𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗠𝗔𝗚𝗜𝗖𝗢 𝗨𝗡 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢?
Mi chiamo Giuseppe Marano e sono un bambino del 1979, nato sotto il sole del Mediterraneo a Napoli.
Credo che Napoli sia la città per eccellenza dove si possa toccare davvero con mano il concetto di dualismo “tra l’inferno e il cielo” la definiva Pino Daniele ed è fisiologico per chi vive in una città così caleidoscopica affrontare certi conflitti e farsi alcune domande, mettersi in discussione insomma.
Come tutti mi sono trovato spesso davanti ad una scelta, ed ogni volta che sei ad un bivio ti chiedi “quale sarà la strada migliore? Questa cose è giusta o sbagliata?
Solo dopo anni ho capito che non esiste un criterio universale per definire il giusto e sbagliato, la vita ci riserva l'esperienza oppurtuna per la nostra crescita evolutiva, ogni passo che abbiamo fatto era necessario.
Napoli mi ha forgiato nel coraggio, nel rispetto e nella speranza, mi ha insegnato la mia determinata volontà nel difendere un’idea.
In questi ultimi anni ho vissuto stati d’animo controversi, certi ostacoli sembravano insormontabili ma non ho mai smesso di crederci.
Ho deciso di mettermi alla prova sovvertendo anche le mie consapevolezze nel campo professionale, col mio bel carico di domande ero in cerca di risposte.
Mi sono preso la responsabilità di sbagliare accuratamente, cosa che negli ultimi tempi è considerata una follia, se ci pensi i social network hanno reso tutti perfetti, io lo chiamo il fenomeno delle 4 B; tutti belli, buoni, bravi, benestanti.
Non esistono imperfezioni nelle foto, ma anche nelle frasi e nei post che invadono la rete. Insomma, pochi pirati sui social, mi viene in mente una canzone che dice “ci vuole più coraggio ad essere brutti, a essere belli e bravi sono bravi tutti”.
Sono uscito fuori dai confini dello status quo, ho osato e mi sono preso le critiche di quelli che sanno sempre tutto, che sanno sempre cosa è meglio per tutti.
“Tieni ‘a capa tosta!”, lo diceva sempre nonna Anna e aveva ragione.
Ho sempre amato sperimentare, creare, sentire sulla mia pelle, ho sempre pensato che stare fermi sia più rischioso, ma per dare vita ad un nuovo progetto è necessaria una visione positiva molto potente che ti spinga e ti sorregga.
Vivere per me significa FARE. Niente più dell’esperienza diretta può insegnare, segnare e formare.
Ogni uno di noi deve dar conto anche al proprio istinto ed alla propria natura, io per natura non mi accontento di quello che tutti dicono sia giusto, sono uno che vuole fare esperienza ed è chiaro che questo mettersi in gioco comporti anche rischi, sforzi e sacrifici.
Non sempre va tutto come speri ma se hai una motivazione vera, se sei spinto da valori positivi, vale la pena tentare.
Non è proprio questo che provoca le emozioni più autentiche, che ci fa sentire i brividi, che ci rende vivi e liberi, che rende magico un progetto?
Ribadisco che "non ho mai smesso di crederci" e come nelle migliori storie, a un certo punto tutti i pianeti si sono allineati.
Ora tutto ha un senso; ogni incontro, ogni decisione, ogni sacrificio. Tutto quello che è accaduto, nel bene e nel male, ogni passo mi ha portato qui ora.
𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔 𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗚𝗜𝗔.
Era il 2002 quando mi fu proposto di rilevare in gestione il salone in cui lavoravo da dipendente, avevo 22 anni e da vero “capa tosta”, non ci pensai troppo su, accettai subito.
Il mio sogno era di creare un marchio con una propria filosofia, autentico, diverso da quello che mi circondava e dall’immagine stereotipata a cui era legata la nostra professione. Cercavo la magia!
Con questa premessa nacque il primo salone Color Store.
𝗦𝗜 𝗦𝗕𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔𝗩𝗔𝗡𝗢!
Ci sarà sempre qualcuno che cercherà di ostacolarti.
Quelli che ti hanno detto: Questo non si fa. Questa cosa è sbagliata. Meglio se lasci perdere. Non cambiare mai la vecchia strada per quella nuova. Arriverà il tuo turno prima o poi. Non sei adatto a fare questo. Non sei capace. Questa cosa non andrà bene. Questa cosa non fa per te.
Si sbagliavano, questo è il tuo momento!
𝗨𝗻 𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.
𝗣𝗲𝗽𝗽𝗲
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