Museo Cappella Sansevero
Cristo velato
Gioiello d'arte barocca nel cuore di Napoli
Molto altro da svelare
09/07/2026
Nel linguaggio dell'arte, anche le creature fantastiche possono raccontare una storia. L'ippogrifo, nato dalla fantasia di Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso, è una figura composta da elementi diversi: il corpo del cavallo si unisce alla testa, alle ali e agli arti anteriori del grifone. Nel corso dei secoli questa immagine ha superato l'ambito letterario, entrando anche nell'araldica e nel repertorio simbolico delle arti figurative.
Al Museo Ca****la Sansevero di Napoli, l'ippogrifo compare nel Monumento a Cecco di Sangro, realizzato da Francesco Celebrano nel 1766 e collocato sopra l'ingresso principale della Ca****la. L'opera celebra Cecco di Sangro, valoroso comandante al servizio di Filippo II, raffigurato nell'istante in cui emerge dalla cassa che gli consentì di conquistare con uno stratagemma la rocca di Amiens durante la campagna delle Fiandre.
Ai lati del monumento, due ippogrifi. Nel programma iconografico ideato da Raimondo di Sangro, queste creature simboleggiano la cura e la sorveglianza, contribuendo a costruire un articolato linguaggio allegorico. Accanto all'aquila che stringe un fascio di folgori, attributo della virtù guerriera, essi partecipano alla celebrazione delle qualità morali e militari attribuite alla casata dei di Sangro.
Questo ricco sistema di simboli riflette uno degli aspetti più caratteristici dell'arte barocca e della scultura del Settecento: ogni dettaglio, anche il più piccolo, è pensato per comunicare un preciso significato. Nella Ca****la Sansevero la decorazione non è mai fine a sé stessa, ma diventa uno strumento per raccontare la memoria familiare, i valori della nobiltà e il progetto culturale del suo ideatore.
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective
08/07/2026
Per Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, l'innovazione passava anche attraverso la sperimentazione in campo militare.
Nella sua Lettera Apologetica, è lo stesso principe a raccontare l'invenzione del Cannone leggero, soffermandosi sul periodo della sua vita in cui dedicò particolare attenzione allo studio delle "cose" militari. Tra le pagine dell'opera descrive la realizzazione di un cannone fuso con una speciale lega metallica, progettata per ridurne sensibilmente il peso senza comprometterne le prestazioni.
Il risultato fu un'arma alleggerita di ben 190 libbre rispetto ad altri cannoni della stessa tipologia, ma caratterizzata da una gittata decisamente superiore. Una combinazione che ne rendeva più agevole il trasporto e gli spostamenti sul campo di battaglia, migliorandone al tempo stesso l'efficacia operativa.
Questa invenzione rappresenta una delle tante testimonianze della straordinaria curiosità intellettuale di Raimondo di Sangro, protagonista di una continua ricerca che spaziava dalla scienza alla tecnica, dalla meccanica alla sperimentazione dei materiali. Il Cannone leggero racconta così un aspetto meno noto del principe di Sansevero, confermando la sua capacità di superare i confini delle discipline e di trasformare le idee in progetti concreti.
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits img: Edward William Cooke, A Brig of War's 12 Pounder Carronade, acquaforte, 1829
06/07/2026
Nel panorama scientifico del XVIII secolo, Jean-Antoine Nollet (1700–1770) occupa un posto di rilievo. Nato in una famiglia di umili origini, dopo gli studi in teologia decise di dedicare la propria vita alla fisica sperimentale, mantenendo il titolo di abate ma orientando la sua attività verso la ricerca e la divulgazione scientifica.
I suoi studi sull'elettricità, sull'evaporazione dei fluidi elettrizzati e sul comportamento del cosiddetto "fluido elettrico" contribuirono ad ampliare le conoscenze dell'epoca. Professore di fisica sperimentale a Parigi, membro della Royal Society di Londra e dell'Académie des Sciences, Nollet fu uno dei più autorevoli scienziati europei del suo tempo e condensò gran parte del proprio sapere nei sei volumi delle Leçons de physique.
Nel 1749, durante un viaggio in Italia, si fermò a Napoli, dove ebbe modo di conoscere Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. L'incontro segnò l'inizio di un dialogo scientifico e culturale particolarmente significativo. Raimondo chiese infatti il suo sostegno per essere ammesso come socio straniero dell'Académie des Sciences e, nel 1753, gli indirizzò le Lettres (...) à Monsieur l'Abbé Nollet, opera nella quale raccolse e rielaborò le proprie ricerche di carattere chimico, già in parte note attraverso le precedenti Lettere a Giovanni Giraldi.
La figura di Jean-Antoine Nollet ricorda come la Ca****la Sansevero non sia soltanto uno straordinario luogo d'arte, ma anche il riflesso dell'intensa rete di relazioni scientifiche e intellettuali che Raimondo di Sangro costruì con alcuni dei maggiori protagonisti della cultura europea del suo tempo. Un patrimonio di idee, curiosità e sperimentazione che ancora oggi contribuisce a rendere questo luogo unico.
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Maurice-Quentin de La Tour, Ritratto dell'Abate Jean-Antoine Nollet, pastello su carta, Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Monaco di Baviera.
22/06/2026
Quando si visita il Museo Ca****la Sansevero, l'attenzione spesso si concentra sui suoi capolavori più celebri. Tuttavia, una parte fondamentale della sua storia si nasconde nei monumenti dedicati agli antenati della famiglia di Sangro, che trasformano questo luogo in qualcosa di molto più complesso di una semplice ca****la gentilizia.
A partire dalla metà del XVIII secolo, Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, avviò un vasto programma di rinnovamento dell'edificio, concependolo come uno spazio capace di celebrare la memoria della propria casata attraverso l'arte. I monumenti sepolcrali dedicati ai suoi predecessori, alcuni dei quali realizzati da importanti artisti tra XVI e XVII secolo, furono integrati all'interno di un progetto iconografico che ancora oggi caratterizza l'identità della Ca****la.
Ogni sepolcro racconta una storia diversa. Le figure scolpite, le allegorie e le iscrizioni non avevano soltanto una funzione commemorativa, ma contribuivano a costruire un vero e proprio racconto dinastico. Attraverso il linguaggio dell'arte, la famiglia di Sangro affidava alla pietra il compito di conservare il ricordo delle proprie origini, dalle cariche ricoperte alle virtù attribuite ai suoi membri.
È anche grazie a questi monumenti che la Ca****la Sansevero può essere letta come un'opera d'arte totale: un luogo in cui architettura, scultura, pittura e memoria familiare dialogano, dando vita a un percorso che attraversa secoli di storia.
Osservare questi dettagli significa scoprire una dimensione meno nota del complesso monumentale, ma essenziale per comprendere il progetto culturale e artistico immaginato da Raimondo di Sangro e il ruolo che la memoria ebbe nella costruzione dell'identità della famiglia.
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Marco Ghidelli
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Indirizzo
Via Francesco De Sanctis 19/21
Naples
80134
Orario di apertura
| Lunedì | 09:00 - 19:00 |
| Mercoledì | 09:00 - 19:00 |
| Giovedì | 09:00 - 19:00 |
| Venerdì | 09:00 - 19:00 |
| Sabato | 09:00 - 19:00 |
| Domenica | 09:00 - 19:00 |