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12/05/2026
🌹🏳️🌈 OGGI RICORDIAMO LA GIOVANE GIORGIANA MASI, ASSASSINATA A 18 ANNI IL 12 MAGGIO 1977 A ROMA 🏳️🌈🌹
Il pomeriggio del 12 maggio 1977, il partito radicale festeggia a Roma, in piazza Navona, l’anniversario del referendum sul divorzio.
Il clima nel Paese è però teso.
Sono gli anni in cui scoppiano incidenti a ogni corteo studentesco, al ministero dell’Interno c’é Francesco Cossiga che ha vietato nel Lazio tutte le manifestazioni, anche quelle stanziali.
Giorgiana Masi, non ha ancora compiuto 19 anni, insieme al fidanzato Gianfranco Papini è nel centro storico capitolino e mentre la coppia arriva sul lungotevere all’altezza di ponte Garibaldi si trova in mezzo a scontri tra forze di polizia e quanti avevano sfidato i divieti.
Scappano i due giovani.
Ci sono lanci di bombe incendiarie e si sentono colpi d'arma da fuoco.
I lacrimogeni hanno formato una nebbia fittissima.
Il primo a essere ferito fu un allievo sottufficiale dei carabinieri. Poco dopo, alcuni passanti vedono la ragazza cadere a terra “come fosse inciampata”.
È stata ferita alla schiena, morirà in ospedale.
La responsabilità dell’omicidio è ancora uno dei misteri italiani.
A documentare quel giorno ci sono le foto di Tano d’Amico.
Una, divenuta celebre, mostra alcuni poliziotti in borghese con la pi***la pronta a sparare.
ALBO RADIO DI EMERGENZA (A.R.E.)
1) la funzione esclusiva non certo surrogabile da organizzazioni di maggiori dimensioni come radio multiregionali se non addirittura nazionali, di informare in dettaglio i cittadini su quanto succede nella zona in cui vivono;
2) promuovere la socialità nel suo significato più completo che va dalle manifestazioni culturali alla promozione dei prodotti agricoli e industriali tipici del luogo;
3) la presenza insostituibile di aiuto alle popolazioni in caso di calamità naturali o di altro genere.
Queste funzioni di somma importanza sono state via via dimenticate da quanti si dichiaravano “amici” delle radio locali, un po' per lo strapotere delle reti nazionali e multiregionali (quelle dello "splittaggio"), e per la parte restante dalla scadente immagine di disorganizzazione che le “locali” hanno dato di se stesse.
Dopo quasi quaranta anni dall'avvento delle prime emittenti “libere” - periodo che abbiamo vissuto interamente - è necessario finalmente dare oggi uno sbocco rivendicativo alle potenzialità dei mezzi di comunicazione locali, anche a favore di tanti radio-appassionati che hanno saputo resistere ad attacchi di ogni genere provenienti sopratutto dalle istituzioni che avrebbero dovuto favorire la presenza di almeno una radio per ciascun comune, a cominciare dalla mancanza di un Piano di assegnazione delle frequenze che ha portato all'assurdo rilascio di concessioni prive totalmente di valore perché mancanti dell'oggetto della concessione stessa, ovvero una frequenza di trasmissione dove poter operare in esclusiva.
In questa sede tuttavia, ci interessa esaminare in particolare il punto 3 per il susseguirsi nel nostro Paese - specie negli ultimi anni – di tutta una serie di calamità naturali che vanno dai terremoti, agli incendi, alle alluvioni o altro, con tendenza all'aumento e non alla diminuzione.
Considerato che le emittenti locali sono sempre state in prima fila insieme ai Vigili del fuoco a portare soccorso alle popolazioni sia pure per iniziativa di singoli titolari di radioemittenti, l'A.I.R.L. ha deciso di farsi promotore e coordinatore di un “Albo delle Radio di emergenza “ (A.R.E.) dove faranno capo tutte quelle entità radiofoniche (di carattere commerciale o comunitario) che si struttureranno adeguatamente secondo le indicazioni che fornirà la nostra associazione per rendere il servizio di emergenza stabile e attendibile, ufficializzato dal riconoscimento preventivo dei Sindaci dei Comuni di tutta Italia.
Aspettiamo quindi al più presto la vostra adesione all'Albo (il nome della radio sarà reso noto in apposito elenco salvo richieste di anonimato) espressa compilando semplicemente il modulo che segue, per contarci, e dar vita ad una grande iniziativa che avrà il potere di far sentire i cittadini meno soli in caso di necessità.
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