Intenzioni in Azione
Coaching and Counseling
06/05/2026
Stefano ha 38 anni.
Lavora. È papà.
Corre tutto il giorno.
Quando mi scrive non dice:
“Sto andando in sovraccarico.”
Dice:
👉 “Esplodo per stupidaggini.”
Un bicchiere lasciato sul tavolo.
Un ritardo di 10 minuti.
Un tono sbagliato.
I bambini che urlano.
E scatta.
• voce alta
• chiusura
• freddo
• nervosismo
Poi arriva sempre lui:
👉 senso di colpa.
Perché Stefano non è arrabbiato con la famiglia.
È saturo.
Il punto è che dentro ripete una frase pericolosa:
👉 “Faccio tutto io.”
Magari non è oggettivamente vera.
Ma dentro di lui pesa come se lo fosse.
E quando vivi così, ogni piccola cosa sembra conferma:
👉 “Vedi? Devo pensarci sempre io.”
A un certo punto mi dice:
👉 “Non voglio essere questo padre.
Non voglio essere questo compagno.”
Ed è lì il nodo.
Non abbiamo lavorato sulla rabbia.
Abbiamo lavorato sul carico invisibile.
Perché molte coppie non litigano per amore finito.
Litigano per accumulo non espresso.
Gli ho dato uno strumento semplice:
Check-in di coppia: 7 minuti
Ogni sera.
Timer acceso.
3 minuti tu
Rispondi solo a questo:
👉 Come sto davvero oggi?
3 minuti l’altro
Stessa domanda.
1 minuto insieme
👉 Cosa ci serve domani per stare meglio?
Regola chiave
• non si risolvono problemi
• non ci si difende
• non si processa nessuno
Solo aggiornamento emotivo.
All’inizio sembra banale.
Poi succede qualcosa:
• meno accumulo
• meno interpretazioni
• meno esplosioni
Dopo qualche settimana mi scrive:
👉 “Non è che faccio meno cose…
ma non mi sento più solo dentro.”
E questa è la svolta.
La coppia non si rompe per i piatti.
Si logora quando nessuno sa più come sta l’altro.
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