegrád sull’identità politica di questa regione? Come convivono — e a volte cozzano — culture, lingue e storie profondamente diverse, tenute insieme per secoli da un fiume?
Ne parliamo con due ospiti di East Journal:
🎙 Gianmarco Bucci — dottorando alla Scuola Normale Superiore di Pisa, responsabile della sezione Europa centro-orientale di East Journal. Ci porta la lettura socio-politica.
🎙 Enrico Brutti — storico, giornalista e analista specializzato in geopolitica e storia dell’area. Ci porta la prospettiva storico-culturale.
Un’ora per avere chiavi di lettura più ampie, prima di entrare nei temi specifici del cammino: paesaggio, ecologia, dighe, comunità locali.
L’incontro è aperto a tutti — ma se stai pensando di unirti al cammino ad agosto, sappi che restano solo 5 posti disponibili. Questo è il momento giusto per conoscerci.
📅 Lunedì 8 giugno | 🕡 18:30 | 💻 Online
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SlowTravel CamminoCulturale EastJournal Visegrád TurismoComunità
13/05/2026
[EN below]
è soprattutto collaborazione, con le amministrazioni, con persone appassionate di cammino, fiumi e di studio del territorio, e con altre associazioni e progetti. Siamo felici di supportare il progetto danube floodplains degli amici di BROZ - ochranárske združenie che incontreremo e conosceremo meglio durante . Il progetto è candidato ai e si occupa di tutelare le aree umide e il sito a sud di Bratislava, not come Dunajské luhy. Votate questo al link https://www.lifeawards.eu/project/danube-floodplains/
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is primarily cooperation with administrations, persons passionate about territories, walking and rivers, and other associations and projects. We're happy to support project danube floodplains by our friends of BROZ - ochranárske združenie, who we'll meet and get to know during . The project is candidate for the and protects the wetlands and site Dunajské luhy, south of Bratislava. Vote for at the link https://www.lifeawards.eu/project/danube-floodplains/
LIFE Danube floodplains – LIFE Awards 2026 Over two centuries of dam construction, river regulation, and intensive land use have profoundly transformed the Danube’s floodplains. Natural flooding cycles were disrupted, side channels were cut off, and large wetland areas were fragmented. As a result, stagnant waters increased and many plant ...
05/05/2026
/Primo Maggio, sù coraggio!… Con i Partigiani sulle alture serbe/
La Serbia l’avevamo toccata un paio di anni fa, quando passate le Porte di Ferro lasciammo la Romania per camminarla, con i suoi argini, le sue fortezze, ogni una con la loro storia e le sue grandi città: Belgrado e Novi Sad. Questa volta Novi Sad l’abbiamo vista dall’alto camminando sulle alture che scivolano lente sulle rive del Danubio.
Abbiamo scoperto il Parco Nazionale della Fruška Gora che durante le guerre e i conflitti europei del secolo scorso, ha fatto da sfondo sia alle azioni partigiane della seconda guerra mondiale, sia ai al conflitto balcanico degli anni ‘90. Anche la NATO qui ha lasciato il segno: le bombe del 1999 hanno colpito questo territorio colpendo ad esempio la potentissima torre delle antenne che ancora oggi, pur portandone i segni, resiste e svetta alloggiando ancora parabole e ripetitori. Un cammino breve ma intenso, ideato da Smiljana, membro della compagnine balcanica di FuoriVia, che, facendo tesoro dell’esperienza di Danubes 25, lo ha organizzato, logisticamente e contenutisticamente. Così con Dajana Bjelajac , professoressa di geografia all’università di Novi Sad abbiamo scoperto come la vocazione mineraria di queste colline ha lasciato il posto alle acque minerali che alimentano una SPA controversa… e abbia creato un lago.
Non poteva mancare un omaggio alla statua della Libertà e la bellissima dichiarazione d’amore a questa terra affidata alle parole di Miloš Crnjanski poeta e allievo di Branko Radičević intellettuale e poeta che ancor prima di Tito aveva unificato lo spirito Slavo come testimonia la sua tomba a Strazilovo, nelle alture sopra una città che abbiamo ritrovato: Sremski Karlovci, con il suo Platano gigante che ci aveva riparato dal caldo nel 2024.
Non possiamo che ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questo primo maggio partigiano, consapevoli che anche questa volta, questi paesaggi hanno lasciato in noi la voglia di continuare, lento e inesorabili, il nostro cammino.
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