Gev Napoli
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29/08/2024
Pie Formosa, unə richiedente asilo dalla Cina e attivista non binariə per i diritti umani, si trova a fronteggiare una situazione estremamente difficile in Italia: il suo permesso di soggiorno è scaduto il 7 agosto. Senza un permesso di soggiorno valido, Pie non può più ottenere la tessera sanitaria, fondamentale per accedere ai farmaci e alle cure mediche di cui ha urgente bisogno, tra cui la Venlafaxina, un antidepressivo che assume quotidianamente.
Un mese prima della scadenza del permesso, Pie aveva contattato l'organizzazione responsabile del suo rinnovo, senza ricevere alcuna risposta. Anche la Questura ha smesso di rispondere ai suoi solleciti. Questo silenzio istituzionale ha avuto un impatto devastante su Pie, aggravando la sua già fragile condizione psicologica, al punto da richiedere un ricovero presso l'ospedale di Ferrara per evitare atti di autolesionismo.
Il 10 settembre era finalmente stato fissato un appuntamento per il rinnovo del permesso di soggiorno, ma questo non basta: dal 7 agosto fino al giorno dell'appuntamento, Pie resterà senza tessera sanitaria.
Il CUP ha inoltre contattato lə avvocatə di Pie, affermando che, nonostante la tessera sanitaria non sia valida in questo periodo, i suoi diritti sanitari saranno comunque garantiti. Tuttavia, quando Pie ha cercato di contattare il proprio medico di base, ha scoperto che i suoi dati non erano più presenti nel sistema informatico comportando la perdita del medico stesso e dell'accesso alle prescrizioni mediche.
Fortunatamente, graziell'intervento delle sue avvocate, qualcosa si è mosso: è stato fissato un appuntamento per il rinnovo della tessera sanitaria per il 2 settembre.
La strada, però, sembra ancora lunga ed è perciò importante rimanere sempre aggiornati sugli sviluppi di una storia così deplorevole per le Istituzioni italiane.
Seguite Pie Formosa e condividete la sua storia, che rappresenta quella di tanti altri richiedenti asilo che lottano per i propri diritti e per la propria salute in un sistema spesso sordo alle loro esigenze.
12/08/2024
Carlo III negli ultimi anni è stata considerata per antonomasia il simbolo del fallimento delle precedenti amministrazioni nella gestione degli spazi più limitrofi del centro storico e dell'hinterland partenopeo.
Oggi, però, qualcosa sembra essere cambiato: nel luogo oramai rinomato per scippi di cellulari agli studenti, di colpi di pi***la sparati all'impazzata, di ingorghi stradali, incidenti e immondizia preponderante sul suolo e nelle aiuole, finalmente si è accesa una miccia che potrebbe (forse) riqualificare una piazza tanto importante quanto abbandonata a sé stessa.
Una semplice installazione potrebbe essere lo slancio verso un miglioramento mai fino ad ora avvenuto: due scivoli, un cavallo a molla, una piccola struttura per l'arrampicata, il tutto nel bel mezzo della piazzola che affaccia sul 24° Circolo Didattico “Dante Alighieri”.
La riqualificazione urbana di una piazza attraverso l'installazione di parchi gioco rappresenta un intervento significativo per il miglioramento della qualità della vita in un quartiere. Tale operazione non solo trasforma uno spazio pubblico spesso sottoutilizzato o degradato in un luogo di aggregazione e socializzazione, ma favorisce anche l'inclusione sociale, promuovendo il benessere di tutte le fasce di età, permettendo di rispondere alle esigenze delle famiglie ed offrendo un luogo sicuro e stimolante per i bambini. Allo stesso tempo, diventa un punto di ritrovo per genitori e nonni, creando un senso di comunità e rafforzando i legami tra i residenti.
Dal punto di vista urbanistico, la riqualificazione di una piazza con aree gioco contribuisce a rendere lo spazio più vivace e attrattivo, ridisegnando completamente l'identità del luogo e trasformandolo nel simbolo di rigenerazione per l'intero quartiere.
La riqualificazione urbana di una piazza tramite l'installazione di parchi gioco non è solo un intervento a favore dei bambini, ma un progetto di ampio respiro che può migliorare la vivibilità, la sicurezza e il tessuto sociale di un'intera comunità, trasformando uno spazio comune in un vero e proprio centro di vita cittadina.
È ora del cambiamento!
29/07/2024
Con i primi banchetti di qualche giorno fa i militanti e la dirigenza dei Gev Napoli hanno avviato la mobilitazione territoriale per la raccolta firme in supporto al referendum sull'abrogazione dell'autonomia differenziata.
Partendo da Napoli, il nostro impegno è volto a sensibilizzare e arrivare su tutti i territori della Campania per fermare l’ennesimo sopruso ai danni del sud.
Crediamo fortemente che l'autonomia differenziata possa aumentare le disparità tra le regioni, penalizzando le aree più deboli, spaccando, di fatto, in due il Paese.
La nostra mobilitazione continuerà per tutto il mese per coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani e cittadini. Invitiamo tutti a partecipare attivamente e a firmare per difendere il futuro e l’unità del nostro Paese.
Uniti possiamo fare la differenza!
23/07/2024
Ieri sera a Scampia è crollato un ballatoio nella Vela Celeste. Uno stabile fatiscente sin dagli arbori e che porta, nel suo tragico bilancio, le cicatrici della sua impietosa gestione da parte delle Istituzioni: due morti e tredici feriti gravi, tra cui sette bambini.
Le preghiere, i cordogli, e i minuti di silenzio sono arrivati subito, ma non bastano: quello che è successo a Scampia non è un tragico incidente, ma l'ennesima manifestazione della profonda crisi sociale in cui si trova Napoli assieme a tutto il Mezzogiorno.
Siamo stati abbandonati da chi avrebbe dovuto vegliare su Scampia e sulla sua riqualificazione.
A Scampia, a Napoli, alla Campania e a tutto il Sud non servono i cordogli degli stessi ass4ssini che hanno causato tutto questo.
È stata una carneficina tanto silenziosa quanto prevedibile: tutti sapevano quanto fosse pericolante la Vela Celeste, eppure, nonostante questo, hanno lasciato che le trivellazioni del perimetro della 167 portassero a termine il massacro di vittime innocenti.
Ora, insieme al dolore delle perdite, c'è quello degli sfollati, che hanno trovato un rifugio momentaneo nel Polo di Medicina di Scampia, in attesa di capire dove dovranno trovare collocazione.
Avremo per sempre sulle nostre spalle il peso di un esodo ingiustificato di famiglie, anziani, donne, bambini.
Avremo per sempre sulle nostre spalle il peso della morte di povere anime.
Qui al sud si muore di malaunità.
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