Gold

Gold

Condividi

Unconventional dal 2003, portiamo innovazione ad aziende e persone con i nostri contenuti e servizi. Comunicazione • Cinema • VR • Eventi • Streetwear

22/05/2026

Il giorno dopo l’anteprima romana di Generazione Fumetto, per una congiunzione astrale inaspettata, c’era una replica pomeridiana del nuovo spettacolo di Paolo Calabresi “Tutti gli uomini che non sono”, ispirato dal libro omonimo, e prima di tornare a Firenze, sono stato con Margherita a vederlo.

Premetto che è uno spettacolo che attendevo con ansia, perché ebbi la fortuna di parlarne proprio con Paolo in seguito alla lettura del suo libro, perché mi sarebbe piaciuto farci qualcosa in VR o in forma documentario, ma ovviamente non ero stato il primo a pensarci e alla fine il discorso non venne portato avanti perché appunto c’erano altre situazioni in ballo.

Beh, devo dire che la forma teatrale, così come l’ho vista è probabilmente la trasposizione perfetta di un libro strepitoso, ma ancor più di una storia incredibile.

Ma riconciamo dall’inizio. Tutto si basa su una cosa semplice: fingere di essere qualcun altro nella vita vera. Non sul palco, nella vita vera.

Tutto parte da una foto di Giorgio Strehler e ci torna, quasi a chiudere un cerchio.
Una domenica qualunque, sfruttando una vaga somiglianza con Nicolas Cage, entra gratis a San Siro. I telegiornali quella sera danno la notizia: Nicolas Cage è stato visto alla partita. Funziona così bene che non riesce a smettere.

Quello che inizia come un escamotage per entrare gratis allo stadio diventa presto qualcosa di più intimo: recitare nella vita reale, all’insaputa di tutti, come modo per esorcizzare dei lutti (aveva perso entrambi i genitori oltre a il suo maestro Giorgio Strehler) e sublimare l’amore per il proprio mestiere.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268880/arts/tutti-gli-uomini-che-non-sono-di-paolo-calabresi/

A cura di Omar Rashid✍️


🙏

11/05/2026

Cosa succede davvero dentro un carcere minorile? Chi sono i ragazzi che ci finiscono? E cosa resta loro una volta usciti?

La cella di fronte è uno spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend che nasce per affrontare queste domande -e molte altre- senza retorica né sconti, ma con la forza delle storie vere. A guidare il racconto è Kento, rapper, scrittore e formatore, che da anni porta scrittura e musica dentro scuole, carceri e comunità. Attraverso parole, suoni e immagini, la narrazione si sviluppa tra aneddoti ed esperienze vissute, restituendo un ritratto concreto della realtà del carcere minorile: non solo luogo di punizione, ma un microcosmo fatto di sogni, errori, speranze e ingiustizie.

In oltre un’ora di spettacolo, l’artista dà voce alle esperienze maturate in più di dieci strutture penitenziarie italiane dal 2011 a oggi, intrecciando questi racconti con piccoli estratti di storia e i valori della cultura Hip Hop. Sullo sfondo scorrono clip di repertorio tratte dai laboratori degli ultimi anni, che amplificano e rendono tangibile quello che viene narrato.

I momenti di racconto si alternano a performance musicali dal vivo, in cui Kento interpreta alcuni brani del suo repertorio, tra cui Nostra Signora delle lacrime, scritto dopo aver partecipato nel 2024 — primo artista musicale — a un’intera missione di ricerca e soccorso a bordo della nave Ocean Viking di SOS Mediterranee.

[...] Trovi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268691/arts/la-cella-di-fronte-kento-porta-in-teatro-lesperienza-nelle-carceri-minorili/

A cura di Redazione✍️

👊

08/05/2026

Cosa significa davvero essere presenti, scegliere, e guardarsi dentro?

“Stato di Coscienza”, il nuovo album di Jesto in uscita oggi, venerdì 8 maggio, nasce da queste domande e si sviluppa come un percorso che mette al centro la musica come strumento di ricerca. Non è solo una raccolta di brani, ma una traccia lasciata nel tempo, un’eredità artistica e spirituale in cui suono e scrittura si intrecciano per esplorare livelli diversi dell’esperienza umana, tra materia e percezione, tra ciò che appare e ciò che resta invisibile.

“Jesto ha attraversato un percorso che pochi comprendono finche’ non lo fanno in prima persona. La filosofia, la spiritualità, l’esoterismo non erano per lui ornamenti estetici: erano strumenti di lavoro. La sua vocazione era quella dello sciamano, dell’architetto di riti emotivi e spirituali, del guaritore di anime. Dal piombo dell’ansia all’oro della consapevolezza: e’ questa la trasmutazione che ha operato, brano dopo brano, vita dopo vita” racconta suo fratello Hyst.

Per confezionare l’album, Jesto ha coinvolto diversi professori della storica orchestra di Ennio Morricone, molti elementi del coro di Fabrica Harmonica e musicisti illustri del mondo rock come il chitarrista Simone Gianlorenzi. Una ricerca e una sfida, essendo il primo album rap nella storia italiana suonato con oltre 30 elementi d’orchestra. La cura di Jesto si riflette anche nell’estetica, caratterizzata da sobrietà ed eleganza, restituendo una maturità artistica compiuta.

[...] Trovi l'articolo completo e il link per ascoltare l'album su Goldworld.it

A cura di Redazione✍️

🧡👊
official

 

Vuoi che la tua azienda sia il Società Di Media più quotato a Florence?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Indirizzo


Via Masaccio 105
Florence
50132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00