Comunicattive

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CAMPAGNE SOCIALI | FORMAZIONE E COMUNICAZIONE DI GENERE Il km zero, il biologico, la microproduzione, l’ecosostenibilità sono i pilastri di una vita migliore.

Photos from Comunicattive's post 20/02/2026

Molte persone giovani vivono esclusioni, prese in giro, discriminazioni o violenze a scuola, online o nella vita di tutti i giorni.
Il progetto europeo CLICK vuole ascoltare le voci delle persone adolescenti '07- '08 - '09 e '10, attraverso un questionario anonimo e sicuro di 10 minuti, su temi come benessere, rispetto, sentirsi al sicuro, essere come si vuole.

È importante partecipare perché le risposte faranno parte di una ricerca europea e potranno contribuire a cambiare le cose a scuola e nella società, senza che siano sempre e solo le persone adulte a decidere.

👉 Se conosci una persona di questa età, condividi questo post e il link al questionario che trovi in bio di Comunicattive.

Il progetto CLICK è coordinato in Italia da Chiara Sità, pedagogista, e Federica de Cordova, psicologa, del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona.

Photos from Comunicattive's post 20/11/2025

Le microaggressioni sono una delle forme più sottili e diffuse di discriminazione: non hanno il tono dell'insulto esplicito, si presentano come battute leggere, all'apparenza innocue, domande fuori posto ma benevole, complimenti che sembrano neutri e per questo passano quasi inosservati.

Le microaggressioni sembrano spesso singole frasi irrilevanti ma in realtà, se viste da una prospettiva più ampia, sono solo il terreno fertile su cui l'hate speech esplicito attecchisce.

L'obiettivo dei nostri percorsi di formazione aziendale su microaggressioni e hate speech è fornire consapevolezza, nominare ciò che normalmente resta invisibile, agire sulla radice del problema e non solo sui suoi effetti.

Riconoscere zone d'ombra e microaggressioni travestite da curiosità e ironia negli spazi di lavoro, permette di fermare i meccanismi che generano frustrazione, esclusione o chiusura, migliorare la comunicazione interna, ridurre conflitti e attriti e costruire spazi più sicuri e plurali.

Photos from Comunicattive's post 30/10/2025

All'interno del nostro percorso formativo sulla in ottica di genere esploriamo come la lingua contribuisca a sostenere o smontare squilibri di potere, come il linguaggio quotidiano possa alimentare le disuguaglianze sociali o, al contrario, possa contribuire a combatterle.

La lingua non è un semplice mezzo di comunicazione ma anche un archivio - in continua trasformazione - che contiene tutto ciò che una cultura considera valido e normale.

Parlare di significa prendere in carico un problema di rappresentazione. Nel corso del tempo, infatti, diversi ruoli e mestieri di prestigio, potere e competenza sono stati pensati e comunicati solo e unicamente al maschile, come ad esempio architetto, medico, direttore o ministro.

Eppure le donne hanno iniziato da tempo a occupare quegli stessi spazi, a ricoprire quegli stessi ruoli, molti nomi di professioni al femminile che solo pochi anni fa venivano derisi adesso sono entrati nel linguaggio comune, ma per altri c'è ancora molta resistenza sociale al cambiamento.

Dire architetta, medica, direttrice o ministra significa rompere l’invisibilità linguistica e normalizzare ciò che fa parte della nostra esperienza quotidiana ma ancora suona “strano” solo perché non abbiamo ancora fatto l'abitudine a sentirlo.

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