Laboratorio Territoriale
I territori sono dipendenti fintanto che non decidono di non esserlo più. Indipendenza è atto prod
06/04/2022
LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO PER LA CITTA' DI MESSINA
Il Comune di Catania è in dissesto e quelli di Messina e di Palermo sono in predissesto. Le tre più importanti città della Sicilia sono state costrette in questi anni ad utilizzare i dispositivi normativi pensati per affrontare le situazioni di grave crisi finanziaria.
Nell’intervento introduttivo all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario della Corte dei Conti il Presidente della Sezione di Controllo per la Regione Siciliana Salvatore Pilato, nell’evidenziare che la nostra Regione è quella con il maggior numero di enti locali in difficoltà, ha segnalato che emerge “il rispetto meramente formale e apparente degli obiettivi di finanza pubblica e un risultato di amministrazione non attendibile”. Le parole del magistrato contabile fanno pensare ad un futuro ancora più grigio dell’attuale situazione già critica.
Le ragioni di tale situazione sono riscontrabili nella progressiva riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali, nella sempre più difficoltosa riscossione dei tributi locali e in uno storico malgoverno dei Comuni. Di tutte queste cause possono esserne rintracciabili responsabilità negli esecutivi nazionali e locali degli ultimi decenni. D’altronde, per affrontare la condizione di difficoltà finanziaria le più importanti forze politiche nazionali hanno ideato e riformulato istituti (il dissesto e il predissesto) che nel concreto hanno solo fatto vivere gli enti in una eterna agonia.
La difficile situazione finanziaria degli enti locali siciliani è plasticamente riscontrabile nella storia recente del bilancio del Comune di Messina. Già alla fine del 2012 il Commissario Croce aveva avviato le procedure per l’adozione del Piano di Riequilibrio (strumento in quella fase da poco istituito dal Governo Monti). Da allora è stato un continuo riformulare e rimodulare il documento finanziario che sarebbe dovuto servire ad uscire dalle secche del’indebitamento. Nei fatti a quasi 10 anni di distanza, come nel gioco dell’oca, siamo nuovamente al punto di partenza, con un Piano di Riequilibrio in attesa di giudizio, con una lunga lista di criticità evidenziate dalla Corte dei Coti e con una ulteriore possibilità di riformulare il Piano.
La storia recente degli enti locali siciliani dimostra come il risanamento finanziario in un Comune solo sia impossibile. Il tessuto economico e la condizione in cui versano gran parte delle famiglie che abitano i nostri territori non sono gravabili da ulteriori balzelli e tagli che possano sostenere le politiche di rientro dal debito di volta in volta proposte. Serve una soluzione politica che offra ai Comuni siciliani una via d’uscita per tornare in regime ordinario. Il Comune di Messina, qualunque sia la compagine che uscirà vincitrice alla fine di questa tornata elettorale, dovrà farsi carico di trovare un’intesa con gli altri Comuni in difficoltà per aprire un tavolo negoziale con il Governo nazionale, che riveda le norme che oggi stritolano i nostri bilanci. Senza questa azione politica che dovrà vedere l’impegno del maggior numero possibile di amministrazioni locali il destino che abbiamo davanti è quello di un progressivo aumento dei tributi e di un progressivo immiserimento dei servizi pubblici locali.
Luigi Sturniolo (Candidato Sindaco per la LIista "Messina in Comune”)
30/01/2022
🔥 INDIPENDENZE | 30 GENNAIO 1972 - 30 GENNAIO 2022
a 50 anni dal Bloody Sunday
Il 30 gennaio del 1972 a Derry, nel pieno di una manifestazione per i diritti civili, il 1° Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico apre il fuoco contro la folla. A morire furono 14 civili, ma furono colpite ben 26 persone, la maggior parte di queste giovanissime. 13 dei 14 morti morirono prima di essere soccorse, mentre la quattordicesima vittima p***e la vita quattro mesi più tardi per le ferite riportate.
Doveva essere una manifestazione a sostegno dei detenuti irlandesi internati nelle carceri britanniche, contro una legge approvata dal ministro degli interni secondo cui gli irlandesi anche se solo sospettati di legami con l'IRA potevano essere arrestati senza processo e internati per un tempo illimitato.Le cronache dell'epoca ci riferiscono di un numero di partecipanti alla manifestazione tra le 20.000 e le 30.000 persone per una città che al giorno d'oggi ne fa circa 85.000. I soldati aprirono il fuoco in maniera insensata sotto gli occhi di giornalisti e fotoreporter.
Il 30 Gennaio 1972 per molti irlandesi segnò il punto di non ritorno. Troppi giovani uccisi a sangue freddo (otto avevano meno di 23 anni), qualche padre che non sarebbe mai più tornato dai propri figli, in molti sventolavano un fazzoletto bianco prima di essere giustiziati. Ne seguì il tentativo da parte dell’Esercito britannico di giustificare i morti come risposta ad un conflitto a fuoco iniziato dai manifestanti. Le foto di quella giornata dimostrarono, però, che questi erano tutti disarmati.
Dopo quella strage gran parte dei giovani irlandesi repubblicani decisero di arruolarsi nelle fila dell’IRA (Irish Republican Army).
30/01/2022
🏗 EDITORIALI | RAFFINERIA DI MILAZZO E PRESCRIZIONI AMBIENTALI. CHI SONO I NEMICI DELLA VALLE DEL MELA?
È urgente provare a fare un po’ di chiarezza tra le trame di una vicenda che è molto più semplice (e drammatica) di quanto molti vogliano far credere.
Eni (non citiamo Q8 poiché non ha mai avuto nessun interesse sul polo) e il Ministero della transizione ecologica stanno giocando dalla stessa parte, come sempre.
È bene ricordare quello che viene purtroppo regolarmente omesso e convenientemente dimenticato: gli interessi dello Stato e della multinazionale – partecipata per il 30% (e quindi controllata) dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – coincidono!
Prodursi in analisi che non tengono conto di questo elemento centrale rischia di portare fuori strada e di individuare nemici che, nei fatti, non sono nient’altro che pedoni di una ben più complessa scacchiera.
leggi l'articolo completo ⤵️
https://www.antudo.info/raffineria-prescrizioni-ambientali-nemici-valledelmela/
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