ASTA STOP
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14/03/2022
La CRIF è una banca dati che contiene le informazioni dei cittadini entrati in contatto con prestiti, mutui e operazioni che prevedono un rateizzo. Dopo aver sanato i propri debiti con un saldo e stralcio immobiliare, come si può ottenere la cancellazione dalla CRIF? Le possibilità sono due e dipendono dallo stato in cui si trova il debitore: se si è in ritardo con i pagamenti ma non si è ancora stati inseriti nella black list, è possibile far si che la procedura di archiviazione dei dati si interrompa e che il nominativo non arrivi mai in black list, grazie a una revoca della segnalazione per mora. Invece, se si è effettivamente segnalati alla CRIF come cattivi pagatori (con l’inserimento nella black list), bisognerà comunque attendere il limite minimo previsto dalla legge (3 anni), affinché i dati vengano cancellati dall’elenco della CRIF. Tuttavia, chi ha erogato il finanziamento può rilasciare al debitore una liberatoria del saldo e stralcio che certifica il fatto che il debitore ha saldato la sua posizione finanziaria: pur risultando segnalato come “cattivo pagatore”, è in buona fede e può essere considerato attendibile.
31/01/2022
Tendenzialmente la prima casa è sempre pignorabile quando il creditore è di natura privata, come nel caso di una banca, di una finanziaria, di un condominio ecc. Non c’è un limite minimo di debito a partire dal quale il pignoramento è possibile: in altre parole, anche per gli importi bassi il creditore può avviare questa procedura di esecuzione forzata, confiscando e mettendo all’asta la prima casa. D’altro canto, il pignoramento ha un costo molto alto e di norma non conviene scegliere questa soluzione se il credito fatto valere è inferiore ai 5mila euro. Ad ogni modo, il creditore può procedere con il pignoramento anche in questo caso.
17/01/2022
L’Agenzia Entrate Riscossione non può pignorare la prima casa nel caso in cui sia l’unica abitazione di proprietà del contribuente. Nel dettaglio, devono sussistere contemporaneamente i seguenti presupposti: l’immobile dev’essere l’unico di proprietà del contribuente, non deve essere di lusso, deve essere il luogo di residenza del contribuente e deve essere accatastato a civile abitazione. Ma ci sono anche altri limiti da rispettare: infatti, la prima casa è pignorabile solo a condizione che il debito superi i 120mila euro e che il totale dei beni immobili di proprietà del debitore superi i 120mila euro. Se il debito è compreso tra 0 e 120mila euro, l’Agenzia Entrate Riscossione può iscrivere l’ipoteca sulla prima casa ma non può procedere al pignoramento.
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