Atanasio Bisignano.cliodeaphotography

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Editore, Pubblicista, Critico, Grafico, Fotografo...

11/07/2026

«Se fossi morto da pagano, eretico o apostata, avreste davvero motivo di piangere. Piangete! Piangete! Scoppiate in lacrime, lacrime di sangue! Perché queste sono le persone che sono veramente morte. È per una tale morte che si devono versare lacrime di sangue, per coloro che non hanno vissuto da cristiani. Lasciate che gli infedeli e gli eretici, i parenti e gli amici dei cattivi cattolici piangano senza consolazione e piangano incessantemente per la morte dei loro cari defunti!»

San Giovanni Eudes

11/07/2026

San Benedetto da Norcia è Patrono d’Europa perché la sua Regola monastica — centrata su ora et labora — ha dato vita a un nuovo modello di vita che univa preghiera, lavoro e cultura, ponendo i monasteri al centro della rinascita spirituale, agricola e intellettuale dell’intero continente dopo il crollo dell’Impero Romano.

Nel 1964, durante la consacrazione di Montecassino, Papa Paolo VI lo proclamò “messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà” e lo elevò a Patrono principale d’Europa, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nell’aver cementato un’unità spirituale tra popoli divisi per lingua, cultura ed etnia.

11/07/2026

Le reliquie di san Benedetto da Norcia, insieme a quelle di sua sorella gemella santa Scolastica, riposano nel luogo spirituale che egli stesso fondò: l’abbazia di Montecassino.

Dopo il bombardamento del 1944, queste spoglie vennero meticolosamente riesumate nel 1950, confermate come autentiche da esperti archeologi e medici, e ricollocate con solenne cerimonia sotto l'altare maggiore nella nuova cattedrale ricostruita del monastero.

Le reliquie attuali sono custodite all’interno di un’urna di bronzo, che contiene al suo interno contenitori in argento dove si trovano i resti che testimoniano l’unione tra i due santi, così come espresso da un’epigrafe in marmo nero visibile dietro l’altare.

11/07/2026

La Medaglia di San Benedetto racchiude simboli di antica sapienza cristiana e una lunga tradizione di devozione. Secondo fonti monastiche, sin dai tempi di San Gregorio Magno il Santo nutriva una profonda fede nella croce, usando tale segno per compiere miracoli, a partire dall’avvelenamento rifiutato e reso inefficace da un semplice gesto di croce.

Sulla faccia anteriore della medaglia originale, ideata ufficialmente nel 1742 da papa Benedetto XIV, campeggia l’immagine di San Benedetto vestito da monaco, che regge una croce nella mano destra e il libro della Regola nella sinistra. Accanto a lui appare la coppa rotta e il corvo, simboli dei tentativi di avvelenamento dalla potente evocazione spirituale. Attorno è incisa la preghiera latina “Eius in obitu nostro praesentia muniamur”, che implora la protezione del Santo al momento della morte.

Sul rovescio domina una croce greca, sormontata dalla scritta PAX, emblema della pace interiore promossa dall’ordine benedettino. Ai bracci sono riportate le lettere iniziali di una preghiera di esorcismo: CSPB (Crux Sancti Patris Benedicti), CSSML (Crux sacra sit mihi lux), NDSMD (Nunquam draco sit mihi dux). Al margine si trovano le sigle VRSNSMV – SMQLIVB, espressioni abbreviate di invocazioni come "Vade retro Satana!" e "Sunt mala quae libas, ipse venena bibas".

Le origini della devozione risalgono almeno al 1050, grazie alla guarigione miracolosa del giovane Brunone in Alsazia, che dopo aver ricevuto la medaglia visse una conversione spirituale diventando poi papa Leone IX. Papa Benedetto XIV approvò ufficialmente questo sacramentale con indulgenze a chi lo portava con fede, consolidandone la diffusione in tutta Europa.

Nel 1880, in occasione del 1400° anniversario della nascita di San Benedetto, l’abbazia di Montecassino commissionò una nuova versione della medaglia, realizzata dall’abbazia di Beuron, in Germania. Da quel momento il modello giubilare divenne il più popolare, adottando definitivamente tutti i simboli e le iscrizioni che oggi la rendono subito riconoscibile.

Follia “cattulmana”: il funerale è in chiesa, ma il defunto è islamico 11/07/2026

Follia “cattulmana”: il funerale è in chiesa, ma il defunto è islamico Nel quartiere muore il fedele islamico e il funerale si fa in chiesa con un para-culto interreligioso. Il parroco di Sant'Anna (Torino) si inventa la categoria del «simpatizzante cristiano». Ma quella salma non poteva entrare in chiesa. E il gesto sa di sottomissione e falsa ca**tà. Il vescovo...

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