Genovavera

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Vita in Liguria tra antichi e nuovi sapori

28/04/2021

Nell'entroterra in provincia di Savona troviamo un mondo incantato di nome Finalborgo. L'abitato si sviluppa verso l'interno di Finale Ligure per meglio difendersi dalle incursioni dei pirati Saraceni che a lungo minacciarono l'intera costa Ligure.
Cinto da mura medievali e due fiumi, racconta tutte le epoche della nostra civiltà, partendo dalla preistoria, attraverso preziosi ritrovamenti. I primi documenti riguardo Finalborgo risalgono al 900 d.c. Per molti secoli fu governato dalla potente famiglia feudale dei Del Carretto, per poi passare sotto dominio spagnolo, finché nel 1700 la Repubblica di Genova riuscì a prenderne possesso.
Quest’atto, molto deprecato dagli abitanti, segnò la fine dell’antica autonomia politica del Finale, ma certo non ne cancellò d’un colpo l’individualità, che ancora oggi si può leggere in molti segni presenti nel territorio.

23/04/2021

Per "lavoro certosino" si intende un lavoro minuzioso, preciso, che richiede spesso molta pazienza. I monaci certosini dividevano la propria giornata all'interno dell'Abbazia tra preghiere e lavoro.
Mi è tornata in mente la Chiesa di S. Bartolomeo della Certosa nel quartiere di Rivarolo, mentre decorato questa torta.
Di fianco alla Chiesa si trova un Chiostro, sul pavimento, un rissêu lungo tutto il perimetro. È antichissimo, risale al 1500. Si tratta di una pavimentazione tipica della Liguria, è un mosaico realizzato con ciottoli, pietre di mare o fiume nere e bianche. Ringrazio Gabriele Gelatti per avermelo fatto conoscere! Gabriele si occupa del recupero e restauro di questo gioiello ancora troppo nascosto!

Photos from Genovavera's post 07/04/2021

E così, mentre guidi su una strada qualunque, appare improvvisamente un castello!
Che magnifico luogo, sembra incantato, mi chiama, e fermo la mia moto sul lato della strada spinta dal desiderio di entrare..sarà possibile farlo? Cosa si troverà dentro?
Avevo già letto che la proprietaria attuale è la Casa d'aste Cambi, mentre il creatore della struttura è stato Gino Coppedè, le cui manifestazioni si apprezzano ancora in molte zone della città.
A Genova si riconoscono qua e là palazzi concepiti come enormi oggetti d'arredamento i cui caratteri vengono esagerati, intagliati, come mobili in legno. Questo è il segnale di Coppedè.
Il Castello in cui mi appresto a entrare si chiama Mackenzie, si tratta della prima commissione ricevuta da questo architetto, scultore e decoratore.
Incredibilmente mi viene concesso l'accesso, dentro, mille suggestioni di epoche lontane create dal recupero di svariati stili che incredibilmente, fusi, restituiscono l'unità!
Colpiscono i particolari, le rifiniture, piuttosto dei quadri esposti.
Una fervida fantasia decorativa pervade i saloni, serpeggia lungo le finestre e mi accompagna in questa dimensione.

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