Another Firenze

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Another Firenze_ Tours in Florence

[email protected] +39 3464904719 Another Firenze_ Private Tours in Florence.

Photos from Another Firenze's post 04/01/2025

[Continua]
Secondo il linguaggio esoterico e simbolico con cui fu progettato il giardino, la torre rappresenta anche l'ultima tappa di un cammino iniziatico che parte dalla statua di Osiride, dio egiziano della morte e della resurrezione, posta ad accogliere i visitatori nei pressi dell'entrata di via de' Serragli.

Oltre all'aspetto architettonico il Giardino Torrigiani ha un posto importante anche nella storia della botanica.

All'inizio del '700 Pier Antonio Micheli, il fondatore della Società Botanica Italiana, insieme ad altri studiosi lo utilizzò per coltivarvi in via sperimentale un gran numero di piante e ancora oggi il giardino presenta una notevole varietà di esemplari

Photos from Another Firenze's post 03/01/2025

I giardini e i parchi di Firenze hanno un fascino sottile e celano itinerari fantastici che sprigionano una giovane intramontabile bellezza.

I Medici li impregnarono di simbologie che rimandavano alle dottrine di Ermete Trismegisto e di Platone. Ogni 7 novembre - data presunta della nascita e della morte di Platone - Cosimo Il Vecchio riuniva a banchetto un gruppo di eruditi alla VILLA MEDICEA DI CAREGGI per festeggiare l’anniversario del grande filosofo.

Nei pensieri dei due maggiori esponenti dell’ermetismo rinascimentale Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, la magia incantatoria desunta dai testi del Trismegisto individuava ascendenze planetarie e proprietà nascoste di erbe, piante e minerali.

Come racconta Niccolò Machiavelli nelle ‘Istorie fiorentine’, Cosimo il Vecchio donò al filosofo Marsilio Ficino villa Le Fontanelle, “una possessione propinqua alla sua di Careggi”, “perché potesse più commodamente seguitare gli studi delle lettere, e per poterlo con più sua commodità usare”. La dimora di Ficino avrebbe sancito la nascita di un importante cenacolo di eruditi e artisti: l’accademia neoplatonica.

In seguito la sede dell’accademia si spostava alla villa di Careggi, dove si celebrava il mito del giardino di Venere come personificazione dell’amore e culto della bellezza.
Anche ai tempi di Lorenzo il Magnifico Giovanni Pico della Mirandola, Angelo Poliziano, Leon Battista Alberti e il giovane Michelangelo gravitavano attorno al Ficino ed erano soliti riunirsi e intrattenersi in colte disquisizioni in un ambiente fervido e stimolante da esercitare un’importante influenza su tutta la cultura.
Il luogo rimandava ai meravigliosi giardini del mondo antico con l’olivo sacro a Minerva, il mirto a Venere, la quercia a Giove.

Photos from Another Firenze's post 03/01/2025

“Il limitare uno spazio è […] atto eminentemente magico e regale [...].
Il giardino, il tempio, la città sono - a tre diversi livelli - forme simbolicamente investite di una carica sacrale che le rende luoghi privilegiati”
Franco Cardini

Visita al Giardino Torrigiani il 12 gennaio 2025
con il marchese Vanni Torrigiani e il giornalista Alessandro Antico.

Infoline e prenotazioni: [email protected]
+39 3464904719

Photos from Another Firenze's post 10/12/2024

Visita del Giardino Torrigiani,12 gennaio con il giornalista Alessandro Antico. “Se parliamo dell’ultima cerchia di mura, quella medievale, quindi quella che viene da Vasari attribuita ad Arnolfo, essa è costruita in funzione del Battistero: porta al Prato, porta di piazza San Gallo e porta alla Croce sono tutte equidistanti dal Battistero, e siccome in geometria tre punti individuano una sola circonferenza, ecco che tutta Firenze, nell’idea arnolfiana, è una città costruita in funzione del Battistero, che è quindi il suo luogo sacro.

Altra cosa particolarmente significativa è che, invece, le mura d’oltrarno sono state costruite qualche decennio più tardi, senza un progetto e quindi in modo veloce, seguendo fortificazioni precarie, fossati e palizzati precedentemente innalzati.

Perciò, non rispondono a questa circonferenza che caratterizza il progetto di qua d’Arno.

Negli anni ’40 del 500, però, il duca Cosimo I de’ Medici fa costruire una cinta bastionata, in oltrarno, con bastioni che partono dalla zona di Piazza Tasso che, insieme al bastione presso i giardini di Annalena e quello che oggi si chiama il bastione del Cavaliere, chiude, guarda caso, la circonferenza arnolfiana.”

Renzo Manetti*
Architetto e scrittore, figura di spicco nel contesto artistico nazionale.

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