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13/07/2026
«Scegliere il bene e non l’interesse, il servizio e non il potere, la modestia e non l’arroganza» - Chiesa di Milano Nell’ultima domenica dell’Avvento ambrosiano si celebra in Duomo, con la Messa presieduta dall’Arcivescovo, la Solennità della Divina Maternità della Beata Vergine Maria. E, così, l’omelia, a partire dal Vangelo di Luca con l’annuncio dell’angelo a Maria, si fa riflessione sul mistero...
12/07/2026
https://www.radiogiovaniarcobaleno.it/vivere-il-vangelo-xv-domenica-del-tempo-ordinario-4/
Vivere il Vangelo – XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 12.07.2026 - DON ANTONIO INTERGUGLIELMI Ascoltare è la condizione per ricevere la fede. Ma ascoltare non è per niente facile perché tutti abbiamo l’attitudine di “vagliare” e di “scegliere”, secondo il nostro filtro, accettando quello che noi pensiamo giusto o
11/07/2026
Il Servizio non è Potere, la Comunità non è una Proprietà
1. Il pericolo della "Sindrome del Figlio Maggiore"
Molti parrocchiani impegnati da anni cadono nell'errore del figlio maggiore della parabola del Padre Misericordioso: rivendicano meriti ("Io sono qui da anni, ho fatto questo e quello...") e usano questo presunto credito per giudicare l'operato del pastore.
La risposta: Il servizio nella Chiesa non è un contratto commerciale. Aver fatto molto per la parrocchia in passato non dà il diritto di proprietà sul presente, né concede l'autorità di sindacare ogni scelta del sacerdote.
Tutto ciò che si fa, lo si fa per il Signore; se diventa un vanto per umiliare il parroco, cessa di essere servizio e diventa superbia.
2. Il sacerdote è un pastore, non un dipendente dei laici
A volte si confonde la giusta corresponsabilità dei laici con una sorta di sindacato parrocchiale, dove il sacerdote viene costantemente messo sotto esame, criticato per come celebra, per come gestisce i tempi o per le sue scelte pastorali.
La risposta: Il sacerdote risponde a Dio e al proprio Vescovo, non alle aspettative personali dei singoli parrocchiani. Esigere che un parroco si adegui ai desideri di un gruppo ristretto (i "super parrocchiani") significa svuotare il suo ministero della sua libertà profetica.
La critica continua distrugge la comunione e isola il pastore.
3. La solitudine del Pastore e la scarsità delle forze
Oggi i sacerdoti sono pochi, spesso responsabili di più parrocchie contemporaneamente, e gravati da immense responsabilità burocratiche, amministrative e spirituali.
La risposta: Di fronte a un sacerdote stanco o che umanamente può commettere un errore, l'atteggiamento di un vero cristiano dovrebbe essere la custodia, l'aiuto e la preghiera, non l'appunto puntiglioso.
Far pesare ogni minima mancanza a chi sta già dando la vita per la comunità non è solo anticristiano, è umanamente crudele.
4. Il paradosso di chi "fa molto" ma divide
Ci sono parrocchiani insostituibili a livello pratico (catechisti, animatori, membri dei comitati), ma che umanamente creano barriere, facendo pesare la loro presenza per "farsi rispettare".
La risposta: San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi è chiaro: "Se anche distribuissi tutte le mie sostanze... ma non avessi la ca**tà, non mi gioverebbe a nulla". Un servizio che diventa uno strumento per affermare se stessi, per mettersi su un piedistallo o per far sentire il sacerdote inadeguato, è un servizio che divide il corpo di Cristo.
La vera grandezza nella Chiesa si misura dall'umiltà e dalla capacità di tessere comunione, non dal far valere i propri diritti storici.
Un pensiero di riflessione per la comunità
"Il sacerdote non è un uomo perfetto, ma un uomo consacrato. I parrocchiani che amano davvero la Chiesa non sono quelli che camminano un passo avanti al parroco per giudicarlo, né un passo dietro per controllarlo, ma coloro che camminano al suo fianco per sostenergli le braccia quando sono stanche."
04/07/2026
https://www.radiogiovaniarcobaleno.it/vivere-il-vangelo-xiv-domenica-del-tempo-ordinario-4/
Vivere il Vangelo – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 04.07.2026 - DON ANTONIO INTERGUGLIELMI Questa domenica nel Vangelo Gesù prega il Padre, lo ringrazia perché il Signore si rivela solo ai puri e piccoli di cuore, a coloro che si riconoscono bisognosi, che non vantano meriti e per questo,
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