Sborrange
Sborrange �
17/12/2025
Questa non è una foto.
O meglio, non è una foto come le altre.
È una squadra di calcio che non è una squadra di calcio, è una famiglia, un gruppo di amici che condivide valori e ideali.
Dei 14 al tavolo, 7 ieri sera non giocavano.
Già, perché prima del terzo tempo siamo scesi in campo, in una partita epica, con campo allagato, trenta chili di troppo quando si è tornati negli spogliatoi e tanta tanta garra.
Partita da gruppo, da emergenza, che vincevamo 3-2 dopo essere stati sotto 2-0 e che ci vede pareggiare, raggiunti da un eurogol. Ma non è il momento di parlare della classifica, lo faremo tra qualche giorno.
Quindi, senza divagare, in sette sono venuti nella ridente Paderno Dugnano alle 22:30 per bersi qualche birretta, a pulire via.
O meglio, sei.
Teo è andato in un’altra birreria della stessa catena, a Desio.
Poi non ci ha visti, ha sentito un mezzo karaoke che piuttosto ci saremmo fermati dal kebabbaro a bere le Moretti calde, ha bestemmiato e ci ha raggiunti, rigorosamente in questo chiaro ordine sequenziale.
Anto ha lasciato la cena dello sport dei figli perché il suo compleanno andava celebrato come meritava.
Passo è persino venuto a vederci, nonostante una pioggia che manco Trainspotting.
Ale aveva paccato, live. Sì è preso un vocale di insulti da tutti dal pub, con un mix di razzismo, bullismo e bodyshaming. Si è tolto il pigiama, si è fatto venti chilometri e si è fatto ordinare una IPA mentre stava per parcheggiare.
Capite perché sta roba non si spiega?
Capite perchè questa non è una semplice squadra di calcio?
Ci sono facce che combattono insieme sui campi da vent’anni, che ne hanno viste tante, belle e brutte, vincenti e perdenti, istruttive e distruttive. Facce che hanno fisici che ci ricordano che quei vent’anni sono sì passati ma non mollano un centimetro.
Facce a cui manca quello spogliatoio e spogliatoi sempre diversi cui mancano quelle facce.
Con una costante, ogni anno aggiungiamo sempre qualche faccia in più, qualche posto in più a tavola, qualche birretta in più sul conto.
Non si spiega.
Ma è splendida da vivere.
Go Sborrange.
🧡
07/11/2025
Giornata 3
KAMEHOUSE 1-1 SBORRANGE
E alla terza giornata arrivò il pareggio, un risultato tutto sommato giusto anche se ci lascia in bocca parecchio rammarico per come si era messa la partita.
Nello scorso campionato erano state sette le vittorie per una rete, quest’anno siamo alla seconda rimonta subita in tre gare.
Girerà, passerà.
In trasferta a Calderara, fatichiamo a prendere le misure di un terreno da gioco stretto e corto che ci impedisce di imbastire le nostre solite azioni, con uomini ovunque, densità massima e i locali sicuramente più a loro agio nello stare in campo.
Il primo tempo si chiude 1-1 ma loro vanno ripetutamente vicini ad un vantaggio che sarebbe meritato, il secondo tempo è invece diametralmente opposto con noi avanti 3-1 ed abbastanza padroni del gioco.
Poi una punizione dal limite dubbia (con questa fanno tre gol subiti in tre partite su punizione dal limite, ma*****ia a loro) e un nostro errore in impostazione che sfocia in un contropiede tre contro due, chiudono la partita su un pareggio agrodolce.
Finiamo anche con un uomo in meno per un rosso ad Anto che non le manda a dire ad un arbitro davvero ieri non all’altezza.
Spiace perché avevamo la partita in pugno e perché abbiamo avuto 3-4 contropiede non finalizzati che avrebbero ucciso la partita.
Campionato duro, stiamo battagliando.
Se non altro, ieri abbiamo portato tutti a casa la pelle, i quattro infortuni delle prime due giornate (un paio non banali) hanno già decimato fin troppo qualitativamente la rosa.
Mercoledì si torna in campo.
Da noi, ad Affori.
Contro una squadra ostica, da sempre sinonimo di battaglie sul campo e tra le panchine.
Non si molla nulla.
Go Sborrange.
🧡
20/03/2025
SIAMO IN FINALE!
Ci sono sere in cui essere orange, oltre che essere splendido, è un fottuto privilegio.
Ieri sera eravamo a Calderara, in un campo dimenticato da Dio, per la semifinale di Conference League.
Contro di noi Gnu Team, a metà classifica in serie B, squadra amica con cui spesso facciamo amichevoli nei periodi di pausa del campionato. Forti e organizzati.
Ad una rosa già decimata in partenza si aggiunge un’assenza last-minute che ci obbliga a partire con un difensore di punta.
Cinque minuti e siamo sotto 2-0.
Poteva andare meglio, dai.
E invece ci mettiamo lì e pian piano torniamo in partita.
2-1, 2-2, fine primo tempo.
Soffriamo poco e, anzi, andiamo più volte vicini a passare in vantaggio nel secondo tempo.
La sbloccano loro a cinque dalla fine, noi pareggiamo subito dopo.
3-3, calci di rigore.
Sì va ad oltranza, loro sbagliano il primo, noi segniamo anche quello, facciamo un chirurgico sei su sei e ce ne andiamo in finale.
Mercoledì prossimo sarà finale di Conference.
Contro di noi una vecchia conoscenza della scorsa stagione, sconfitta due volte su due nell’invernale ma poi cambiata nel primaverile con nuovi innesti giovani che l’hanno portata a vincere la scorsa Europa League e a vincere ieri 10-3 l’altra semifinale.
Squadra con cui ci siamo beccati sia all’andata che al ritorno, con gente simpatica come la sabbia nel costume che non vediamo l’ora di affrontare di nuovo per battagliare un po’.
Loro se la sentono e sono favoritissimi, perché squadra di una serie superiore e perché con età media visibilmente inferiore.
Noi siamo gli underdog.
Un ruolo che ci si addice e che ci piace pure con due squadre di B sconfitte nelle ultime tre edizioni e l’anno scorso i rigori con una di A sfumati all’ultima azione della partita.
È la seconda finale della storia orange.
La prima, più di dieci anni fa, ci aveva visto dominare e perdere 2-1 a Lissone.
È passata tanta acqua sotto i ponti.
Alcune facce sono le stesse.
Alcune sono nuove.
Alcune sono più belle di prima.
Ci arriveremo con la consapevolezza che da sfavoriti siamo la squadra più ostica che uno può incontrare, con quel mix di incoscienza, gruppo che sa di famiglia e genuinità.
Non si ferma il vento con le mani.
Mercoledì, per scrivere la storia.
Go Sborrange.
🧡
23/02/2025
Si interrompe un sogno.
Ma nulla riesce minimamente a sporcare un bellissimo viaggio di un bellissimo gruppo.
Due stagioni fa abbiamo perso, contro Miloti, il campionato all’ultima giornata.
Che poi, perso. Dovevamo vincere in casa loro di tre per superarli a pari punti in differenza reti, un Everest da scalare.
L’anno scorso siamo arrivati terzi ma a dodici punti dalla prima, staccati.
In questo campionato, a quattro giornate dalla fine eravamo prim, sicuramente facilitati da un calendario che ci aveva fatto incontrare prima tutte le squadre più basse in classifica e poi, tutti gli scontri diretti. Ma eravamo lì.
E comunque siamo sempre lì, guardando alla storia recente degli ultimi campionati.
È stato un campionato equilibratissimo, con cinque squadre davvero forti e davvero molto vicine nel valori tecnici.
La decidono i dettagli, gli episodi, le assenze, la fortuna, gli infortuni.
Perdiamo contro i probabili campioni, Nux, per 3-2 dopo aver vinto per 3-2 all’andata.
Equilibrata, combattuta. Non ci sono soddisfazioni più grosse che sentirci dire che eravamo gli unici che temevano per davvero.
Restano due giornate con due scontri diretti contro la seconda e la terza per definire in che posizione arriveremo e a quale competizione parteciperemo ai playoff, se Europa League a battagliare o direttamente semifinale in Conference League.
Voto molto alto al nostro campionato e a quanto siamo cresciuti in questa stagione, mantenendo saldi i nostri principi, di gruppo, di amicizia, la squadra più vecchia del girone, l’unica cosi f***e da non avere nessun fuoriquota.
È stato un viaggio splendido in cui non eravamo i più forti ma in certi momenti, in certe partite, in certe situazioni, ci siamo sentiti invincibili
Ci troverete sempre qui.
Romantici, incazzati, sognatori, squadra.
Go Sborrange.
🧡
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