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26/03/2026

Da questa sera e in replica domani un coproduzione Interno5 OperaEstate Festival
🔥 𝐍𝐔𝐓𝐓𝐀𝐓𝐀 / 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗞𝗼𝗹𝘁𝗲𝘀
a cura di e con Domenico Ingenito

🔥 𝐍𝐔𝐓𝐓𝐀𝐓𝐀 / 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗞𝗼𝗹𝘁𝗲𝘀
a cura di e con Domenico Ingenito
〰️ 26 > 27 Mar. Teatro Fontana

𝗥𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗪𝗘𝗟𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗧𝗢 𝗜𝗧𝗔𝗖𝗔, 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗼𝗳𝗳 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗼𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶. Un in napoletano del celebre monologo di Bernard-Marie Koltès, La notte poco prima delle foreste, scritto nel 1977. La storia di un uomo solo, straniero, immigrato, che incontra uno sconosciuto e tenta di raccontarsi prima che arrivi il buio. Una corsa contro il silenzio. Una richiesta disperata d’amore. Tradotta in una lingua che parla al Sud di tutto il mondo.

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Traduzione e adattamento de La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltés
a cura di e con Domenico Ingenito
Disegno luci Sebastiano Cautiero
produzione Interno 5/coproduzione Operaestate Festival Veneto

🟥 MORE info e ticket https://teatrofontana.it/evento/nuttata/

01/02/2026

"𝗣𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀”, 𝗶𝗹 𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮
di Sveva Guerra su bonculture.it

Si è chiuso con “Pietas” il Focus Danza della stagione di prosa respIra del Teatro Comunale “Lucio Dalla” di Manfredonia, una finestra fortemente voluta dalla Bottega degli Apocrifi per ampliare l’orizzonte del cartellone, affiancando al teatro di parola il linguaggio fisico, visionario e stratificato della danza contemporanea. Una scelta che ha trovato, nello spettacolo firmato da Antonello Tudisco, una conclusione più che coerente.
In scena, lo spettacolo si presenta come un attraversamento emotivo e simbolico, più che una narrazione lineare. Tutto si costruisce attorno a cinque danzatori (Gerardo Di Pietro, Lia Gusein Zade, Gerardo Pastore, Valeria Petroni Francesco Russo e con la partecipazione del piccolo Romeo Vollero), cinque corpi che attraversano lo spazio come frammenti di una stessa comunità ferita. Non c’è gerarchia né centralità, i ballerini entrano ed escono dalle azioni, si aggregano e si separano, dando vita a configurazioni sempre messe in discussione.
La scena diventa così il luogo di una riflessione profonda sulla pietà intesa non come concetto astratto, ma come tensione che attraversa i corpi o come sofferenza che li piega. La danza interroga il rapporto tra chi cade e chi guarda, tra chi sostiene e chi è sostenuto, aprendo una crepa nel nostro modo abituale di percepire l’altro. In questo senso, “Pietas” mette in crisi le certezze che governano la realtà quotidiana, mostrando quanto l’equilibrio -individuale e collettivo- sia solo una fragile costruzione.
Il lavoro si inserisce in un percorso avviato da Tudisco negli anni precedenti, interrogando il sentimento della compassione in un tempo che sembra averlo smarrito. Le immagini evocate rimandano a una dimensione simbolica ampia, dove il dolore non è mai esibito, ma attraversato e dove la sofferenza diventa oggetto di trasformazione. La drammaturgia per quadri, di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito, è fatta di stazioni emotive più che di episodi narrativi: una madre malata terminale e il suo rapporto con il figlio che non può più proteggere; un senzatetto vittima di una violenza che non suscita reazione, ma indifferenza collettiva; Pier Paolo Pasolini che ha pagato con la vita la propria esposizione pubblica e che ha osato dire e vedere oltre, diventando bersaglio di una società incapace di comprendere. Questa narrazione accompagna lo spettatore in un viaggio che non offre risposte, ma solo tante domande.
Fondamentale il contributo della scenografia essenziale di Rosita Vallefuoco e del disegno luci di Giuseppe Di Lorenzo, che scolpisce i corpi, isolandoli o fondendoli nello spazio scuro; i costumi di Gina Oliva dialogano con la fisicità dei danzatori senza sovrapporsi al movimento, anzi lo accompagnano rendendolo più fluido e scenografico. La musica, di Chiara Mallozzi, è lontana da una funzione meramente illustrativa, anzi si propone di accompagnare attivamente lo spettatore in un viaggio fatto pause, respiri e tensioni.

“Pietas” è anche un lavoro che dialoga apertamente con l’arte e il pensiero. La celebri Pietà di Michelangelo sembrano riaffiorare nella composizione dei corpi, nelle posture che evocano la cura, la perdita, l’abbandono. Aleggia, invece, come riferimento simbolico la figura di Pier Paolo Pasolini, non come ritratto biografico, ma come emblema dell’intellettuale scomodo. Pasolini diventa, quindi, portavoce di un’intelligenza capace di esporsi fino alla vulnerabilità, pagando il prezzo dell’incomprensione e della violenza.

In questa prospettiva, il pubblico sembra interrogarsi su cosa significhi oggi provare compassione in un mondo anestetizzato, e su quanto spazio resti per chi continua a denunciare, a profetizzare, a non allinearsi. La lezione pasoliniana non è evocata come memoria, ma come ferita ancora aperta. È un invito a riconoscere la sacralità della realtà anche là dove appare degradata, violata, respinta ai margini. È in questo sguardo che lo spettacolo assume una delle sue forme più significative, trasformando la pietà da sentimento passivo a atto di responsabilità.

Le coreografie e la regia sono di Antonello Tudisco, coreografo e storico dell’arte, direttore artistico della compagnia interno5danza e della sezione danza del TAN (Teatro Area Nord) di Napoli. È stato anche docente associato presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, per l’insegnamento di Culture Musicali del Mediterraneo. La sua formazione trasversale emerge con chiarezza in uno spettacolo che intreccia linguaggi, riferimenti e livelli di lettura, mantenendo sempre centrale il corpo come spazio di riscrittura.

Con “Pietas”, il Focus Danza di respIra si chiude lasciando una traccia profonda, quella di un teatro che sceglie di interrogare il presente attraverso il movimento, affidando ai corpi il compito di urlare ciò che spesso le parole non riescono più a esprimere.

“Pietas” di interno5danza, con la regia e le coreografie di Antonello Tudisco. In scena mercoledì 28 gennaio durante la stagione di Prosa “respIra” (ideata e organizzata dal Comune di Manfredonia, Puglia Culture, Bottega degli Apocrifi con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia), presso il Teatro Comunale Lucio Dalla di Manfredonia.

La foto di copertina è di Sabrina Cirillo

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Indirizzo


Via Nuova Dietro La Vigna 20
Naples
80100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00