Erica Ferraris Autrice

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Classe 1992, segno di fuoco. Laureanda in Biologia Biomedica, ha pubblicato il libro “Grazie, ma n

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Erice - Trapani - Saline di Marsala - San Vito Lo Capo

Ottobre in Sicilia è la tranquillità che mi serve. Il mare è fresco, il sole è caldo, ma il vento fa ve**re la pelle d’oca. Il Monte Monaco prega tutti i giorni, di là, all’orizzonte. Le persone arrivano quando hanno voglia, i bambini non hanno paura dell’acqua fredda, sono più temerari di noi.
Ogni tanto rimango a fissarlo per un po’, senza pensare a niente. Vuol dire questo, no, rilassarsi? Punto una barca, là in fondo. Il sole mi riscalda la pelle e gli occhi si appesantiscono. Poi Erice cattura la mia attenzione. Le stradine, le Chiese, il vento forte, le genovesi al limone, le salite e le discese. E i gatti. Trapani è invece caotica, non ci sono molte regole tra gli incroci. Mi sembra di essere in una metropoli non ancora ben definita.
Poi a San Vito la voce di Mannarino esce dal negozio di un artigiano che lavora il corallo e ci crea bracciali, collane, qualche anello. Mi fermo, devo entrare per forza, perché è tutto un po’ selvaggio. Ma un selvaggio voluto, non a caso. Così mi fermo a fissare i colori, le pareti che sono dipinte di ocra, la barba bianca dell’uomo che mi sorride e se ne sta ad accompagnare La Frontiera con la sua, di voce. C’è sempre un perché nelle cose. Allora sorrido ed esco. Ogni volta che ci passo, butto l’occhio là dentro, ma non mi soffermo mai molto. Fuggo da ciò che, a volte, sa come accarezzarmi l’anima. E tra valigie ritrovate, cannoli più grandi delle mie mani e un ottobre che sa ancora di giugno, lascio che questa settimana mi entri dentro con la dovuta calma, con nigeriani e pakistani che vendono teli mare e mi chiamano “principessa” e i turisti tedeschi che sono bianchi come il latte.
Amo la montagna per la sua immensità e la sua grandezza, per la sua capacità di farmi sentire piccola piccola. E amo il mare perché mi fa sentire in equilibrio con un po’ di nostalgia verso qualcosa che non so mai bene come definire. Se per qualcosa che mi manca o qualcosa che invece non ho mai avuto. Però quella sensazione lì, un po’, mi scalda il petto e mi fa sorridere.

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