Psicologia Applicata
Tecniche e strategie psicologiche per potenziare la tua mente La prima pagina di Psicologia d'Italia.
21/01/2021
Vale per qualsiasi problema della vita
17/01/2021
Sapevi che la pizza è uno dei cibi maggiormente associati alla dipendenza?
In una ricerca sono stati analizzati i comportamenti alimentari di 504 persone sottoponendoli a un questionario, lo Yale Food Addiction Scale, il quale viene utilizzato dagli psicologi per valutare i criteri diagnostici per l'abuso di sostanze alimentari.
Una volta ottenuti i loro dati, i ricercatori hanno mostrato 35 diversi alimenti ad ognuno dei partecipanti, per poi chiedere loro di indicare quale fosse il più "irresistibile".
Per "irresistibile" si intendeva quel tipo di cibo che crea maggiori problemi alla persona, come perdere il controllo quando lo si ha davanti oppure l'impossibilità di tagliare una porzione più piccola.
Ebbene, la pizza è risultata tra i cibi maggiormente associati a comportamenti di dipendenza alimentare.
Secondo la psicologa Erica M. Schulte, autrice della ricerca, la combinazione degli ingredienti della pizza sembrerebbe essere particolarmente appagante per il nostro organismo, dal momento che non si trova in natura un alimento formato da grassi aggiunti, carboidrati raffinati e sale, cosa che invece caratterizza la pizza.
Questo potrebbe spiegare la sua associazione con comportamenti simili alla dipendenza alimentare, come:
- perdita del controllo,
- forte desiderio di mangiare,
- e il disinteresse verso le conseguenze negative delle proprie azioni.
Oggi è la Giornata Mondiale della Pizza: sei uno che sa resisterle oppure no? 🙂
Fonte: SCHULTE, AVENA, GEARHARDT (2015), pubblicato sulla rivista Public Library of Science One.
07/01/2021
Molti si chiedono come sia possibile che in USA un folto gruppo di persone si senta legittimato ad entrare in Parlamento e saccheggiarlo.
Colpa di un singolo leader che ha plagiato le menti del sempre onesto popolo?
Oggi voglio presentarvi una tesi opposta: le persone scelgono il proprio leader, sperando inconsciamente di condividere con lui il potere.
Uno dei principali motivi per cui ci troviamo circondati da cattivi leader in politica è che alla fin fine tendiamo sempre a curare prima i nostri interessi e solo dopo quelli degli altri.
Lo spiega bene Jean Lipman-Blumen, docente dell'Università di Claremont, nel suo libro “Il fascino della leadership tossica: perché seguiamo dei capi distruttivi e politici corrotti – e come sopravvivergli“.
Secondo l’autrice sono gli elettori a creare i cattivi leader tramite il loro supporto – consentendoli di raggiungere le alte cariche di potere.
Insomma, non sarebbe vera la tesi secondo cui c’è un politico di per sé malvagio che riesce a “infinocchiare” l’elettore e convincerlo a votarlo.
Sarebbe l’elettore, tramite il suo disinteresse politico e la bramosia di potere, a eleggere un rappresentante altrettanto meschino.
Il problema è che il politico, una volta eletto, si comporta in maniera scorretta proprio come voleva l’elettore… ma solo per curare i propri interessi!
Un esempio?
Pensiamo a tutti quei politici eletti da un ristretto gruppo di persone che svolgono la stessa professione (come ad esempio i medici, gli avvocati o i tassisti – vale per tutte le categorie).
Questi politici, spesso membri interni della categoria, conquistano consensi perché si rivolgono a persone di cui conoscono bene i desideri e le paure, con le quali aizzano le f***e ed empatizzano con loro.
“Qualora dovessi salire al governo, farò una legge ad hoc per gli interessi della nostra categoria!“, urlano nei circoli.
In Italia abbiamo molti esempi come questo.
Nel Comune dove risiedo, infatti, è stato eletto un consigliere comunale solamente grazie ai voti di una specifica categoria professionale (non la cito per evitare polemiche) che lui dichiarava di rappresentare. Immagino che sia stato solo un caso che alcune delibere del Comune fossero palesemente a loro favore.
Questo è un male, in quanto – lo ripeto – un buon leader politico dovrebbe rappresentare tutti i suoi elettori e non solo quelli che lo hanno votato.
In conclusione, per Jean Lipman-Blument alcuni elettori cercano e sostengono un leader che sia in grado di dar loro ciò che vogliono, piuttosto che dare ciò di cui ha bisogno la nazione o l’organizzazione.
I cattivi elettori sono attratti dei cattivi leader a causa della promessa di condividere il potere istituzionale (con le leggi o la forza bruta).
27/12/2020
Esempi di bias cognitivi
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