Studio Legale Federica Raso
Studio Legale Diritto Civile
La Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento finalizzato al raggiungimento di maggior profitto per l’impresa. Il fine perseguito dall'impresa datrice, infatti, non è sindacabile dai giudici, in particolare quando si tratti del suo arricchimento, considerato che l'aumento di profitto si traduce anche in beneficio per la comunità dei lavoratori dipendenti (Cass. civ. 18 novembre 2015 n. 23620)
La sentenza ha sostanzialmente ribadito che l'impresa ha il diritto di perseguire il fine del profitto anche attraverso la riduzione del costo del lavoro attuata attraverso il licenziamento del personale considerato non necessario
In caso di vendita nei 5 anni dall'acquisto della c.d. “prima casa”, il mantenimento delle agevolazioni fiscali previste dal testo unico sull’imposta di registro opera non solo nel caso di acquisto a titolo oneroso di altra prima casa entro l’anno dalla vendita, ma anche in caso di acquisto per donazione (Cass. trib. 13 Novembre 2015 n. 23219).
Pertanto l'importante, per non perdere i benefici fiscali, è procedere ad un acquisto nel termine di un anno, non rilevando sul punto l'onerosità dello stesso
Risponde di omissione di soccorso il conducente che, dopo aver investito un pedone, si allontana vedendolo rialzarsi.
La Cassazione con la sentenza n. 43624/2015 ha affermato che, con riferimento alla consapevolezza di causare un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone, non deve confondersi la conoscenza dell'esistenza di un danno con la consapevolezza della possibilità di un danno quale effetto del cagionato sinistro; ne consegue che è evidente che, già in ragione del solo impatto tra veicolo e pedone, l’incidente è suscettibile di provocare danni alla persona, cosa che non può essere esclusa solo perchè il pedone si sia rialzato.
Pertanto è stata ritenuta irrilevante l'asserita buona fede del soggetto che, avendo aiutato il pedone a rialzarsi senza che lo stesso mostrasse apparenti danni, si era allontanato dal luogo del sinistro.
Alla luce di tale pronunzia appare opportuno suggerire di attendere sempre i soccorsi prima di allontanarsi dal luogo di un incidente in cui siano possibili danni alle persone
Galleria non illuminata: no al risarcimento per chi cade dalla moto e non prova il nesso causale
In tema di responsabilità per danno da cosa in custodia, la Corte di cassazione (Cass. Civ. 20 ottobre 2015, n. 21212) ha ribadito che la prova del nesso causale è particolarmente rilevante e delicata nei casi in cui il danno non sia l'effetto di un dinamismo interno alla cosa, scatenato dalla sua struttura o dal suo funzionamento, come ad esempio in caso di guasto o malfunzionamento, ma richieda che al modo di essere della cosa si unisca l'agire umano ed in particolare quello del danneggiato. Pertanto il danneggiato è tenuto a dimostrare che lo stato dei luoghi presentava un'obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il danno.
In caso di incidente mortale può essere riconosciuto il risarcimento del danno morale se c’è un intenso legame tra nonno e nipote anche non conviventi, purché vi siano circostanze tali da far ritenere che la morte del familiare abbia comportato la perdita di un effettivo e valido sostegno morale (Cass. sentenza n. 40717/2015)
La Cassazione quindi ritiene che il requisito dell'intenso rapporto fra i familiari possa superare l'assenza della convivenza ai fini della risarcibilità del danno morale da perdita di un congiunto
La clausola che prevede un termine di durata, senza possibilità di recesso anticipato, in relazione ad un contratto ad esecuzione continuata o periodica, anche se predisposto su moduli o formulari, non rappresenta una clausola particolarmente onerosa e quindi deve essere esclusa dal novero delle clausole vessatorie (Corte di Cassazione, Sez. VI, sentenza 3 settembre 2015 n. 17579.)
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