Excellera Intelligence
Siamo specializzati nella trasformazione di dati complessi in insight strategici per imprese e decision maker.
28/04/2026
Mercoledì 22 aprile abbiamo partecipato alla presentazione della prima edizione dell’Osservatorio Tack TMI sulle soft skill, con il nostro CEO Aldo Cristadoro.
Un’analisi su 1.500 interviste tra i lavoratori occupati in Italia, per comprendere i nuovi fabbisogni formativi e il ruolo strategico delle soft skill. L’Osservatorio, si configura come un monitoraggio continuativo sulle esperienze, sulla soddisfazione e sui desideri dei lavoratori in materia di competenze trasversali e della relativa formazione, con l’obiettivo di offrire una lettura strutturata delle priorità emergenti e delle pratiche in atto.
Un momento di confronto interessante e coinvolgente guidato da Pasquale Gravina, Leadership & Training Advisor di Tack TMI che ha visto anche l’intervento di Paolo Nespoli, astronauta e ingegnere aerospaziale. La sua esperienza ha ribadito quanto le soft skill siano determinanti, non solo per la crescita individuale ma anche per il successo delle organizzazioni.
Una conferma chiara di quanto emerge dalla ricerca: le soft skill sono ormai una leva strategica. La sfida è trasformare questa consapevolezza in risultati concreti, superando i limiti di diffusione e integrazione della formazione, rendendola sempre più strutturale, inclusiva e allineata ai reali bisogni.
18/02/2026
Tra i luoghi comuni più diffusi, le differenze generazionali nel lavoro vengono spesso raccontate come fratture nette: aspettative inconciliabili, valori opposti, modi di lavorare incompatibili. I dati restituiscono un quadro più articolato.
Excellera Intelligence ha condotto per Gi Group Holding una ricerca internazionale su oltre 4.800 lavoratori dipendenti di quattro generazioni (Gen Z, Gen Y, Gen X e Baby Boomers) in 8 Paesi (Italia, Regno Unito, Germania, Spagna, Polonia, Portogallo, India, Brasile), analizzando priorità e differenze nell’esperienza lavorativa.
Quando si osservano gli aspetti chiave del posto di lavoro ideale, emerge un allineamento trasversale: stabilità del reddito, equilibrio vita-lavoro e riconoscimento occupano le prime posizioni per tutti i gruppi. Temi come inclusività o valori aziendali restano rilevanti, ma si collocano stabilmente in posizioni successive per tutte le generazioni.
Le differenze emergono invece nel modo in cui il lavoro viene vissuto. I più giovani chiedono maggiore feedback continuo, mentre con l’età cresce l’importanza attribuita ad autonomia e delega. Anche sull’organizzazione del lavoro si osserva una divergenza: le generazioni più giovani sono più aperte a modelli ibridi e full remote, quelle più mature più legate alla presenza in ufficio.
L’intelligenza artificiale introduce un ulteriore elemento di complessità. Oggi sono soprattutto i più giovani a considerarla un’opportunità e a utilizzarla con maggiore frequenza, mentre tra Gen X e Baby Boomers prevale un approccio più prudente. In questa fase l’AI tende quindi ad amplificare differenze esistenti, ma le sue caratteristiche — accessibilità e rapidità di apprendimento — possono anche contribuire a ridurre il peso dell’esperienza pregressa e dei limiti legati all’età.
Nel complesso, le generazioni hanno aspettative simili riguardo al mondo del lavoro, ma differiscono nel modo in cui queste priorità si traducono in preferenze in termini di leadership e modalità organizzative. L’impatto dell’AI dipenderà dalle condizioni concrete di accesso e sviluppo delle competenze: potrà accentuare le distanze oppure favorire una convergenza ulteriore.
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