Ad Personam Trainer
Ciao! Mi chiamo Luigi Grasso , sono un chinesiologo sport manager, preparatore atletico, laureando biologo nutrizionista. Per il tuo benessere ;)
12/07/2026
Pesi o pliometria? Qual è il modo migliore per aumentare il salto verticale?
È una delle domande che ricevo più spesso da pallavolisti, cestisti e preparatori.
La risposta, però, non è "pesi" oppure "pliometria".
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni mostrano che entrambe funzionano, ma con ruoli diversi.
L'allenamento di forza aumenta la capacità di produrre forza.
La pliometria migliora la capacità di utilizzare quella forza rapidamente attraverso il ciclo di stiramento-accorciamento.
Quando queste qualità vengono integrate in un programma ben progettato, i miglioramenti del salto verticale sono mediamente superiori rispetto all'utilizzo di una sola metodologia.
Attenzione però.
La ricerca scientifica ci aiuta a prendere decisioni migliori, ma non sostituisce il lavoro del preparatore.
Ogni atleta è diverso.
Età, livello di allenamento, ruolo, storia degli infortuni, periodo della stagione e gestione dei carichi possono cambiare completamente la scelta dell'allenamento.
Per questo motivo non mi piace parlare di esercizi "miracolosi", ma di principi.
La scienza ci indica la direzione. L'esperienza ci insegna la strada.
Questo carosello nasce proprio con questo obiettivo: tradurre la ricerca scientifica in strumenti pratici per allenatori e atleti, senza estremismi e senza tifoserie.
Nessuna metodologia è magica.
Conta scegliere quella più adatta alla persona che hai davanti e al momento della stagione.
E tu, come alleni il salto verticale?
Preferisci lavorare soprattutto con la forza, con la pliometria oppure con una combinazione delle due?
Scrivimelo nei commenti: mi farà piacere confrontarmi con te.
💾 Se il post ti è stato utile, salvalo.
📤 Se pensi possa essere utile a un compagno di squadra, a un atleta o a un allenatore, condividilo.
Questa è la prima puntata di "Allenatore VS Scienza".
Nelle prossime parleremo di:
• stiffness e tendine d'Achille;
• prevenzione degli infortuni;
• sprint e velocità;
• forza negli sport di squadra;
• miti e falsi miti dell'allenamento.
E tanti altri 💥
Perché allenarsi meglio significa prima di tutto capire il perché di ciò che facciamo. 🤓💪
29/04/2026
Non esiste solo “lo squat”. Esiste uno spettro.
Quando alleni gambe e forza, non stai scegliendo tra squat o stacco.
Stai lavorando lungo un continuum tra dominante di ginocchio (squat) e dominante di anca (hinge).
👉 Ogni esercizio si colloca da qualche parte lì in mezzo.
Più vai verso lo squat → più lavorano quadricipiti, busto verticale, ginocchia avanti
Più vai verso l’hinge → più lavori con anca e catena posteriore, busto inclinato
In mezzo?
👉 Tutto quello che davvero conta per performance e prevenzione.
Perché è importante capirlo?
✔ Ti aiuta a scegliere gli esercizi giusti (non a caso)
✔ Ti permette di bilanciare il lavoro tra anca e ginocchio
✔ Migliora forza, tecnica e trasferimento nello sport
E nello sport?
Qui diventa ancora più interessante.
🏐 Pallavolo / basket → salti, atterraggi, cambi di direzione = mix continuo squat–hinge
🏃♂️ Sport di corsa → forte componente di cerniera d’anca
🏋️♂️ Sala pesi → costruzione completa e intelligente del lower body
👉 Se alleni solo un lato dello spettro, stai lasciando performance (e resilienza) sul tavolo.
Messaggio chiave:
Non pensare per esercizi.
Pensa per pattern di movimento.
Nei prossimi post vedremo:
come usare questo spettro nella programmazione
come adattarlo agli sport di salto
errori comuni tra squat e hinge
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