IO ABITO
Nelle mura di una casa abbattuta scorre il sangue di chi, con enormi sacrifici, l’ha costruita. Giuseppe Comentale
10/06/2026
Demolizione immobili abusivi, iter non vanno avanti: Regione definanzia fondi concessi al Comune
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Buongiorno a tutti.
Nella vita, anche dagli errori si può imparare e si possono costruire nuove opportunità. E sicuramente la divisione che ci fu alle elezioni regionali tra me, presidente di Io Abito, e Mimmo Esposito, presidente di Casa Mia, è stato un errore che ha pesato. Una divisione che ci ha penalizzati, e questo lo sapevamo entrambi. Purtroppo, in quel momento non siamo stati capaci di trovare una sintesi.
Ma quella sintesi l’abbiamo trovata oggi.
E da questa unione deve nascere qualcosa di molto più grande: la capacità di riunire un popolo immenso, un popolo che, piaccia o no, può determinare gli equilibri delle prossime elezioni nazionali. Perché il fenomeno dell’abusivismo coinvolge centinaia di migliaia di famiglie, persone reali, cittadini reali, e queste persone possono decidere chi governerà questa nazione.
Noi vogliamo esserci da protagonisti.
Vogliamo partecipare alle prossime sfide elettorali con una nostra rappresentanza, senza delegare più a nessun politico di turno il destino delle nostre famiglie. Saremo noi a portare avanti le soluzioni, saremo noi a difendere le nostre comunità. Perché nessuno più di chi ha vissuto il dramma delle demolizioni sa cosa significhi perdere una casa. Nessuno più di noi sa cosa vuol dire vedere i sacrifici di una vita abbattuti per ragioni ideologiche, per ipocrisia e per una demagogia che da vent’anni impedisce alla politica di affrontare seriamente il problema.
La politica continua a non voler vedere quanto sia enorme il fenomeno dell’abusivismo e quanto sia importante recuperare il patrimonio edilizio esistente. Un patrimonio che oggi non rappresenta soltanto un tetto per chi ci vive, ma anche economia, lavoro e stabilità per intere comunità.
Perché abbattere cento case in un comune non significa soltanto distruggere cento abitazioni. Significa mettere in ginocchio un territorio. Significa costringere il Comune ad anticipare spese enormi che quasi mai riuscirà a recuperare. Ma soprattutto significa creare cento nuove emergenze sociali, cento famiglie disperate che finiranno ogni giorno negli uffici dei servizi sociali, famiglie che da un giorno all’altro vengono trasformate in invisibili.
E allora noi diciamo con forza che questa non è giustizia. Questa non è una politica seria. Una politica che continua a ignorare il dramma umano delle demolizioni è una politica che non fa bene all’Italia.
Chiedo a tutti gli afragolesi di votare per voi stessi votando Mimmo Esposito
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