Franco Rol

Franco Rol

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Sono il principale biografo di Gustavo Adolfo Rol (1903-1994), suo testimone e lontano cugino. Ho vissuto in Africa negli anni '90 e primi anni 2000. Rol.

10/06/2026

Una delle migliori performance automobilistiche di mio nonno. Qui di seguito la trascrizione dei 2 articoli sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport.

« – Franco Rol vince con l'Alfa 2500 la bellissima corsa sul Circuito di Pescara –

(di Giovanni Canestrini, "Gazzetta dello Sport", 15-16/08/1949, pp. 1-2)

«Malgrado il diluvio che si rovesciò stamane su Pescara e sui dintorni, una folla enorme si stipò alle tribune e lungo il percorso affrontando impavidamente la pioggia.
Dei corridori tutti erano preoccupati meno uno: Franco Rol, il quale, chiestogli come si trovasse sotto l’acqua, rispose semplicemente: benissimo. E lo dimostrò poco dopo. Infatti, passato davanti alle tribune al terzo posto dopo Biondetti e Vallone, entrambi su Ferrari, e prima di Rosier al volante della sua grossa Talbot, Rol al secondo giro aveva già parecchie centinaia di metri di vantaggio sull’immediato inseguitore vallone, vantaggio che andò aumentando mano a mano che la pioggia infittiva.

Pilotaggio sicuro

Il poter disporre di una vettura chiusa a vantaggio in un certo senso Rolle, ma raramente abbiamo visto pilotare su strade bagnate malsicure con la sicurezza del biondo torinese che piantò in asso quanti lo inseguivano, aumentando di giro in giro il suo vantaggio fino ad avere ben 7’ sul Vallone, il solo che tenacemente lottava più che contro il suo avversario, contro l’instabilità della sua troppo agile macchina.
I temuti Rosier e Louveau, che pure erano scesi a Pescara favoriti, non poterono neppure tentare di opporsi alla decisa azione dei due giovani piloti italiani rimasti a difendere i nostri colori essendosi biondette fino dal secondo giro dovuto fermare ai «boxes» per noi e di accensione determinate dallo stato atmosferico umidissimo. Praticamente la corsa non fu che una trionfale marcia di due piloti: Rol e Luigi Fagioli che era partito il volante di una delle quattro Osca in corsa.
Ma, mentre Rol al secondo giro aumentò fino al rifornimento avvenuto al 15º giro, il suo vantaggio, Fagioli iniziò prudentemente e lasciò che Sighinolfi prima e Bormioli poi, filassero via in testa alle 1100 e risalì successivamente la corrente con un finale da grande campione quale gli è stato ed è tuttora. E Rol e Fagioli meritarono pienamente questa loro vittoria: il primo nella fase ascendente della sua carriera di sportivo, il secondo già celebre, specialmente su questo circuito del quale tuttora detiene il record assoluto con la Mercedes.

Il giovane e l’anziano

E dobbiamo essere lieti di questa constatazione che ci permette di riporre fondate speranze su un atleta come il torinese che alle sue doti di stilista e di combattente unisce un senso della cavalleria sportiva veramente raro. Lo potremo presto vedere, ora, al volante di una litro e mezzo con compressore e cioè di una macchina da corsa di grande potenza e siamo certi che saprà affermarsi con la sicurezza e lo stile con cui si è fermato guidando la sua cronometrica Alfa Romeo sperimentale che lo ha sempre condotto in gara a risultati brillantissimi.
Quanto a Fagioli se c’è stato chi lo aveva messo nel museo dei campioni dovrà ricredersene. Forse egli è più lento di un tempo ad entrare in azione, ma è sempre, come una volta, poderoso. Basta confrontare i tempi sul giro con la 1100 Osca che ha girato 10’’ soli in più di Rol che detiene il record della corsa.
Di Vallone ci sono piaciuti l’equilibrio e la condotta di gara oculata: la sua Ferrari 12 cilindri non è una macchina tanto facile su strade com’erano oggi quelle del circuito, e Vallone fece bene a non strafare. Del resto nel finale egli riuscì a recuperare parte del tempo perduto anche se favorito da un rifornimento di Rol durato ben quattro minuti per il difficile cambio di una ruota.

Superbo collaudo

Bormioli, che si è dovuto ritirare per la rottura della trasmissione, aveva iniziato a grande andatura, ma Nissotti non fu da meno e dimostrò di essere in progresso di forma e di stile. Con l’arrivo delle quattro Osca alla fine, Pescara costituisce un collaudo superbo per la macchina costruita nelle piccole officine dei fratelli Maserati e in particolare interessa il collaudo della 1350 che Serafini ha condotto sicuramente al traguardo.
L’organizzazione soffrì del cattivo tempo, ma Castagneto, che diresse la corsa, riuscì a vincere le difficoltà impreviste di un clima avverso. Vorremmo però che su di un circuito come questo si pensasse più attentamente alla stampa, ai cronometristi e agli ufficiali di gara. I cronometristi, a nostro avviso, erano in numero eccessivo, ma hanno compiuto ottimamente il loro servizio».

* * *

« – I venti giri sotto la sferza della pioggia –

(di Erardo Matuella, "Gazzetta dello Sport", 15-16/08/1949, pp. 1-2)

Giovanni Canestrini e Renzo Castagneto che di 18 edizioni del circuito di Pescara ne hanno viste 18, hanno dichiarato che mai nessun circuito fu disputato in condizioni meteorologiche simili a quelle di quest’anno. La pioggia infatti, in un primo tempo molto intensa, ha continuato a cadere per quasi tutta la durata della corsa, salvo brevi intervalli verso la fine. Corridori e pubblico ne hanno fatto le spese: i primi per noie meccaniche, ed il secondo perché, riparato alla bell’e meglio, ha sfidato per più di quattro ore le ire del cielo.

Partenza emozionante

Primo fra tutti gli spettatori l’on. Marazza, sottosegretario agli Interni che, dopo aver dato il «via» ha assistito alla gara. In tribuna sono stati notati anche l’on. Spataro con la consorte, il sen. Ricci, gli on. Della Chiesa e Serati, i prefetti di Pescara, Chieti e Teramo e numerosissime altre personalità. Il via della corsa, già sotto la violentissima pioggia, è stato dato, malgrado le 32 vetture alle ore 9 fossero già perfettamente allineate, alle ore 9.25. In prima fila Sandri su Veritas, Rosier su Talbot, e Minozzi su Maserati. Partenza emozionante delle 32 vetture che pattinavano sull’asfalto bagnato.
Nel primo passaggio da Cappelle è in testa Biondetti seguito da Vallone e Rosier. Biondetti (Ferrari 2000) passa in testa il primo traguardo. Vallone, pure su Ferrari 2000, è secondo mentre Rol (Alfa Romeo 2500) e al terzo posto. Sighinolfi, primo nella 1100, è al quinto posto assoluto.
Al secondo giro passa primo Rol che inizia così la sua trionfale corsa. Vallone è sempre secondo, mentre Biondetti incomincia la sua serie di fermate ai «boxes». Nelle sue varie soste Biondetti passerà dalle candele Marelli 340 alle Marelli 300. Parecchi altri concorrenti avendo montato candele troppo fredde saranno costretti a sostituirle con altre di grado termico diverso. Nessuna noia all’accensione ha avuto invece Rol che montava le 260 Marelli.

I primi ritiri

Mentre nei primi giri le posizioni non mutano e la media di Rol si mantiene leggermente inferiore ai 120 km. orari, si hanno i primi ritiri: Adanti (Stanguellini) per rottura di una valvola, Cornacchia (Ferrari 2000) per difettoso funzionamento del freno anteriore destro rovinatosi probabilmente nelle prove di ieri, quando allo stesso, lanciato sul rettilineo, si è staccato completamente il battistrada della ruota anteriore destra. Al 4º giro scompare anche Sighinolfi il quale era stato sempre in testa alle 1100, per rottura della guarnizione della testata. Altri concorrenti si ritireranno in seguito per noie meccaniche.
Rol intanto, con una marcia sicurissima – la stabilità della sua Alfa Romeo era perfetta – aumenta il suo vantaggio sul tenace Vallone: al quinto giro 2’27’’ separano i due contendenti. Bormioli con la sua Fiat Ermini, è intanto passato in testa nelle 1100, mentre Rosier e Louveau occupano sempre il terzo e quarto posto assoluto. Anche Fagioli (Osca 1100) e Serafini (Osca 1350) si vanno facendo luce: la Veritas di Sandri denuncia una imperfetta tenuta di strada: Sandri poi si ritirerà all’11º giro essendo avariata la scatola dello sterzo.

Rol in testa a metà gara

A metà corsa Rol è sempre in testa; Carini con una progressiva gara di avvicinamento era intanto passato al quarto posto assoluto mentre Rosier era costretto al ritiro avendo rotto la guarnizione della testata. Anche Bormioli, per rottura del differenziale, doveva abbandonare la corsa.
Mentre cominciano i rifornimenti, Rol è primo con 3’35’’ di vantaggio su Vallone. Seguono Louveau, Carini, Fagioli (primo della 1100) e gli altri. La media è salita intanto a oltre i 122 km. orari. Al decimo giro si nota il ritiro di Bassi (Fiat Sanguellini) causa la rottura di un pistone. Altri concorrenti spariscono dalla lotta. Fagioli intanto aumenta la andatura e migliora più volte il primato sul giro per le 1100: alla fine il suo giro più veloce sarà compiuto in 11’31’’ 3/3, alla media di km. 131,650.

Per evitare un concorrente…

Rol detiene sempre il giro più veloce assoluto, mentre la sua media è leggermente superiore ai 120 orari. All’11º giro Rol, in curva, per evitare una 1100 giratasi su se stessa, sterza bruscamente: la sua Alfa Romeo slitta, si rigira più volte e urta con la ruota anteriore destra un marciapiede e con la parte posteriore contro un muretto. Rol però può proseguire immediatamente. Il lieve incidente avrà le sue conseguenze al rifornimento quando per il cambio della ruota verranno persi circa 4 minuti. La gara però è ugualmente di Rol il quale segna verso la fine il suo record sul giro compiendo i 25 km in 11’ 21”, alla media di chilometri 134,801. Carini intanto al 17º giro è costretto al ritiro avendo forato un pistone.
Nella 1100 Fagioli, sempre primo di classe, lotta con Nissotti che era riuscito a ridurre il suo distacco a soli 22 secondi. Gli altri concorrenti continuano regolarmente la loro corsa mentre le posizioni di testa non mutano. Bella la gara di Taraschi con la sua Urania, giunto alla fine superando alcune 1100.
Mentre Rol si avvia verso la vittoria, il sole finalmente fa capolino di tra le nubi: in breve l’asfalto si asciuga e alcuni concorrenti aumentano così l’andatura: Serafini passa quarto assoluto superando Fagioli. All’arrivo però una leggera pioggia ricomincia a cadere, ma questo non smorza l’entusiasmo dello sportivissimo pubblico pescarese che accoglie con applausi i quindici piloti che terminano la loro faticosa gara.
Buona l’organizzazione, anche se poco curato il servizio stampa».

(pdf della prima pagina integrale in alta risoluzione qui:https://gustavorol.org/images/biografia/Gazzetta_dello_Sport_1949-Franco_Rol.pdf )

24/05/2026

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