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Photos 26/02/2013

Sony misura i tempi di caricamento: addio giochi pirata?

Sony ha brevettato una tecnologia in grado di misurare i tempi di caricamento dei software e di misurarli con valori standard. Se la misurazione si discosta troppo il dispositivo blocca la riproduzione dei contenuti.

Sony ha brevettato un sistema in grado di usare i tempi di caricamento per capire se il software è pirata o acquistato regolarmente. Il brevetto risale ad agosto 2011 ma è stato pubblicato soltanto recentemente e non è chiaro se la PlayStation 4 userà questa tecnologia, anche se leggendo la descrizione s'intuisce che questa soluzione potrebbe interessare tutti i dispositivi multimediali, console comprese.

Brevetto Sony
Il sistema brevettato da Sony implica la misurazione di una sorta di tempo di caricamento standard per poi confrontarlo con quello del contenuto usato dall'utente. Se il tempo rientra in una sorta d'intervallo "accettabile" allora il dispositivo approva il contenuto e avvia la riproduzione. In caso contrario non si può usare il software, con sommo dispiacere di chi ha provato a imbrogliare il dispositivo con contenuti pirata.
Il brevetto specifica che questa tecnologia non si applica soltanto ai supporti fisici ma si può usare anche per i giochi e i contenuti digitali. Sony spera che gli sviluppatori guarderanno in modo positivo questo sistema di protezione, come simbolo della determinazione alla guerra contro la pirateria combattuta dall'azienda giapponese.
Solitamente gli hacker riescono a trovare il modo di aggirare i vari sistemi usati per impedire la riproduzione di contenuti pirata e nulla fa pensare che in questo caso le cose potrebbero andare diversamente. Inoltre non possiamo fare a meno di chiederci cosa succederebbe in caso di hard disk o di lettori blu-ray con tempi di caricamento più lenti delle misurazioni standard, magari dovuti a dispositivi leggermente difettosi o ad altri fattori di natura esterna.

Photos 25/02/2013

Tutti gli addetti del settore e gli utente si erano posti la domanda molti mesi fa: Nvidia avrebbe giocato la carta GK110 non solo nei settori del supercomputing e dell’utenza professionale, ma anche in quella consumer? Oggi la risposta è certa e prende il nome di GeForce GTX Titan che dovrebbe arrivare sul mercato a un prezzo finale tra i 900 e i 1.000 euro.

Il nome ben rappresenta la tecnologia alla base di questo prodotto, perché le caratteristiche del processore GK110 sono di molto superiori a quelle del GK104 che sino ad oggi ha rappresentato la punta di diamante in casa Nvidia per quanto riguarda le schede grafiche destinate al settore consumer.

Da questa prima slide emergono i numeri che il processore GK110 mette sul tavolo. Un punto che sarà molto interessante valutare è la maggiore potenza di calcolo in virgola mobile che il GK110 offre rispetto ai processori di classe GK104: sono infatti presenti 896 Cuda Core capaci di operazioni in doppia precisione.
L’architettura interna è quella che abbiamo già visto nei mesi scorsi al momento del lancio delle schede di accelerazione Tesla e riprende quella che abbiamo imparato a conosce negli articoli di approfondimento sull’architettura Kepler: il processore è organizzato in moduli SMX che raccolgono al loro interno i Cuda Core.

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