In Cristo
Gruppo di associazione cristiane unite dall"amore di Dio che si adoperano nel sociale mostrando con fatti che con Gesù ogni cosa è possibile.
07/02/2022
Il Buon Samaritano (Luca 10:25-37)
Quel samaritano aveva considerato quell'uomo a lui sconosciuto il suo prossimo. Quel samaritano aveva visto un uomo nel bisogno, e subito ha scelto di considerarlo il suo prossimo.
E quindi, aveva compassione, subito ha avuto amore per lui. E perciò, amando il suo prossimo, era pronto ad aiutare, nonostante i rischi, nonostante il costo di tempo e di soldi e il grande impegno.
Tutto questo perché aveva considerato quel uomo il suo prossimo.
La lezione per noi qui è molto potente. Il più grande comandamento è di amare Dio con tutto il nostro cuore, e di amare il nostro prossimo come noi stessi. Alla domanda di chi è il nostro prossimo, Gesù ci mostra che il nostro prossimo è chiunque troviamo nel cammino della nostra vita che sta nel bisogno. Amare il nostro prossimo non è qualcosa che bisogna fare solo quando abbiamo un po' di tempo avanzato.
Non è qualcosa che facciamo solo se non ci costa troppo impegno, o se non è rischioso.
Non è qualcosa che facciamo solo se abbiamo un po' di soldi che avanzano.
Non é quello di far vedere che come chiesa facciamo qualcosa.
Amare il nostro prossimo vuol dire impegnarci per aiutare chiunque Dio mette nella nostra vita che ha bisogno.
Compreso e realizzato il Suo Amore dovrebbe essere normale infatti nella Parola di Dio é scritto che ci conosceranno dal Suo Amore.
24/08/2021
Tutti coloro che sono nati di nuovo in Cristo per opera dello Spirito Santo sono stati adottati nella famiglia di Dio (Giovanni 1:12,13). Questa famiglia è chiamata anche corpo, ed è unica, non molteplice (Efesini 4:3-6). Nella sua preghiera sacerdotale Cristo ha pregato per la nostra unità affinché il mondo credesse che egli era stato inviato dal Padre: “Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi; affinché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Giovanni 17:21).
«Se siamo uniti a Cristo, manifesteremo costantemente una tolleranza e una simpatia simile a quelle di Cristo nei confronti di coloro che si impegnano con tutti i talenti di cui Dio li ha dotati per adempiere i loro compiti, come noi del resto adempiamo i nostri» (Testimonies to Ministers, p. 495).
Il mistero del Vangelo è che Dio, in Cristo, elimina tutte le barriere che separano gli esseri umani (Efesini 3:2-6; Galati 3:26-28 ). La divisione e la competizione tra i vari ministeri della chiesa si sono dimostrate un impedimento per l’avanzamento del regno di Dio, un’offesa per i non credenti, un affronto all’unità del corpo di cui Gesù Cristo è il capo. Tutti coloro che si professano cristiani devono impegnarsi per preservare la pace, l’armonia e l’amore nella chiesa. L’unità è un fatto essenziale per la comunità ed è la dimostrazione convincente del fatto che Dio abbia inviato Gesù come Redentore del mondo.
In sintesi
La chiesa è un corpo con molte membra chiamate da ogni nazione, tribù, lingua e popolo. In Cristo siamo una nuova creatura: distinzioni di razza, cultura, istruzione, nazionalità, differenze di classe, fra ricchi e poveri o fra maschi e femmine, non devono rappresentare motivi di divisione. Siamo tutti uguali in Cristo che, mediante un unico Spirito, ci ha uniti a lui e l’uno con l’altro. Dobbiamo servire ed essere serviti senza parzialità o riserve. Tramite la rivelazione di Gesù Cristo nelle Scritture siamo partecipi della stessa fede e della stessa speranza e ne rendiamo testimonianza a tutti. Questa unità trova la sua fonte nell’unità del Dio «trino» che ci ha adottati come suoi figli.
Confrontare:
Romani 12:4,5; 1 Corinzi 12:12-14; Matteo 28:19,20; Salmo 133:1; 2 Corinzi 5:16,17; Atti 17:26,27; Galati 3:27,29; Colossesi 3:10-15; Efesini 4:14-16; Efesini 4:1-6; Giovanni 17:20-23)
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