I Medici: una famiglia ambiziosa, cresciuta tra alleanze e lotte interne ed esterne per il controllo di una città Stato. Il trionfo e l’esilio; il passaggio dal margine al centro del potere; i Papi e monarchi da blandire e servire per il tornaconto familiare.
Quest’anno celebriamo due Medici che diventarono principi: Cosimo e Caterina, nati nello stesso anno: il 1519. Entrambi artefici delle proprie vite grazie a uno spirito indomito forgiato da esperienze crude e violente.
Cosimo nasce nel 1519 a Firenze, da Giovanni de’Medici detto delle Bande Nere, esponente del ramo Popolano della famiglia Medici, e Maria Salviati, nipote di Lorenzo il Magnifico e rappresentante del ramo principale della casata.
Rimasto orfano di padre all’età di 7 anni, si trasferisce con la madre a Trebbio, località del Mugello, dove passa gli anni dell’infanzia tra battute di caccia e sport all’aria aperta, come scherma, lotta, maneggio dei cavalli, pesca e nuoto.
Viene considerato un giovane di spirito debole e poco incline al comando e alla politica, ma quando sale al potere, nel 1537, succedendo ad Alessandro de’ Medici detto Il Moro, morto assassinato da Lorenzino de’ Medici, Cosimo si rivela uomo politico poco appariscente ma abile e accentratore, capace di consolidare il dominio della dinastia Medici su Firenze ed espanderlo verso gran parte della Toscana.
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Caterina
Caterina de’ Medici nasce nel 1519 a Firenze, nel palazzo della via Larga (oggi Palazzo Medici Riccardi), da Lorenzo II de’ Medici, duca di Urbino e da Madeleine de la Tour d’Auvergne, figlia del conte Jean de Boulogne e di Caterina di Borbone.
Perde i genitori poche settimane dopo la nascita, restando l’unica erede di casa Medici. Su volere del prozio Leone X, la “duchessa di Urbino” viene condotta a Roma, e alla morte di questo la sua tutela passa a Clemente VII. Nel 1525 ritorna Firenze ma per via dei disordini politici e della peste che infuria, viene trasferita nel monastero delle benedettine di Murate.
Dopo la restaurazione della signoria medicea, Clemente VII richiama a Roma l’orfana, ormai undicenne, rendendola oggetto prezioso nella politica matrimoniale del papa, tesa a favorire gli interessi della Curia e della famiglia Medici nel quadro della lotta delle grandi potenze. Le trattative per il matrimonio di Caterina con il duca Enrico d’Orléans, secondo figlio del re Francesco I di Francia, sono infatti strettamente collegate con la rivalità tra Asburgo e Valois per il predominio in Italia.
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