What's the situa - BookLab
A supposedly fun BookLab. Ci definiamo gruppo di auto-aiuto. Leggiamo libri dalle moltissime pagine.
22/10/2024
La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te.
Oppure quando avrai finito di leggere le circa 1300 pagine (note - e note delle note - comprese) di “Infinite Jest” di quello squinternato (♥️) di David Foster Wallace. Al quale, tutto sommato, adesso vogliamo un gran bene.
Questo è il mega riassunto della seconda stagione del What’s The Situa BookLab, da ottobre 2023 a giugno 2024.
Sì, a dire il vero è appena iniziata la terza, ma la vita di questa smm è complicata e per la seconda non mi resta che giocarmi il riassuntone.
Dopo “Ulisse” di James Joyce, l’intenzione era quella di continuare con un altro di quei romanzi inaffrontabili. Non ci abbiamo pensato su molto e la scelta è avvenuta in modo piuttosto disinvolto.
Abbiamo - tra le altre cose - in ordine sparso:
🎾 imparato cose sul tennis
🍹 bevuto e mangiato da Luna's Torta
🥊 incassato pugni nello stomaco
🤢 odiato le note e le note delle note
😬 cercato di convincerci che non siamo tutti dei sociopatici
🧳 organizzato una gita che voleva essere in Illinois ma era complicato e quindi perché non Bra?
🥰 amato le note e le note delle note
🤣 riso molto, come sempre, soprattutto per elucubrazioni uollasiane tipo “non riesce a trovarsi il c**o con due mani e una bussola ad alta precisione” cit.
🔖 usato i bellissimi segnalibri che ci ha disegnato Davide Fasolo
📚 letto un po’ dappertutto (avete idea di che impegno sia trascinarsi questo tomone dentro zaini, borse, leggerlo in tram, in metro, in pausa, ma anche solo a letto? È scomodissimo)
✏️ sottolineato molto
💊 cercato di non cadere nella dipendenza da sostanze
🍁 imparato molte cose sul Québec
🪥 scoperto i 1000 usi +1 dello spazzolino da denti
🚫 capito cose dei servizi segreti
🥹 provato tenerezza per Mario
🎞️ studiato la filmografia di Lui in persona
🎭 elaborato teorie sulla sfigurazione di Madame Psychosis
🥎 compatito l’adolescenza di Hal
🎤 e anche quest’anno abbiamo letto alcune pagine che ci sono piaciute davanti a più di un paio di spettatori indossando delle bellissime magliette viola con la scritta gialla “So yo then man what's your story?"
Ma sto sicuramente dimenticando qualcosa 🙄
16/06/2024
Oggi è il 16 giugno e, anche se la giornata volge ormai al termine, è ancora il . Ovvero il giorno di Bloom, Leopold Bloom, il protagonista del capolavoro di James Joyce, "Ulisse".
Perché, in effetti, i fatti dell'Ulisse si svolgono tutti in un giorno, dal mattino presto del 16 giugno 1904, fino alla notte fonda del successivo 17 giugno. Un viaggio incredibile di meno di 24 ore in giro per mezza Dublino a incontrare decine di persone, guidati dai pensieri di Bloom.
Il è oggi celebrato in tutto il mondo. O, almeno, dovunque si trovi un lettore che a Joyce ha consacrato almeno il tempo di una lettura del suo Ulisse.
Noi stessi, l'anno scorso, lo abbiamo celebrato con alcune letture.
E, come vi raccontavamo qualche post indietro, siamo poi andati a Dublino, proprio sui passi di Bloom.
Insomma, questo è la giusta occasione per condividere un ricordo speciale del nostro viaggio della scorsa estate.
Siamo stati da Sweny, 1 Lincoln Place, Dublino. Cioè la farmacia in cui Leopold Bloom, nel quinto episodio di Ulisse, Lotofagi, compra una saponetta al limone.
Ebbene, la farmacia è ancora lì, vende ancora la saponetta al limone e anche noi l'abbiamo comprata. Ma soprattutto abbiamo incontrato il proprietario di Sweny, che a tutti gli effetti sembra un personaggio venuto fuori all'improvviso dal romanzo di Joyce, e invece è solo uno dei suoi più fedeli lettori. Parlando con lui, abbiamo scoperto che ha letto e riletto Ulisse decine di volte e in moltissime lingue, tra le quali perfino il polacco e, ovviamente, l'italiano. Che parla fluentemente perché è anche un fine ascoltatore dell'opera italiana, grande fan di Verdi. Ha cantato per noi in gaelico e inglese, ci ha raccontato molti dei suoi Bloomsday e ci ha invitato a sederci tra gli scaffali di legno per una lettura ad alta voce del quinto episodio. Non potevamo essere più emozionati.
E poi ci ha anche portati a bere e ballare nel pub di fronte.
Insomma, noi pensavamo di comprare solo una saponetta al limone comportandoci da fan molesti. E invece siamo stati accolti e catapultati in quel mondo che tra le pagine avevamo costruito per mesi nella nostra immaginazione.
Che bello è stato!
Buon Bloomsday a tutti!
– Prendo questa, disse. In totale fa tre e un penny.
– Sì, disse il farmacista. Può pagare tutto insieme al suo ritorno.
– Bene, disse Mr Bloom.
Uscì tranquillamente fuori dal negozio, il giornale a manganello sotto l’ascella e la saponetta fresca incartata nella mano sinistra.
19/06/2023
🍀 Il nostro primo è stato molto bello.
🥰 Ci siamo emozionati molto nel raccontarvi il viaggio di un solo giorno che Leopold Bloom fa in giro per Dublino.
🤖 Abbiamo girato qualche video e scattato qualche foto (alcune le vedete qui). E nel farlo abbiamo scoperto che non siamo molto capaci di fare foto e video. Ma ci attrezzeremo meglio.
🤹 A parte questo, ci siamo presi il fine settimana per rimettere insieme i pensieri e raccontarci quanto ci siamo divertiti e quanto siamo felici di aver fatto questa cosa e di averla fatta insieme.
📖 E non si torna indietro, noi mica ci fermiamo qui.
Intanto, nei prossimi giorni vi beccate il resto dei contenuti e di video brutti ma accorati di venerdì.
📚 Ma soprattutto, stiamo già pensando al prossimo BookLab e abbiamo anche già deciso quale sarà il prossimo mattonazzo che leggeremo insieme in questo fantastico gruppo di auto-aiuto.
✍🏻 Ve lo diremo tra un po’, ma voi nel frattempo cominciate a scriverci per unirvi a noi, così l’anno prossimo non potrete dire “Oh, no! Avrei voluto leggere anche io un mattonazzo insieme a voi mattacchioni ma non sapevo del vostro gruppo!”.
❤️🔥 Ps – Il bellissimo di Davide Fasolo non è incredibile?
12/06/2023
🤔 Ma, a buon conto, perché dopo esserci costituiti ufficialmente come bookLab (costituiti, come quelli che vanno in caserma a confessare un torbido crimine) ci siamo dati questo nome?
🦖 Cominciamo col dire che fondamentalmente possiamo dividere i lettori in due grandi categorie.
🎎 Da una parte ci sono quelli per cui ogni libro è il Sacro Graal, le pagine si sfogliano delicatamente, non si piega la copertina, ma soprattutto mai e poi mai, in nessuno, nessunissimo caso mina o inchiostro ne toccheranno le sacre sponde (cit. colta, dieci punti a Grifondoro se qualcuno la coglie).
✍🏻 Dall’altra ci sono quelli (come me, la Smm di questo temibile clan) che profanano senza vergogna o pentimento alcuno copertine e pagine. Perché se c’è una frase o una parola messa lì che è bella assai, devi sottolineare subito, di corsa, mica puoi stare lì a vedere se in mano hai una matita, una penna o una pietra scheggiata.
😎 Nel gruppo siamo equamente divisi tra quelli che sottolineano senza ritegno e quelli che inorridiscono.
In entrambi i casi, però, c’è da dire che la cosa più divertente di leggere “Ulisse” è stata raccontarci ogni volta quali frasi o parole ci avessero in qualche modo colpito. Va da sé che non ce n’erano una o due per capitolo. A volte non siamo riusciti a commentare gli episodi per intero proprio perché avevamo tutti sottolineato troppo.
❤️🔥 Così, quando è stato il momento darci un nome, abbiamo provato ad attingere dalle sottolineature.
E c’era l’imbarazzo della scelta. Perché dentro “Ulisse”, quel guascone di Joyce ha sapientemente messo insieme altissima poesia🤹, scoregge 💨 (sì, scoregge, e non solo quelle), imbeccate succosissime 🍺 e parole mozzate che la GenZ è andata un attimo in bagno a nascondersi 🏃
🧚 Quindi, questo “situa” era lì che ci chiamava. Solo che noi, che siamo dei cialtroni, mica ci siamo andati a ricordare la citazione precisa (“he saved the situa”). Abbiamo dato per buono che fosse “what’s the situa” quando il buon Arsenio Bravuomo l’ha proposto (sì, è sempre colpa sua).
😌 E quindi così sia. In saecula saec**orum.
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