SLG CUB Poste
Sindacato Lavoro Giustizia-CUB della Base dei Lavoratori di Poste Italiane. Tratta temi sindacali e sociali.
09/06/2026
► IL CALDO NON È VACANZA PER TUTTI ◄
Dopo che azienda e sindacati della privatizzazione hanno concordato orari di lavoro nuovi e irrazionali, imponendo ai portalettere i periodi più cocenti della giornata, si è presentato il problema di dover resistere a temperature di fuoco, sia sui motomezzi che sugli automezzi.
Per questo motivo, negli anni, SLG-CUB Poste ha denunciato questa situazione agli Organi preposti alla tutela della salute dei lavoratori, finché Poste Italiane ha cominciato a fornire borracce termiche e poi ha realizzato un piano di istruzione operative per difendersi dalle ondate di calore.
Il punto, però, è che questi lavoratori devono essere informati dai loro preposti aziendali, in base ai comunicati emessi dall'INAIL*, che avvisa sul livello di rischio, in funzione:
- del giorno
- della fascia oraria
- del luogo
* link INAIL > https://www.worklimate.it/scelta-mappa/ombra-attivita-fisica-moderata/
Nel caso di Rischio MODERATO, le raccomandazioni di Poste Italiane sono quelle di effettuare una pausa di 5 minuti, ogni ora.
Nel caso di Rischio ALTO, le raccomandazioni di Poste Italiane sono quelle di effettuare una pausa di 10 minuti, ogni ora.
Per i lavoratori affetti da patologie molto serie, cosiddetti "IPERSUSCETTIBILI"*, nella fascia oraria a rischio ALTO, è stabilita l'INTERDIZIONE alla fase di gita del recapito.
* - malattie endocrine (es. gravi tireopatie)
- obesità grave
- gravi patologie respiratorie (es. BPCO, asma bronchiale cronico, bronchiti ricorrenti)
- disturbi psichici e malattie neurologiche
- patologie Renale Cronica (es. IRC, dializzati)
- patologie cardiovascolari rilevanti (es. cardiopatia ischemica, cardiopatia ipertensiva, turbe del ritmo
cardiaco)
- lavoratrici in stato di gravidanza
- lavoratori che facciano utilizzo di farmaci anticoagulanti o antitumorali/chemioterapici
- lavoratori over 60 anni.
Tutto ciò, senza oneri economici e di orario, per i lavoratori. Infine, i "preposti" devono spiegare e consegnare ai lavoratori, l'istruzione di sicurezza e dimostrarne la consegna su un registro allegato, da firmare per ricevuta. L'intero fascicolo è di 14 pagine, e contiene tabelle e spiegazioni molto chiare.
In conclusione, poiché, per SLG-CUB Poste, quello della salute è sempre stato il valore principale da tutelare (perché anche con un minimo di salute si può sempre fare qualcosa, ma senza salute non si può fare proprio niente), si invitano i lavoratori a farsi "illustrare e consegnare" il documento di difesa dalle ondate di calore e di applicare le raccomandazioni contenute.
Eventuali non conformità o comportamenti ingiusti o scorretti, da parte dei preposti, vanno comunicate al sindacato.
08/06/2026
► TUTTI UGUALI, PER LA PROPAGANDA ◄
All'interno di Poste Italiane vige una legge ferrea, che è quella del rispetto e dell'attenzione che merita "ogni persona". Almeno, così si legge sulle locandine allegre e colorate distribuite ai lavoratori.
Vale anche per coloro che hanno atteso anni, per ottenere un trasferimento di sede, per ricongiungersi con figli e coniugi, sentendosi dire che non vi fossero mai posti liberi, nonostante centomila pensionamenti?
Vale anche per chi ha lavorato come precario, convinto di potere essere stabilizzato e invece rimasto in giacenza, da anni, a vuoto, in una graduatoria paralizzata, nonostante l'enorme carenza di personale?
Vale anche per chi vive il lavoro male organizzato come una fonte infinita di stress, con personale sottonumero e mezzi insufficienti, con pulizie carenti e attrezzature obsolete o da rottamare?
Vale anche per chi non ha avuto un permesso di due ore per portare la propria figlioletta alla visita medica ed ha ricevuto una sanzione disciplinare, per averlo fatto, e ora combatte in tribunale?
Vale anche per chi ha ricevuto offese e ingiurie personali e non è stato difeso dall'azienda? E vale anche per chi è stato costretto a far causa, per far valere i propri diritti elementari?
Per SLG-CUB Poste, che è a conoscenza delle traversie e delle ingiustizie vissute e subite dai lavoratori di Poste Italiane, la realtà va costruita sul rispetto umano intrinseco, basato sulla lealtà, non sulle locandine aziendali di propaganda.
07/06/2026
► DI DATA (TASSATIVA) IN DATA (TASSATIVA) ◄
Fondi, fondini, fondute... È un florilegio di sigle e di proposte di assistenza ai lavoratori, da parte delle aziende italiane, i quali così restituiscono una parte del magro stipendio ricevuto, proprio aderendo ai vari fondi, per affrontare il futuro con "più serenità"...
Il punto, però, è che se Poste Italiane, l'azienda, da due miliardi di utili, pagasse uno stipendio ben adeguato al costo della vita, rispettando in modo coerente il valore umano e professionale dei lavoratori, non ci sarebbe bisogno di proporre sistemi "alternativi", per "affrontare il futuro".
Ora, è il caso di "Poste Mondo Welfare", per il benessere, dei lavoratori, a cui si aderisce convertendo il "Premio di Risultato" (cioè soldi) in servizi welfare. Praticamente, i soldi ricevuti con una mano, per il super lavoro svolto in condizioni di pressione e di stress, si restituiscono con l'altra. Un colpo di genio.
Non solo. Per aderire, c'era pure una scadenza da rispettare, tassativa, ed era quella del 7 giugno. Chi non l'avrebbe rispettata sarebbe rimasto tagliato fuori e non avrebbe potuto convertire il Premio di risultato in welfare. Adesso, si scopre, che quella scadenza è stata spostata alla, altrettanto, tassativa data del 9 giugno prossimo.
Ma, forse, Poste Italiane e sindacati aderenti al progetto, dovrebbero valutare che le condizioni economiche dei dipendenti non sono tanto floride da potersi permettere di restituire il "Premio di risultato", ottenuto con sacrifici lavorativi e di salute. Quindi, spostare una data tassativa di adesione, a un'altra data tassativa, servirà a poco.
Per SLG-CUB Poste, invece di proporre ai lavoratori sistemi per dare indietro i loro soldi, Poste Italiane e i sindacati aderenti a questi progetti, farebbero bene ad aumentare lo stipendio dei dipendenti, riconoscendo un aumento salariale di, almeno, 500 euro mensili, sulla busta paga, lasciandoli liberi di spenderli come credono.
04/06/2026
► IL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE VA RISPETTATO ◄
L'Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha sanzionato Poste Italiane, per 300mila euro*, in merito ai ritardi abnormi delle consegne della posta, comprese assicurate e raccomandate, che sono invii a valore legale rilevantissimo, nel territorio di Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno.
L'AGCOM, infatti, coadiuvata dalla guardia di Finanza, ha accertato "che la Società Poste Italiane - omissis - nel periodo compreso tra il 9 dicembre 2024 e il 9 gennaio 2025 non ha garantito la continuità del servizio universale postale nel centro di distribuzione di Santo Stefano di Cadore, in particolare non provvedendo alla distribuzione di almeno 231 invii di corrispondenza descritta, con particolare riguardo alle giornate del 20 dicembre 2024 e del 9 gennaio 2025, adducendo a giustificazione una indimostrata “causa di forza maggiore”.
Per Poste Italiane, , in particolare, la causa di "forza maggiore", come si legge dal verbale, è stata quella "del maltempo e delle basse temperature; della progressiva riapertura al traffico delle strade dopo nevicate e formazione di ghiaccio; del picco di spedizioni che si è registrato nel periodo natalizio ricadente nel periodo oggetto del procedimento; dell’elevatissima incidenza dei pacchi in questo periodo (che ribalta il “mix” tipico delle spedizioni rispetto alla restante parte dell’anno); delle peculiarità organizzative e logistiche che caratterizzano le diverse tipologie di spedizioni."
Tuttavia, l'Agcom ha fatto notare che "dall’analisi degli elenchi relativi ai recapiti effettuati nel periodo contestato e trasmessi da Poste (con nota prot. n.80628 del 27 marzo 2025) la percentuale dei pacchi consegnati risulta superiore al 90%, come accennato in premessa, mentre la percentuale complessiva della posta registrata consegnata è inferiore al 10,6%."
CONSIDERAZIONI SINDACALI.
Dunque, come mai i pacchi sono arrivati, consegnati addirittura al 90%, mentre la posta pregiata e di valore legale no? Perché mai, il maltempo, le basse temperature, le nevicate e il ghiaccio si sarebbero accaniti contro le spedizioni del Servizio Universale (raccomandate, assicurate, bollette e altro) e non contro i pacchi? Una spiegazione che non convince. Qui, si sfiora il complottismo della natura. Inoltre, se ci sono picchi di lavoro, questo è sempre stato perfettamente gestibile, con l'assunzione del personale necessario. Oppure, come SLG-CUB Poste denuncia da sempre, la riduzione speculativa del personale, attuata per ricavare utili e dividendi, ha prodotto una carenza di organico abnorme (mancano 90mila unità fisse, a livello nazionale), portando, logicamente, alla rovina il Servizio Universale, con l'incivile sistema di consegna della posta "a giorni alterni e rarefatti", che ora si cerca di giustificare con l'argomento assurdo del maltempo selettivo?
Purtroppo, da anni SLG-CUB Poste sostiene che la privatizzazione di Poste Italiane ha rovinato i lavoratori, ridotti di numero, con più stress, malattie e infortuni, e gli utenti, che sono la fonte del lavoro, i quali subiscono un servizio da terzo mondo, per diretta responsabilità politica dei partiti e dei sindacati privatizzatori. Eppure, tanti sono i sindaci che toccano con mano il disastro postale, la chiusura degli uffici postali, i danni e i disagi patiti dai propri concittadini. Ma non tutti i primi cittadini agiscono come dovrebbero, cioè sul piano politico e sul piano legale. Molti si limitano a fare "scena" sui giornali locali. Ecco perché, poi, si arriva al punto di proclamare scioperi nazionali, come quello del 29 maggio scorso, ma anche scioperi degli straordinari, che stanno dando i loro frutti, mettendo in evidenza l'incapacità aziendale di fronteggiare il lavoro con poco personale.
Certo, nel 2025, Poste Italiane ha dichiarato utili per 2 miliardi di euro. Ovviamente, avendo perso oltre centomila posti di lavoro e chiusi oltre 1.900 uffici postali, gli stipendi non pagati e le spese evitate diventano "utili" e soldi per i soci privati azionisti. Ma, poi, chi, lo fa il lavoro? Invochiamo sempre la "forza maggiore", il maltempo, la neve, il ghiaccio, i cicloni, le frane, i terremoti, gli alieni? Per SLG-CUB Poste, la soluzione strutturale è quella del ritorno di Poste Italiane sotto la gestione pubblica, al 100%, per garantire gli interessi seri e i diritti costituzionali della collettività, perché le privatizzazioni hanno portato solo rovina.
*Verbale delibera AGCOM, del 15 maggio 2026:
> https://www.agcom.it/sites/default/files/provvedimenti/delibera/2026/Delibera%20107-26-CONS%20per%20pubblicazione.pdf?fbclid=IwY2xjawSOiNxleHRuA2FlbQIxMABicmlkETE1OVdYenNqck84N2hUdGJWc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtbkb7ifHHGiFjHrDBQ1TNZGa83P1vCu_1j8i7WkjwCYNpC_kG-bdJluhsZi_aem_9Yn-32KTodt3-PM6zrPIOg
[aggiornato alle 21.54, del 04/06/2026]
02/06/2026
► RIDURRE I DISAGI, SENZA ASSUMERE IL PERSONALE? ◄
Ancora un mese di proclamazione dello sciopero degli straordinari, iniziato dal 27 maggio scorso e fino al 26 giugno prossimo. Come mai? La risposta è semplice. Perché Poste Italiane continua a ridurre il personale, nella convinzione di poter scaricare la massa del lavoro di chi è andato via sui pochi superstiti rimasti, con più stress, malattie e infortuni. Altrimenti, come si fanno gli utili economici?
Il problema è che oltre centomila posti di lavoro sono stati persi, negli ultimi 30 anni, secondo la tesi politica speculativa, stabilita a tavolino, che, praticamente, la posta non servisse più. Lo stesso dall'amministratore delegato, nel 2024, spiegò che gli utenti ricevono una lettera ogni "10 giorni", come se non arrivassero più bollette, raccomandate, patenti, multe e tanti altri atti e spedizioni di ogni genere.
Ma, in Poste Italiane la sanno lunga... E ancora più lunga la sanno i politici, al Governo e in Parlamento, con l'ennesima riconferma plaudente dell'amministratore delegato dei "10 giorni". Tuttavia, sempre più comuni italiani sono in crisi di astinenza da servizio postale, con la corrispondenza che si accumula nelle sedi di Poste Italiane, in quanto vi è una enorme carenza nazionale di personale, che SLG-CUB Poste ha sempre quantificato in 90mila unità.
Ecco perché l'ennesimo sciopero degli straordinari, per chiarire che senza personale non si può lavorare e per tutelare i lavoratori da una gestione aziendale che provoca stress e toglie posti di lavoro. Lo capiranno i grandi capi di Poste Italiane? No, non lo capiranno, perché, da oltre 30 anni, si sentono coperti da quel livello politico (il centrodestra e il centrosinistra) che fa finta di ignorare la realtà e permette la rovina del Servizio Universale e il danno ai lavoratori e agli utenti.
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