KIDesignLab

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Sono Silvia, come architetto credo fortemente nella progettazione partecipata. Posso aiutarti a rid

Photos from KIDesignLab's post 17/08/2025

🇮🇹 In Giappone, il design per l’infanzia è intriso di ritualità e simboli.
Dai giochi in legno alle bambole Kokeshi, ogni oggetto parla di equilibrio, gesti misurati, narrazione visiva.
Come architetta e studentessa del Master in Design for Kids and Toys, raccolgo in viaggio suggestioni che parlano il linguaggio del gioco e del silenzio.

Qual è l’oggetto che vi riportava all’infanzia con un solo tocco .

🇬🇧In Japan, design for childhood is steeped in ritual and symbolism.
From wooden toys to Kokeshi dolls, every object communicates balance, deliberate gestures, and visual storytelling.
As an architect and Design for Kids and Toys master’s student, I gather inspirations that speak the language of play and silence.

What object transports you back to childhood with just one touch?

24/04/2025

🇮🇹
Vent’anni fa progettavo spazi.
Oggi progetto contesti di vita.
Una differenza sottile, ma profondissima.
Nel tempo ho imparato che l’ascolto vale più del disegno, che la relazione viene prima della forma.
Che ogni spazio prende senso solo se qualcuno lo abita, lo trasforma, lo sente proprio.
All’inizio pensavo che il progetto fosse una visione da far emergere.
Oggi so che è un processo da coltivare.
E che i bambini, in questo processo, non sono destinatari: sono protagonisti.
Non si tratta solo di fare bene, ma di fare con cura.
Conoscere, osservare, lasciare spazio.
E poi meravigliarsi di come, anche con poco, può nascere qualcosa di straordinario.
Questa è la mia nuova prospettiva: un’architettura che cresce insieme a chi la vive.

🇬🇧
Twenty years ago, I used to design spaces.
Today, I design contexts for life.
A subtle difference — but a profound one.
Over time, I’ve learned that listening matters more than drawing, and that relationships come before form.
That a space only becomes meaningful when someone lives in it, transforms it, makes it their own.
In the beginning, I thought design was about shaping a vision.
Now I know it’s about nurturing a process.
And in that process, children are not recipients — they are protagonists.
It’s not just about doing things well, but about doing them with care.
Learning, observing, making space.
And then being amazed by how something extraordinary can grow — even from very little.
This is my new perspective: an architecture that grows alongside those who live it.

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