Opsis Error
E' tempo di trascendere, il mondo ha bisogno di belle immagini.
11/01/2016
“Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.”
Un artista, specie nel settore musicale, diventa una voce quotidiana, come quella di un parente che canta la colonna sonora della nostra vita. La morte di un grande artista lascia un vuoto colmabile solamente con la sua presenza, per il semplice fatto che lui sapeva creare emozioni ed altri no.
Gennaio è un mese di lutto per la musica, ad andarsene sono stati in tanti, per esempio Pino Daniele, Giorgio Gaber ed adesso anche il “Duca bianco” David Bowie. Tuttavia vogliamo ricordare un cantautore che ha scritto una pagina intramontabile della musica italiana: Fabrizio De Andrè.
Il musicista genovese in quasi 40 anni di attività artistica ha inciso 13 album che raccontano storie di pr******te, emarginati e ribelli, considerate dalla critica come vere poesie, tanto da diventare testi di studio di alcune antologie scolastiche di letteratura.
I brani delle sue canzoni narrano anche di un folklore italiano chiassoso, che saltando di paesino in paesino va da Genova a Napoli fino alla Sardegna, svelando storie e tradizioni con lo spirito ironico di chi sa distinguere ingiustizie e contraddizioni.
Fabrizio de Andrè su democrazia e identità Crisi globale, ma risposte locali? Faber una mezza idea l'aveva...
09/12/2015
#4 Claudio Fagnano
In queste foto, alcune persone si sono prestate come sculture di carne in contrasto alla fluidità dello sfondo contemporaneo.
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