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Ciaspolata "Lago Santo: sulle Tracce del Lupo" - ITExists 03/03/2018

DISAVVENTURE NEL BIONDO | CONSIGLI PER UN WEEKEND SULLE CIASPOLE MA SEMPRE CON STILE

Ciaspole vs Sci: Doppia fatica, metà del divertimento.

***

Ritrovo easy al parcheggio sotto casa, dove, con estrema lentezza, ci ritroviamo tutti e 11 per partire con un ritardo già di 40 minuti. Destinazione: Ciaspolata al Lago Santo.
Ok, sì... Lago santo... Ma quale?
Se siete persone normali e organizzate saprete che in Italia ci sono almeno una decina di Laghi santi. Ovviamente noi non rientriamo in questa categoria e il Lory, leader della regata che aveva deciso di festeggiare il suo 28esimo compleanno con noi, ci teneva a dimostrarci che l’età non è sempre sinonimo di saggezza. In extremis ci accorgiamo che si tratta del Lago Santo nel modenese, raggiungibile in un paio d’ore di macchina.

Si parte sulle note di Terry e Maggie – magic girls - ma rischiamo di imbottigliare l’autostrada passando in scia nella corsia del telepass. Entriamo in tangenziale ai 160 km/h all'inseguimento dell’unica macchina che conosce la strada... peccato che l’avessimo inavvertitamente sorpassata. Finalmente ci ritroviamo in fila indiana per dirigerci verso la serpentina che ci porterà a destinazione, fino a che una delle macchine non finisce l’olio.
Con un ritardo di soli 120 min, riusciamo ad arrivare super fresh. Siamo già pronti per la cena in baita ma, con l’acquolina in bocca, ci arriva la più terribile delle sorprese: la ciaspolata sarà anche in notturna. Per fortuna abbiamo con noi la giusta attrezzatura:
MURATE MOSCHINO VERSACE OVUNQUE ALWAYS.

SIAMO TUTTE NERE! Ma non più nere delle altre 15 persone che ci stanno aspettando da oltre 2 ore e che ci scrutano tra il cagnesco e il rassegnato. Così inizia la nostra avventura, nella notte con il cielo meno stellato del secolo, più nero del nostro umore.
Le ciaspole sono talmente facili da indossare che nessuno ci spiega come si mettono, ed è così che Allespa le perde al primo giro. Purtroppo per lui stiamo talmente sulle p***e a tutti che nessuno si ferma ad aiutarlo, nè le guide nè i suoi amici di sempre.
Sembra che tutti abbiano svaligiato la Decathlon prima di partire. Tutti tranne noi, che non abbiamo le scarpe da trekking giuste, pantaloni da sci ingombranti e troppo pesanti, ma soprattutto non abbiamo la luce da testa e di conseguenza non possiamo vedere il Lago Baccio. Dopo circa un’oretta di camminata al buio su un sentiero sterrato che sarebbe stato meno faticoso percorrere con le all star, le guide hanno pietà di noi e ci riportano al rifugio.
Lo sforzo è stato accettabile ma la fame è comunque da lupi! Ceniamo nel grazioso Rifugio Vittoria gestito da Dario Fò. Bis di tagliatelle ai funghi (solo per i più privilegiati) e al ragù, polenta con salsiccia, patate, insalata, torte miste. Come digestivo vin brulè e tipico liquore alla liquirizia che ci portano a giocare al “lupo” con una ferocia inaudita. Dopo accese discussioni basate sul nulla, mandiamo al rogo dei poveri innocenti, vincono i cattivi e siamo pronti per andare a letto. Peccato per l’orrida compagnia, letto matrimoniale con Allespa e caldo atomico.

Il giorno seguente sveglia quasi all’alba, colazione esotica in baita con yogurt al mango e caffè e abbiamo di nuovo le ciaspole ai piedi. Alla luce di una giornata assolata e spettacolare ci inoltriamo nella Valle delle Tagliole e ormai ci sentiamo super confident: sculettiamo felici nella natura con i tacchi alti per aiutarci nelle salite. Con noi un cagnolino che ci sbeffeggia correndo e pisciandoci a fianco, fino a che non incontra un San Bernardo che rischia di farmi cadere sotto l’aggraziato peso dei suoi 200kg.
Miracolosamente sopravvivo e, dopo il meritato pranzo al Rifugio Giovo con torta e candeline, siamo pronti per rientrare, consapevoli che non rivedremo le ciaspole almeno fino al 2019.

Consigli utili:
- Se anche voi avete un amico che si chiama Lory evitate di affidargli l’organizzazione dell’escursione. Sottolineiamo infatti che la disorganizzazione del weekend è imputabile esclusivamente a lui, mentre tutti i nostri accompagnatori/guide si sono rivelati cordiali e professionali.
- Prima di partire controllate che la vostra macchina sia ok: gomme invernali e olio.
- Cosa sono le ciaspole? In pratica sono degli sci tozzi, probabilmente creati da chi non ha avuto la fortuna di imparare ad andare sugli sci veri. Doppia fatica, metà del divertimento.
- Cosa dovete indossare? Tutti vi diranno che servono vestiti specifici. Io ho indossato l’attrezzatura da sci e sono ancora viva. Se vi inoltrate in una ciaspolata notturna valutate l’acquisto di una luce da testa.
- Vi serve internet? Non preoccpuatevi, le password dei Wi-Fi nei rifugi sono più banali dei dialoghi dei Teletubbies, provate LagoSanto2017 e sarete subito online.

Contatti:
Località: Lago Santo (MO), Rifugio Alpino Vittoria,
41020 Pievepelago (Modena) Frazione Tagliole - Loc. Lago Santo Rifugio 0536-71509
Per prenotare il tour: http://www.itexists.it/tours/ciaspolata-lago-santo/
Per pranzo: Rifugio Giovo - http://www.rifugiogiovo.it/

Ciaspolata "Lago Santo: sulle Tracce del Lupo" - ITExists La prima Ciaspolata non si scorda mai. Camminare sulla neve fresca con le ciaspole ai piedi, tra abeti bianchi e cieli tersi, è una sensazione ..

28/02/2018

Oca&Rum Entertainment | DARK (Netflix)

E’ il 2019 e nella cittadina tedesca di Winden piove ogni giorno, piove tantissimo, a volte piovono uccelli morti. E, quando succede, salta la luce e scompare un bambino, preferibilmente nel bosco, dove c’è una grotta da cui escono urla pazzesche.
A Winden nessuno sorride, soprattutto Jonas, un ragazzo dolce e tremendamente sfortunato, il cui padre si è tolto la vita misteriosamente e la madre è diventata l’amante di un uomo sposato chiamato Urlich, un ex teppistello con la faccia da pugile a fine carriera.

I costumisti di Dark sono gente pragmatica e Jonas indossa in ogni episodio lo stesso impermeabile giallo, di cui non ha scoperto il cappuccio e, infatti, è sempre fradicio, il che chiaramente non contribuisce al suo umore.
Immaginatevi poi quando scopre che c’è un modo per viaggiare nel tempo, arrivando al 1986, e che sarebbe possibile modificare il corso dei tragici eventi che hanno segnato la piccola cittadina, dove nulla succede, solo il peggio.
Jonas viene inghiottito in un tunnel di alberi genealogici degni di una telenovela sudamericana, schiacciato dalla propria coscienza presente e futura, si innamora della ragazza sbagliata e ci regala un finale più che aperto, lasciandoci perplessi sul perché, sul chi e sicuramente sul quando.

Se non siete meteoropatici e siete in astinenza da Stranger Things (che a parte l’incipit non c’entra una fava), questo è il rompicapo per voi.

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