Valentina Rigano
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23/03/2026
Rarità
La rarità di chi legge tra le righe, fino in fondo, che non si ferma sul ciglio di perimetri di vite ragionate all’interno di linee bianche preconfezionate, ma che sono essenza, presenza, melodia, piedi nudi sulla riva, con o senza vestiti addosso mentre si tuffano in acqua, lacrime mentre si ride, frequenze radio che se non presti attenzione restano un fruscio incomprensibile, ma celano un suono ancestrale. Menti capaci di giocare con il pensiero, narici che annusano l’aria e riconoscono profumi nel vento, sentono chi arriverà prima del freddo o del caldo, tepore in un abbraccio, tempesta in un bacio, delicatezza in una carezza. Persone con sguardi che non finiscono mai, quando ti lasciano entrare, sorrisi leggeri che fermezza che non spezza, pizzicorio di sale sul bordo di un bicchiere, legna dolce amara e profumata in un camino, braccia incoscienti e spalancate in sella, di notte, d’estate. Corse sulla spiaggia, occhi chiusi su cuori aperti, ostriche assaporate con le mani sporche, senza l’affanno di dover mostrare alcuna perla. Infiniti intrecci diversi di sentire e desiderio di ascoltare, in vite davvero vissute.
Ogni rarità è speciale, lo è poterla incontrare.
14/03/2026
Il sorriso aperto dietro la grande scrivania piena di monitor con le andature di mercati e inserzioni, notizie in tempo reale e il telegiornale, aperta sul luminoso ufficio di viale Majno. Daniele era così, la giacca aperta su una schiettezza irrinunciabile, la mente in costante in movimento e il pensiero fisso a casa, a Fulvia e Martina, a quel guizzo di biondo lentiggine che rendeva il ritorno a casa il premio per le lunghe settimane di investimenti, ragionamenti, scelte di campo, mai di fretta e mai a caso. Un uomo semplice con una grande capacità di manovra, come quella necessaria a spiegare le vele in mare aperto, quel misto di incoscienza, curiosità e determinazione, necessarie per guidare la sua barca a vela, tra le onde alte dell’oceano della politica e della cronaca, anche partendo da un porticciolo ligure. Una lotta silenziosa, la sua, per mantenere integra quell’etica di pensiero e del fare giornalismo che, piaccia o meno un determinato schieramento politico, oggi è davvero qualcosa di raro da incontrare. Uomo che si apre alle possibilità, che tende la mano, che crede nelle idee e nelle innovazioni se si fida di chi ha davanti, così voglio ricordare Daniele Cavaglià. Grande uomo e grande amico, che questa mattina ci ha lasciato dopo una lunga battaglia. Mancano quelle lunghe chiacchierate che sapevi regalare.
Daniele ha intrapreso il suo percorso professionale molto giovane nel settore delle attività alberghiere, per poi orientarsi verso iniziative imprenditoriali nell'organizzazione di eventi. La sua ascesa come stimato top manager è avvenuta all'interno del gruppo Angelucci, dove ha inizialmente lavorato nell'ufficio commerciale di Libero Quotidiano fino a diventarne il direttore. In quella veste ha ideato campagne promozionali di grande impatto che hanno consolidato il successo del giornale. Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi di vertice come amministratore delegato e direttore generale di Libero Quotidiano, oltre a far parte del consiglio di amministrazione de Il Tempo. La sua visione si è estesa alla direzione generale de Il Riformista e alla presenza nei consigli di amministrazione del Corriere dell'Umbria e dei Corrieri di Rieti, Viterbo, Arezzo e Siena. È stato un pioniere nell'intuire l'importanza dell'integrazione tra il web e la carta stampata, creando sistemi informativi avanzati. Questo lungo curriculum è stato celebrato nel 2019 con il premio internazionale Leone d'Oro alla carriera a Venezia, riconoscimento che ha dedicato alla memoria del suo mentore Roberto Crespi.
Ciao Daniele.
Dignità, vulnerabilità, ironia, forza, valore, onestà e rispetto. Sono le prime parole che mi vengono in mente quando penso alle donne, amiche, sorelle, con cui si tessono rapporti meravigliosi. Si dice che le donne non siano in grado di fare squadra, che siano le prime “nemiche di loro stesse”, ma non è vero.
Lo è solo per coloro che sono animate da invidia, arroganza, pretesa, falsità e menzogna, date dal poco valore, e per quegli uomini che non sanno vivere senza sminuire.
Le donne, quelle vere, professioniste, artiste, madri, viaggiatrici, single, si riconoscono con un solo sguardo, diretto, complice, sorridente.
E anche da chi hanno al loro fianco.
BUONA FESTA DELLA DONNA.
Donne
8 marzo
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