Niko Martinelli
consigliere Comunale di Ardea
05/04/2026
Buona Pasqua di Pace
In questi tempi bui, auguro alla nostra comunità che la luce della Pasqua sia più forte di ogni ombra.
Che questo giorno possa aiutare i popoli a spegnere i venti di guerra che soffiano intorno a noi e illuminare il futuro delle nostre genti.
Speranza, serenità e Pace a tutti.
26/03/2026
Oggi faccio un passo che ho pensato a lungo.
Con Luca Vita abbiamo deciso di aderire al Partito Democratico.
Tina Anselmi diceva: "Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci." Ecco, mi sono ritrovato spesso in questa frase. Esserci. Non commentare, non stare a guardare, non aspettare che altri costruiscano quello che vorresti vedere.
Il motivo di questa scelta è uno, sostanzialmente: penso che il momento che stiamo vivendo richieda alle forze progressiste di smettere di navigare ognuna per conto suo. Ad Ardea come altrove. E stare fuori da quel processo, per me, non aveva più senso.
Prima di andare avanti però ci tengo a dire una cosa.
Grazie alle persone di Ardea Domani . Non alla lista — alle persone. A chi c'era nei momenti difficili, a chi ha discusso, a chi non ha mollato. Ardea Domani continua, e continuerà a essere quello che è sempre stata: un posto dove il civismo trova spazio, senza etichette. Sono contento che sia così.
Ardea è il punto di partenza. È sempre stato così per me e non cambia adesso.
Bisogna esserci.
📍 Ardea, prima di tutto.
05/03/2026
Ho letto alcuni comunicati stampa diffusi ieri sull’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi tra il Sindaco e i rappresentanti di alcuni consorzi.
Più che un confronto pubblico su temi che riguardano l’intera città, sembra emergere il racconto di tavoli gestiti in modo privatistico su questioni che dovrebbero essere affrontate con trasparenza e nell’interesse generale.
Tra le proposte emerse ce ne sono alcune che lasciano davvero perplessi.
Si parla di installare contatori idrici all’ingresso dei consorzi, una soluzione che sembra servire più a risolvere problemi legati agli impianti interni ai consorzi – che ACEA non intende acquisire perché insistono su strade private – piuttosto che a migliorare il servizio ai cittadini. Il punto vero, infatti, sarebbe affrontare finalmente il tema dell’acquisizione al patrimonio pubblico delle strade che danno l'accesso al mare, passaggio necessario per normalizzare servizi e infrastrutture. Un tema che, però, non sembra essere nell’agenda politica di questa amministrazione.
Ancora più imbarazzante è la proposta delle navette per accompagnare i cittadini al mare, una sorta di servizio “navetta–scavalca sbarre”: invece di garantire accessi pubblici alla costa, il Comune dovrebbe organizzare e pagare trasporti per aggirare i cancelli dei consorzi.
Un’idea che sa più di toppa maldestra che di soluzione amministrativa seria.
E queste proposte arrivano dopo anni di inchini politici ai consorzi. Fa quasi sorridere sentire parlare oggi dei “50 anni in cui i consorzi non avrebbero ceduto gli impianti”: una lunga stagione amministrativa che, per larga parte, è stata governata proprio dallo stesso scacchiere politico che oggi sostiene questa amministrazione e che ha sempre evitato di infastidire il sistema consorzi che occupa una vasta area del nostro comune.
Ardea ha bisogno di scelte trasparenti e regole uguali per tutti i cittadini, non di trattative riservate e soluzioni improvvisate che continuano, di fatto, ad agevolare i consorzi invece di affrontare davvero i problemi della città.
17/02/2026
𝟮𝟮 𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗼𝗿𝗮.
Un’intera giornata (e notte) passata a discutere il bilancio e 202 emendamenti presentati dal gruppo di Ardea Domani e supportati anche dalle altre forze di minoranza.
𝗡𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮. 𝗠𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗲.
Abbiamo chiesto maggiori stanziamenti su politiche giovanili, manutenzione di scuole e strade, sostegno alle fragilità sociali, cultura e spazi pubblici, sicurezza e decoro urbano.
Risultato?
𝟮𝟬𝟮 𝘀𝘂 𝟮𝟬𝟮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶.
Tutti. Senza eccezioni.
Fa sorridere (amaramente) sentire parlare di “collaborazione per il bene della città” quando, alla prova dei fatti, ogni proposta dell’opposizione viene respinta a prescindere.
𝗨𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗮 𝗲 𝗹𝗮𝗰𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 quasi su tutto, ma che miracolosamente ritrova compattezza solo quando si tratta di votare contro la minoranza. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 “𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼” pur di limitare interventi, commenti, critiche.
Rimane il fatto che il bilancio non è un atto tecnico.
È una scelta politica.
E ieri (e oggi) la scelta è stata chiara.
𝗡𝗼𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲.
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