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Associazione
per la ricerca sull’autismo Cimadori - APRI ODV ETS APRI è iscritta col n.1511 nell'elenco U.N.A.R. Paola Giovanardi, Prof. Elena Maestrini, Prof.

12/07/2026

Il campionario di orrori nella casa famiglia per disabili: “Sedati e legati al buio”

Secondo l’accusa agli ospiti della Per Mano di Cuneo, anche minorenni con disagi psichici e autismo, venivano somministrati farmaci senza prescrizione

Gli ospiti della casa famiglia dovevano "stare buoni". Così disabili psichici o affetti da autismo, anche minorenni, venivano imbottiti di farmaci senza l'ombra di una prescrizione medica. Gli operatori li legavano, li picchiavano e li insultavano, per poi chiuderli a chiave dentro stanze buie, anche per ore: è il "campionario degli orrori" che emerge dall'inchiesta a carico dalla cooperativa Per Mano di Cuneo, appena chiusa dalla pm Alessia Rosati. Sotto accusa ci sono 23 persone, assistite tra gli altri dagli avvocati Roberto De Sensi, Pier Bartolomeo Bottero e Paolo
Verra: tra loro spiccano la direttrice della struttura Emanuela Bernardis e la coordinatrice Marilena Cescon, entrambe arrestate a novembre, quando i carabinieri hanno sequestrato la casa famiglia, il nucleo residenziale e il centro diurno gestiti dalla cooperativa nel Borgo San Giuseppe, trasferendo gli ospiti in altre strutture e disponendo divieti di avvicinamento alle vittime (21 in tutto, cui si è aggiunta l'associazione Genitori Pro Handicap come persona offesa).
Da allora le due dirigenti sono state scarcerate ed è andato avanti il processo in cui sono già imputate per precedenti maltrattamenti agli ex ospiti. Intanto la seconda indagine si è allargata, fino alla chiusura dei giorni scorsi: ai reati di maltrattamenti aggravati, violenza privata e sequestro di persona, infatti, si è aggiunto quello di esercizio abusivo della professione medica. Perché, secondo l'accusa, i dipendenti della cooperativa preparavano e somministravano farmaci psicotici e altre terapie senza prescrizione. Anzi, Gianbattista Spinelli, psichiatra e direttore sanitario delle strutture, sapeva tutto e consentiva che se ne occupassero addetti "senza competenza o abilitazione", come si legge nell'avviso di chiusura indagini.
I vertici della cooperativa continuavano ad accogliere pazienti per guadagnare di più. nonostante mancassero personale, cibo, biancheria intima, lenzuola, asciugamani puliti e pure i bavaglini, sostituiti da "sacchi dell'immondizia". Negli atti viene riportato un "clima di paura, sopraffazione e degrado" per i pazienti, vittime di "umiliazioni, vessazioni. violenze fisiche e psicologiche" dal 2022 agli ultimi mesi dello scorso anno. Tra le brutalità documentate dai carabinieri, grazie a video e intercettazioni ambientali, c'erano insulti e botte agli ospiti, colpiti anche con un ramo lungo 50 centimetri. Poi venivano legati ai letti e alle sedie a rotelle con cinghie e fascette da elettricista. Un'addetta è stata filmata mentre "cingeva
alla vita un ragazzo con le proprie gambe, in modo da tenerlo bloccato mentre era intenta a guardare il proprio cellulare". Un paziente con grave disabilità psichica si è buttato dalla finestra senza che gli operatori facessero nulla. Anzi, hanno chiamato il 112 dopo due ore. E la cosiddetta relax room, pensata come stanza per ridurre lo stress, diventava il luogo in cui trascinare i ragazzi e lasciarli lì dentro con le luci spente.

07/07/2026

Jean Marc Itard: La pedagogia speciale e la pedagogia clinica

Le nozioni di biologia vengono superate nel momento in cui si fanno nuove scoperte che rendono obsoleto quanto si era affermato anche pochi mesi prima.

Non così i principi pedagogici.

Jean Marc Itard, nato nel 1774 e morto nel 1838, ha tanto da insegnare anche ai giorni nostri.

Il suo maestro, Philippe Pinel, a proposito di Victor dell'Aveyron, gli aveva detto di non perdere tempo a tentare di educarlo perché era id**ta e pertanto ineducabile. E lui ha disobbedito e ha iniziato un paziente lavoro di educazione personalizzata sulle caratteristiche peculiari di Victor con piccoli parziali successi e molti clamorosi insuccessi.

Non a caso al pensiero e all’opera di Itard hanno dedicato 150 pagine nel libro “Jean Marc Itard: La pedagogia speciale e la pedagogia clinica” (Editore Itard), non due storici, ma due pedagogisti, Piero Crispiani e Riccardo Sebastiani, proprio per l’attualità degli insegnamenti che si possono ricavare dalla sua opera.

Ne ha dato un ampio resoconto Carlo Hanau sulla rivista “La Scuola Oggi”

Questo il link
👉https://www.lascuolaoggi.it/jean-marc-itard/

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