Iader Fabbri
Biologo Nutrizionista e Divulgatore Scientifico
Perché la glicemia è importante per tutti?
Molto spesso mi chiedete perché bisogna prestare attenzione al glucosio se non si è diabetici.
Uno studio ha dimostrato che soggetti non diabetici sono soggetti a picchi elevati di glicemia tanto quanto i soggetti con una diagnosi confermata.
Oggi la variabilità glicemica e i picchi post prandiali possono essere validi parametri per valutare il rischio dell’insorgere della patologia ed aiutarci a valutare interventi mirati per effettuare la prevenzione primaria partendo anche dall’alimentazione.
Siamo quello che mangiamo ed è per questo che il controllo della glicemia è importante per tutti.
Con le abitudini, lo stile di vita e le nostre scelte quotidiane possiamo hackerare il nostro corpo positivamente perché come dico nel mio primo libro l’Indice di Equilibrio: ‘Come, cosa e quando mangi è più importante di quanto mangi’.
Su Youtube trovi il video di approfondimento.
Una tra le domande che mi viene fatta più spesso quando ci incontriamo tra stand, eventi e trasferte di lavoro è cosa mangia un nutrizionista in queste occasioni.
La verità? Non esistono pasti perfetti o scelte impeccabili. Anche quando si viaggia per lavoro, l'obiettivo è trovare il giusto equilibrio e fare scelte sostenibili.
Nel video ti racconto alcuni consigli pratici che seguo personalmente e che sono in linea con il per gestire al meglio l'alimentazione fuori casa.
03/06/2026
Gli obiettivi a breve o medio termine possono essere motivanti, ma il vero risultato ha un respiro più ampio. Io mi occupo di salute e, quando necessario, il dimagrimento è solo una conseguenza del mio obiettivo principale: prendermi cura della salute di chi richiede il mio aiuto.
Come spiego nel mio ultimo libro, per mantenere una longevità sana ci sono alcune piccole e FACILI strategie da seguire.
Per saperne di più, link in bio.
27/05/2026
Il problema delle diete ipocaloriche non è solo che spesso falliscono nel lungo periodo. È che il corpo reagisce per difendersi.
Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (DOI: 10.1056/NEJMoa1105816) ha dimostrato che dopo una forte perdita di peso i principali ormoni che regolano fame e sazietà restano alterati anche dopo 1 anno: aumenta la fame, diminuisce il senso di sazietà e il metabolismo tende a spingere verso il recupero del peso.
Ecco perché il vero obiettivo non dovrebbe essere “mangiare meno”.
Dovrebbe essere: mangiare meglio, perdere grasso e riportare il metabolismo in equilibrio.
Quando lavori sui segnali ormonali, sulla qualità del cibo, sulla massa muscolare e sulle abitudini quotidiane, non vivi più la dieta come una lotta continua contro la fame.
Il cambiamento duraturo nasce da strategie pratiche sostenibili, non dalla privazione.
Per questo con il MetodoiF insegno come dimagrire senza soffrire la fame, migliorando il rapporto con il cibo e creando abitudini che il corpo riesce davvero a mantenere nel tempo.
Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti!
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