AgroSection
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24/07/2017
Grano e riso, l'etichetta dirà da dove vengono
Firmati due decreti per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine delle materie prime. Positive le reazioni del mondo agricolo italiano
Dal 20 luglio 2017 è legge l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano in etichetta. E' di ieri infatti la firma dei due decreti interministeriali da parte dei ministri Maurizio Martina (Politiche agricole) e Carlo Calenda (Sviluppo economico).
I provvedimenti introducono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero-caseari e in attesa che la Ue attui l'articolo 26, paragrafo 3 del Regolamento Ue 1169/2011 con atti di esecuzione.
I due decreti, molto attesi, sono il frutto anche di una consultazione popolare condotta via web dal Mipaaf, secondo la quale l'80% dei consumatori italiani desidera conoscere la provenienza del riso e della materia prima della pasta, il grano duro.
Positive le reazioni nel Mezzogiorno d'Italia, dove è fortemente radicata la coltivazione del grano duro.
Grano e pasta
Il decreto prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il paese di coltivazione del grano e paese di molitura.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: "paesi Ue, paesi non Ue, paesi Ue e non Ue".
Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi Ue e/o non Ue".
Riso
Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere distintamente indicati: “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: paesi Ue, paesi non Ue, paesi Ue e non Ue.
Origine visibile in etichetta
Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
I provvedimenti prevedono una fase di 180 giorni per l'adeguamento delle aziende a nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte e non a norma.
"È un passo storico - ha dichiarato ieri il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina - Puntiamo a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di due filiere fondamentali per l'agroalimentare made in Italy. Con questa decisione l'Italia si pone all'avanguardia in Europa sul fronte dell'etichettatura, come chiave di competitività per tutto il sistema italiano".
In Puglia, prima regione italiana produttrice di grano duro, prende posizione Coldiretti: “Un pacco di pasta su tre prodotto in Italia è fatto con grano coltivato all’estero ed è per questo che il Decreto sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del grano è fondamentale per creare la linea del discrimine tra chi fa spaghetti, maccheroni e orecchiette con grano pugliese e chi con grano canadese, russo o francese - I consumatori devono essere messi nella condizione di scegliere”.
18/07/2017
Agricoltura, è ancora allarme siccità
Le scarse piogge e i fiumi in secca fanno presagire il peggio per un settore che ha già perso 14 miliardi di euro negli ultimi 10 anni.
È ancora allarme siccità per l'agricoltura italiana, tanto da far presagire una crisi nazionale del settore. Negli ultimi dieci anni questa emergenza ambientale ha fatto perdere alle sole imprese agricole del nostro paese ben 14 miliardi di euro, e il problema non accenna a scomparire. Il governatore del Veneto Luca Zaia ha appena dichiarato lo stato di crisi idrica in tutta la regione fino al 15 maggio, visti i rischi imminenti con l'arrivo dell'estate, mentre in parlamento il presidente della commissione ambientale alla Camera dei deputati, Ermete Realacci, ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione per sollecitare il governo a intraprendere iniziative concrete contro la siccità.
Due i punti su cui urge intervenire: la lotta alla mancanza di acqua e una maggiore tutela delle produzioni agricole. Sempre rimanendo in Veneto, nel dichiarare lo stato di crisi, Zaia ha evidenziato come i fiumi Piave e Adige siano completamente a secco, e in un'analoga situazione si trovano tutte le regioni italiane. Per esempio, secondo i dati dell'Unità di ricerca per la climatologia citati da un recente comunicato di Coldiretti, il fiume Po quest'anno registra ben due metri di acqua in meno rispetto al 2016.
Ma se il governo può intervenire potenziando le infrastrutture, per combattere la siccità occorre un radicale cambio dello stile di vita, a partire dalle politiche energetiche, che consenta l'interruzione completa dei cambiamenti climatici responsabili della grave mancanza di acqua, legata a una sorta di "tropicalizzazione" del clima italiano che va assolutamente fermata per salvare l'agricoltura e non solo.
12/07/2017
Pesche spagnole invadono il mercato: è emergenza
L'appello di Confagricoltura ai consumatori: ''Scegliete il chilometro zero''
Prima la gelata della fine di aprile, poi la siccità che va avanti da maggio e infine la concorrenza della Spagna. Per le pesche, l’annata appena iniziata si preannuncia catastrofica. Ma le scelte dei consumatori possono cambiare le carte in tavola.
«Le nostre pesche quest’anno sono piccole ma di sapore ottimo, gli eventi climatici degli ultimi mesi hanno fatto crollare la produzione, prima la gelata in alcuni casi spogliando del tutto gli alberi. Poi la scarsità di piogge di questo periodo ha ridotto la dimensione dei frutti, ma ne ha anche migliorato il livello organolettico».
Se gli eventi atmosferici stanno martoriando la pesca, in Spagna il clima ha invece favorito i frutti che sono ora in sovrapproduzione e hanno invaso il mercato italiano. «La situazione è allarmante per il comparto della pesca, ma siamo solo all’inizio della stagione. È importante ricordare al consumatore, soprattutto in casi come questo, il vantaggio di scegliere un prodotto a chilometro zero , Minore infatti è il tempo tra la raccolta e l’acquisto, maggiore è la qualità del frutto che arriva a casa. Bisogna tener presente che a differenza delle pesche spagnole le nostre pesche possono essere colte quando sono mature, arrivare in tavola anche nel giro di 24 ore, e guadagnarne indubbiamente in sapore».
Come si riconosce quindi la freschezza di una pesca, per sapere in anticipo che sapore avrà? Dal suo inconfondibile profumo, che si perde nel giro di tre giorni, suggeriscono gli agricoltori.
11/07/2017
L’innovazione tecnologica al servizio della competitività dei coltivatori italiani.
In questo periodo si stanno svolgendo vari e importanti incontri in diversi settori dell’agricoltura italiana. Tutti sono attraversati dalla stessa preoccupazione: tenere alta la competitività grazie al supporto fondamentale dell’innovazione tecnologica. Una tematica che accumuna i fili conduttori di appuntamenti come l’Assemblea generale di Assosementi di fine aprile a Bologna, e anche altri eventi agricoli che si sono svolti nel mese di maggio, come il Macfrut a Rimini e il recente TAO Tractor Agricultural Observatory a Verona.
All’incontro di Assosementi si è ricordato come l’innovazione in agricoltura debba essere al servizio di colture che hanno un ruolo chiave sul territorio, come ad esempio il mais italiano. Basta pensare che la legge impone per le produzioni DOP che si dispensino delle razioni alimentari agli animali contenenti, per almeno la metà, tipi di mais di provenienza nazionale. Una filiera di indubbia importanza quindi, i cui addetti volgono sempre di più lo sguardo verso nuove tecnologie per migliorare le proprie produzioni. Attualmente l’innovazione in questo settore si sviluppa in modo particolare grazie all’agricoltura di precisione e gli sforzi per riuscire a ottimizzare le risorse energetiche e idriche. Come lo ricorda in un comunicato stampa il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, infatti, per consentire all’Italia di avere produzioni agricole di qualità l’agricoltura di precisione “svolge un ruolo di primo piano per ottimizzare i rendimenti produttivi e abbattere l’impatto ambientale”. Molteplici sono le aziende sementiere coinvolte in questo processo, per gli sforzi nel campo della ricerca e dell’innovazione. Gli esperti dell’azienda sementiera Dekalb, ad esempio, scommettono su strumenti tecnologici in grado di combinare immagini satellitari, dati raccolti dal terreno e dati meteorologici. L’obiettivo è di assistere i coltivatori quando si tratta di prendere decisioni circa la gestione dei loro terreni.
La gestione sempre più precisa e assistita dei raccolti va a vantaggio anche di una produzione in costante rivalorizzazione sul territorio, quella della colza. La colza desta un elevato interesse per essere un valido elemento nelle rotazioni, inclusa quella del mais, oltre che un’alternativa alle coltivazioni cereali vernine. Negli ibridi dei semi di colza si integrano sempre di più genetica e pratiche agronomiche, e anche in questo caso lo scopo è di migliorare l’adattabilità alle tecniche di minima lavorazione, per l’ottimizzazione delle risorse impiegate in questo tipo di coltivazione.
Anche alla fiera internazionale dell’ortofrutta di Rimini, innovazione e qualità sono le parole d’ordine per continuare a sostenere la filiera orticola nazionale, che pone l’Italia tra i leader mondiali in questo settore.
Infine, questo mese si è parlato dell’agricoltura di precisione e delle opportunità generate dalla sua espansione anche al Tractor Agricultural Observatory. Questa ultima edizione ha messo in luce delle strade da percorrere per chi vuole avvalersi di questa nuova possibilità: innanzitutto, la formazione e la specializzazione. Un campo tutto da esplorare, in cui prodotti e servizi sono ancora poco sviluppati. Elemento che fornisce un’area ancora poco concorrenziale e potenzialmente avvincente per chi abbia voglia di avventurarsi, investendo nella preparazione di esperti con conoscenze tecniche e agronomiche adeguate.
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