ARCHI Docs
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06/03/2019
Nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.
Dagli anni Novanta H&M producono piani residenziali più vasti, tra cui la Casa dello Studente a Digione (1992) e “nei loro lavori si evidenzia la tendenza a utilizzare le superfici edilizie per la comunicazione di messaggi autonomi, separando la cubatura dall’involucro che contiene lo spazio”. Tra le opere dell’ultimo decennio spiccano i molti progetti museali: il celebre Tate Modern a Londra (2000, e successivo ampliamento); il De Young Museum a San Francisco (2005) e l’ampliamento del Walker Art Center a Minneapolis (2005) sono “improntati dalla ricerca di una plasticità delle forme”;
negli ultimi anni H&M hanno ultimato il Parrish Art Museum a New York (2012) e il Pérez Art Museum a Miami (2013).
Per l’importanza e l’influenza delle opere, Herzog & de Meuron sono oggi tra i principali studi di architettura del mondo: lo stadio Allianz Arena a Monaco di Baviera (2004) è unanimemente considerato uno degli esempi più riusciti di strutture sportive coperte moderne.
Tra i molti riconoscimenti internazionali, ricordiamo il Pritzker Price nel 2001.
Tra i recenti lavori del duo ricordiamo:
a. Tate Modern Switch House, Londra, 2016
b. Sammlung Goetz, Monaco di Baviera, 1993
c. CaixaForum Madrid, Madrid, 2008
❓Quali di questi vorreste esaminare la prossima volta?
22/02/2019
Nel 1950 lo studio BBPR riceve l’incarico di progettare un complesso polifunzionale, a poche centinaia di metri dal Duomo, su alcune aree devastate dai bombardamenti, in base ad un mix di funzioni attentamente studiato per adeguarsi alla normativa del tempo. La torre Velasca diventa così un episodio isolato, in contrasto con l’idea corrente di grattacielo come tipo ripetibile: il profilo della torre svetta per un centinaio di metri come un unicum nello skyline milanese, con il dichiarato intento di ricostruire il profilo di una città che sta aumentando l’altezza media degli edifici perdendo tutti gli elementi di riferimento: i campanili e le chiese.
Fin dalle prime bozze di progetto i BBPR delineano una torre in cui la parte superiore è più larga di quella inferiore, in funzione del fatto che le abitazioni (dal 19° al 25° piano) necessitano di una profondità maggiore del corpo di fabbrica rispetto agli uffici (dal 2° al 10° piano) e agli studi professionali con abitazione annessa (dall’11° al 17° piano). Le settantadue abitazioni della parte in alto, da due a sette vani più servizi, sono tutte dotate di veranda o terrazzo. Nelle fasi di ricerca iniziali s’immaginava una torre rivestita da un curtain wall vetrato, sostenuta da una struttura in acciaio, ma si arriva ad una soluzione in cemento armato che consente di ridurre i costi. La struttura è gettata in opera ed esibita con possenti costoloni rastremati che percorrono le facciate e si allargano in caratteristici puntoni di raccordo al diciottesimo piano. Il telaio strutturale è tamponato da pannelli prefabbricati in cemento e graniglia di marmo rosato disposti in maniera irregolare.
Da un progetto in piena sintonia con l’imperante International Style i BBPR passano dunque ad una soluzione definita «Neo Art Noveau» e che suscita "scalpore" a causa delle membrature neogotiche, delle guglie terminali, del grande tetto a falde che copre il piano attico, dei richiami al profilo di una torre medievale. La Torre Velasca è da considerare un «omaggio a Milano» che, scrive Rogers, «offre una visione meno dogmatica della modernità». @ Milan, Italy
22/02/2019
Torre Velasca
Milano 📍 Italia 🇮🇹 1961
BBPR @ Torre Velasca
18/02/2019
Entrambi nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.
Dagli anni Novanta H&M producono inoltre piani residenziali più vasti (tra cui la Casa dello Studente a Digione, 1992) e “nei loro lavori si evidenzia la tendenza a utilizzare le superfici edilizie per la comunicazione di messaggi autonomi (...) separando la cubatura dall’involucro che contiene lo spazio”.
Tra le opere dell’ultimo decennio spiccano i molti progetti museali: il celebre Tate Modern a Londra (2000, e successivo ampliamento); il De Young Museum a San Francisco (2005) e l’ampliamento del Walker Art Center a Minneapolis (2005) sono “improntati dalla ricerca di una plasticità delle forme”; negli ultimi anni H&M hanno ultimato il Parrish Art Museum a New York (2012) e il Pérez Art Museum a Miami (2013).
Per l’importanza e l’influenza delle opere, Herzog & de Meuron sono oggi tra i principali studi di architettura del mondo: lo stadio Allianz Arena a Monaco di Baviera (2004) è unanimemente considerato uno degli esempi più riusciti di strutture sportive coperte moderne.
Tra i molti riconoscimenti a livello internazionale, spicca il Pritzker Price nel 2001.
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