NO Signal - Comunicare MALE
Analisi professionale, ma ironica delle peggiori e migliori azioni di comunicazione. In elenco agcom Martin - Noah J. Goldstein e Robert B.
17/07/2026
GUADAGNARE CON GLI HATERS
Prima dei social e del termine "haters", c’era già chi faceva del risentimento altrui la propria fortuna; un nome su tutti è quello di Howard Stern.
Conduttore radiofonico di successo, per una piccola emittente, viene preso a scatola chiusa da una grande radio nazionale, senza nemmeno ascoltarlo, basandosi solo sui numeri.
Quando la sua trasmissione comincia a sollevare polemiche per via dei toni irriverenti, i vertici dell'emittente avviano un’indagine di mercato per mappare il profilo del pubblico.
L'obiettivo non troppo nascosto è quello di trovare un pretesto formale per licenziarlo e i primi dati sembrano confermare la strategia dei dirigenti: la maggior parte del pubblico non sopporta il suo stile volgare.
I dirigenti più conservatori pregustano già la chiusura del suo programma, poi, però, arrivano le statistiche dettagliate e lo scenario si ribalta completamente.
I dati rilevano che mentre i suoi fan lo ascoltano per un’ora al giorno, i detrattori rimangono sintonizzati per due ore e mezza.
La motivazione più comune fra gli scontenti è sempre la stessa: "Voglio vedere cosa si inventerà la prossima volta".
Invece di essere cancellato, lo show viene blindato e promosso in prima fascia.
È metà anni 80, niente follower o interazioni social, ma i dati parlano già chiaro, queste metriche sono spesso gonfiate proprio da chi non sopporta il protagonista.
Da allora le dinamiche del pubblico non sono cambiate molto.
Oggi usiamo termini moderni, ma la regola d'oro è identica: chi ti critica spesso è chi ti dedica più attenzione.
Se riesci a non farti scalfire, l'ostilità diventa solo un formidabile moltiplicatore di visibilità.
Con un'unica differenza rispetto al passato: oggi non serve nemmeno avere qualcosa da dire; basta saper scatenare polemiche.
foto di Bill Norton - NY 2012 006, CC BY 2.0 - fonte commons wikimedia
16/07/2026
VOLANTINO MEDIAWORLD
Curiosi questi nuovi prodotti in offerta nel volantino di luglio di Mediaworld, in effetti mi capita spesso di pensare: "ah se solo avessi una favatrice o una favasciuga".
Scherzi a parte, capisco che i refusi siano la cosa più normale del mondo, spesso è difficile rileggere i propri testi e trovare gli errori, perché dopo qualche riga il cervello va in automatico e li corregge.
In questo caso, però, l'errore è letteralmente nella prima parola ed è ripetuto per ben tre volte uguale e ciò rende l'errore più grave.
Un ringraziamento a Cinzia per la segnalazione e la foto.
16/07/2026
CARAMELLE PEZ
Nate in Austria nel 1927, all'inizio erano semplici caramelle alla menta per adulti, pensate per rinfrescare l'alito, ma oggi sono ricordate soprattutto per i loro dosatori anni 80 e 90.
Il primo dosatore in realtà è del 1949 e non aveva nessuna testa sagomata, era piatto e grigio, progettato per ricordare un accendino.
La svolta arriva negli anni '50, quando il brand sceglie di cambiare target, rivolgendosi ai bambini.
Così, nel '55, nascono i primi dosatori con le teste dei personaggi e l'azienda smette di essere un semplice produttore di dolciumi per trasformarsi in una macchina da licensing planetaria.
Negli anni Ottanta il fenomeno esplode: i PEZ diventano la prima caramella collezionabile della storia, un cortocircuito dove il packaging diventa più desiderabile del prodotto stesso.
Come ho detto più volte, conoscere queste dinamiche non ti rende immune ai loro effetti, tanto è vero che questi due dosatori anni '90 sono miei.
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