Inchiostro e Borghetti
"Inchiostro e Borghetti" è un progetto che mette al centro la passione verso il calcio ed il Napoli
11/02/2025
Anche Neres finisce fuori uso. E sembra non per poco tempo.
Con lui va a completarsi con estrema ridondanza l'amputazione totale della catena di sinistra del Napoli di quest'anno, che attualmente si riduce a Mazzocchi e Okafor.
Forse Conte, che certo continua ad adombrare i suoi reali obiettivi (ossia gli espliciti sogni di noi tutti), non stava solo togliendo pressione quando ha detto in conferenza che il motore di questa macchina lo stiamo tirando al massimo.
Però, non va disconosciuto per due pareggi in parte fisiologici quello che questo motore di squadra ha prodotto fino ad ora.
Perché se la crisi del Napoli è negli infortunati e in un calo fisico e mentale, a noi tifosi non conviene accentuarla con lamentele e insulti a Mazzocchi, Juan Jesus o Meret di turno.
Dobbiamo stringerci al gruppo perché il gruppo, quando c'è stato da farlo, si è stretto forte.
E io so che continuerà a farlo sotto l'egida dell'uomo da Lecce, fino all'ultima partita, anche se si perderanno punti, anche se la società non ha rimpiazzato la luce negli occhi di chi ha guardato il Napoli negli ultimi due anni e mezzo e che è andata a illuminare Parigi.
Perché se il Napoli di quest'anno è stato per più di metà campionato in testa alla classifica, e lo è ancora anche se pare che ce lo scordiamo, è merito del GRUPPO. Di un'unione di intenti e di speranze.
E mo è proprio il momento in cui non bisogna disunirsi
Testa alla Lazio, contro il fato, tutto e tutti.
-G
30/09/2024
LA MUTA
Per prendere dimestichezza con qualcosa di nuovo, è risaputo, spesso ci vuole tempo, e devo ammettere che un po' di tempo mi ci vorrà ad abituarmi al nuovo Napoli.
Dopo un leggero nervosismo iniziale, i ragazzi in maglia azzurra comandano sul Monza per tutto il primo tempo, Politano e Kvara, 2-0 e tanto basta, un secondo tempo scevro di chissà quali emozioni, ma attento ed ordinato, funzionale a incassare i tre punti e a riagganciare, dopo praticamente un anno e mezzo, la vetta della classifica.
Dopo un decennio di calcio improntato al dominio del gioco, al palleggio e perché no, anche ad una certa estetica che se efficace è tra i massimi godimenti del pallone, il Napoli sta cambiando.
Anzi. Il Napoli è già cambiato.
Il Napoli ha fatto la muta, come un serpente, agli ordini di un comandante assai esperto.
E il suo lavoro è così profondo che mi sembra di fare più fatica io ad abituarmi al nuovo Napoli, che il Napoli alla sua nuova pelle.
La pelle che Antonio da Lecce sta costruendo per la sua squadra è corazzata. Dura, con colori meno brillanti di altre pelli che il Napoli ha indossato, ma solida e protettiva al massimo.
Da quello bisogna partire sotto l'egida di Conte.
Dalla compattezza, dal ripiegamento, dal sacrificio.
Dalla voglia di spendere ogni goccia di sudore sia in attacco che in difesa, mettendo l'Io al servizio del Noi, con la possibilità, perché c'è, di fare alla grande entrambe le cose, e penso soprattutto a Matteo che giustamente si prende gli elogi del Mister in conferenza.
Dalla forza, dalla corsa e dalla concentrazione, mattoni coi quali il ragazzo con la 4 sta costruendo un muro sempre più spesso, tanto che con quella mano fasciata ogni tanto mi ricorda qualcuno.
Ma soprattutto dalla determinazione di mettere davvero tutto quello che abbiamo in ogni partita, perché con Conte, con questi acquisti e con la possibilità di lavorare settimana per settimana, abbiamo un obbligo minimo (la qualificazione in Champions) ma soprattutto abbiamo ZERO alibi.
Le responsabilità se le è prese un uomo che la vittoria innegabilmente la conosce, che ne comprende la difficoltà.
Ma che non può fare a meno di coltivarne il pensiero, anche se ieri, intervistato, ha cercato cautamente di spegnere precoci entusiasmi.
13 punti, testa alla prossima.
Mantenere i piedi per terra.
Ma senza rinunciare a sognare
-G
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