Liberi e Democratici

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Pagina ufficiale del movimento "Liberi e Democratici"

15/03/2026

Dimissioni Assessora Rughi: non è un fatto personale, ma il segnale di una crisi politica profonda

Le dimissioni dell’assessora Lucia Rughi aprono un passaggio che merita rispetto per la persona e per il lavoro svolto, ma che allo stesso tempo pone interrogativi politici che non possono essere elusi. Le politiche sociali non sono un assessorato qualsiasi, ma il luogo in cui la città misura la propria capacità di prendersi cura delle fragilità, di costruire reti educative, di sostenere le famiglie e di accompagnare i percorsi di crescita delle giovani generazioni. Quando proprio questo settore diventa terreno di frizione o di discontinuità amministrativa, è evidente che il problema non riguarda soltanto una scelta individuale.
Le parole del sindaco Vittorio Fiorucci, che parla di “valutazioni diverse sull’azione di governo”, indicano con chiarezza che la questione è politica e non semplicemente personale. Il punto è che questo episodio non può essere letto come un fatto isolato. Si inserisce in un quadro più generale di difficoltà dell’attuale amministrazione, che negli ultimi mesi ha mostrato una crescente instabilità nelle scelte, nei rapporti interni e nella capacità di affrontare i nodi più complessi che la città ha davanti.
In questo contesto, il confronto con il passato recente diventa inevitabile per comprendere la portata della sfida. Per l'amministrazione Stirati il sociale ha rappresentato una chiave di volta, distintiva e qualificante della propria visione di città. Dall'assessora Rita Cecchetti all'assessora Simona Minelli si è sviluppato un intenso lavoro che ha prodotto, tra l'altro, la coprogettazione — nata allora e attiva da anni — e risorse sempre più consistenti, fino a 4 milioni di euro, per le azioni sociali. Questa solidità di risultati era il frutto di una direzione politica chiara, che oggi sembra vacillare.
Amministrare una comunità non è un esercizio di buona volontà. La dimensione umana, il rispetto delle persone e la disponibilità all’ascolto sono qualità preziose, ma la politica richiede anche competenza, preparazione, capacità di assumere decisioni e di dare risposte concrete. Non è un terreno nel quale ci si può improvvisare. Quando queste condizioni vengono meno, le difficoltà emergono inevitabilmente proprio nei momenti più delicati, quelli in cui servono visione e solidità.
Lo abbiamo visto anche in queste settimane con la gestione del tema del dimensionamento scolastico, una partita strategica per il futuro della città e del suo sistema educativo. In questa vicenda è apparso evidente un tentativo di far ricadere la responsabilità sull’assessora, quando invece decisioni di questa portata appartengono alla guida politica complessiva dell’amministrazione e quindi, in primo luogo, al sindaco. Scaricare a valle responsabilità che stanno a monte non aiuta a chiarire i problemi né a costruire soluzioni.
La verità è che amministrare una città richiede una direzione politica coerente e una classe dirigente capace di reggere il peso delle scelte. Il profilo politico di un Sindaco e di una giunta non può essere il frutto di operazioni trasformistiche e posticce, con il rischio fondato di un confuso amministrare, senza una chiara direzione di marcia, e di una logica esclusiva di potere. Quando emergono divisioni, improvvisazioni e tentativi di ridistribuire le responsabilità, il rischio è che a pagarne il prezzo non siano solo gli equilibri interni alla giunta, ma la città intera. Le difficoltà di un’amministrazione non si risolvono cambiando gli assessori, ma assumendosi fino in fondo la responsabilità delle (non) scelte politiche.

Liberi e Democratici Gubbio

Photos from Liberi e Democratici's post 03/03/2026

📢 "Una riforma chiusa a ogni confronto parlamentare" volta a cercare "gli immediati vantaggi delle prove di forza", ignorando che "la Costituzione è un bene comune che deve riflettere un necessario pluralismo".
Non sono parole nostre, ma del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. E noi non possiamo che condividerle. ⚖️
Se siete d’accordo,
✅ se anche voi non volete che sette articoli della nostra Carta vengano modificati con una legge che, nei fatti, ha scavalcato il parlamento,
✅ se credete nell’equilibrio dei tre poteri dello Stato,
✅ se non volete che gli altri due vengano svuotati o indeboliti a solo vantaggio dell’esecutivo...
✍️ SOTTOSCRIVETE IL NOSTRO APPELLO.
È sufficiente mandare una mail di adesione all’indirizzo:
📧 [email protected] indicando il proprio nome e cognome.

26/02/2026

Perché dire NO al referendum sulla giustizia.

L’appello di Giancarlo Pellegrini, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Perugia, va oltre gli aspetti tecnici della cosiddetta legge Nordio.

La riforma non è un intervento isolato, ma si inserisce in un disegno più ampio che comprende autonomia differenziata, riforma elettorale e premierato. Un percorso che rischia di minare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, indebolendo il Parlamento e il potere giudiziario, già sotto pressione, e concentrando sempre più potere nelle mani dell’esecutivo.

In gioco non c’è solo una legge, ma il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla Costituzione.

Per questo, il 22 e 23 marzo votiamo NO al referendum.

23/02/2026

Ellis Gulli, Presidente della sezione ANPI "Walkiria Terradura" di Gubbio, lancia un appello chiaro e deciso contro una riforma che mette a rischio i pilastri della nostra democrazia.

​Perché diciamo NO?

❌ È una riforma che modifica ben 7 articoli della Carta senza risolvere i veri problemi della giustizia.

❌ Mira a indebolire e delegittimare la magistratura.

❌ Vuole minare l'equilibrio e l'indipendenza tra i poteri dello Stato.

​Difendere la Costituzione significa difendere la nostra libertà. Non restiamo indifferenti!

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