Simone D'Angelo
Consigliere Regionale della Liguria. Non io, noi.
11/06/2026
L'11 giugno 1984 ci lasciava Enrico Berlinguer. Di lui ci resta la testimonianza più alta di cosa debba essere la politica: passione sincera, rigore intellettuale, profondo rispetto per le istituzioni e un legame indissolubile con i bisogni del popolo.
In un tempo di slogan vuoti, personalismi e politica ridotta a spettacolo e carrierismi, il suo esempio di serietà e rigore morale indica ancora la direzione. Non è un esercizio di nostalgia, ma l'impegno quotidiano a rimettere la giustizia sociale, l'onestà e il bene comune al centro di ogni nostra scelta.
Strada per strada, a testa alta. Ciao Enrico.
Il “buchetto” da 19 milioni di euro nei conti della sanità ligure che Bucci ha cercato di minimizzare per mesi si è rivelato per quello che era fin dall’inizio: una voragine da più di 119 milioni.
Altro che allarmismi dell’opposizione. Avevamo ragione. E oggi il conto di questo fallimento lo pagano i cittadini liguri.
Con i voti della destra, il Consiglio regionale ha approvato pesanti tagli per coprire un disastro gestionale costruito errore dopo errore. Mentre i conti peggiorano, peggiora anche la sanità pubblica: liste d’attesa infinite, personale sotto pressione, servizi indeboliti.
E a Genova si supera un altro limite. La Regione apre ai privati nella radioterapia, portando la cura del cancro dentro una logica di mercato. Una scelta gravissima, che segna un ulteriore arretramento del servizio pubblico.
La salute non è un privilegio per chi può permetterselo. Non è una merce. È un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutte e tutti, senza distinzioni.
Noi non ci rassegniamo allo smantellamento della sanità pubblica ligure. Continueremo a contrastare queste scelte dentro le istituzioni e fuori, insieme ai cittadini, perché chi governa risponda dei propri errori e perché la Liguria torni ad avere una sanità pubblica all’altezza dei bisogni delle persone.
04/06/2026
Mancano i medici e gli infermieri, ma almeno ci sono i bagni.
Forse.
03/06/2026
La parabola di Emanuele Pozzolo continua a muoversi ben al di fuori della legalità e del buon senso. Prima i colpi di pi***la la notte di Capodanno, costati una condanna in primo grado per porto abusivo d'armi. Ora un incidente con il SUV nel biellese, finendo fuori strada con un tasso alcolemico pari a circa il doppio del limite consentito.
Viene da chiedersi se i requisiti per entrare in Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, siano questi: nostalgie fasciste, porto d'armi illegale e guida in stato di ebbrezza. L'estrema destra continua a riempirsi la bocca di parole come "sicurezza", "ordine" e "rispetto delle regole", ma i suoi esponenti sul territorio e in Parlamento dimostrano un totale disprezzo per la legge e per l'incolumità pubblica.
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