Terra Prena
Percorsi di nascita e di educazione all'aperto
09/04/2026
La Doula è una figura assistenziale non medica e non sanitaria che fornisce sostegno emotivo e fisico alla donna, alla coppia e alla famiglia nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio.
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Durante il parto lavora per cercare di garantire un’esperienza che possa essere il più positiva e consapevole possibile, resta con la madre che partorisce e offre incoraggiamento e rassicurazione.
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Resta con la madre (se richiesto) dopo il parto, preparando un pasto caldo, sta con gli altri figli, aiuta la madre a poter riposare, da aiuto durante l'allattamento in caso di necessità
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Aiuta la coppia ad affrontare il periodo di transizione dettato dalla gravidanza e dal parto
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Una Doula è questo ma molto altro, è un sostegno non giudicante, che incoraggia e guida verso un esperienza il più consapevole possibile
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06/12/2025
Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autentiche affinché possano sostenere e ispirare altre mamme nel loro percorso.💚
Maya 13-02-2025 , Rio 🌀
"Il mio parto. Un’altra storia.
Nove mesi di attese confuse, di pensieri che andavano e venivano come onde. Nove mesi di domande, paure e desideri.
Ma soprattutto tanta paura, tanta confusione… perché questo non era un parto qualunque.
Era un VBAC, un parto naturale dopo un cesareo.
E solo chi ci è passata sa cosa vuol dire: la speranza, il dubbio, la voglia di crederci e la paura di non farcela.
Poi ecco arrivare il giorno.
Ero sul divano con Angelo,guardavamo una serie TV, quando qualcosa dentro di me ha iniziato a cambiare ritmo. Un'onda poi un’altra. Un richiamo sottile.
Non ho detto nulla, nemmeno a lui.
Forse era solo un falso allarme, mi sono detta.
Angelo è sceso con Titina, il nostro cane, per buttare la spazzatura.
La luna era alta e piena,pienissima e bellissima...angelo su ferma per mandarmi una foto...Ma Titina si è fermata, piangeva, voleva tornare dentro.
Come se sapesse.
Come se sentisse che qualcosa stava per accadere.
Quando sono rientrati, lei si è piazzata davanti al divano. E non si è più spostata.
Le contrazioni aumentavano.
Non era un falso allarme. Era l’inizio.
Abbiamo provato a dormire. Volevo recuperare un po’ di energia, perché lo sapevo: ne avrei avuto bisogno.
Ma alle tre di notte non ce l’ho più fatta.
Il letto mi stava stretto, il corpo iniziava il suo viaggio.
Ho cominciato a camminare per casa, in silenzio per non svegliare Maria Luna.
Alle cinque ho svegliato Angelo.
Le onde si facevano più forti. Una doccia calda. Un respiro.
Chiamo mia mamma e papà che dovevano rimanere con Maria luna e poi chiamo Teresa, l’ostetrica e Martina, sorella e doula.
L’ospedale era lontano un’ora da casa. Ma Martina viveva lì vicino. Così ho scelto di continuare il travaglio da lei, tra pareti amiche.
Le contrazioni erano intense, ravvicinate, travolgenti.
Dopo qualche ora, ci siamo incamminati verso l’ospedale.
Entriamo. È mezzogiorno. Il mio corpo non è ancora pronto, ma il dolore è feroce. Mi sento fragile. Scossa. Smarrita.
Chiedo un cesareo. Lo imploro. Sono certa di non farcela.
Ma le ostetriche mi guardano negli occhi. E mi vedono.
Mi parlano con dolcezza, con forza. “Ce la puoi fare.”
Angelo è sempre con me. È la mia ancora. Il suo sguardo mi dà sicurezza. Lui ci crede. Crede in me.
Poi il momento. Quello che non si dimentica.
Spingere.
Io, che fino a poco prima volevo fuggire, ora sono lì. Presente. Potente.
Il dolore non c'era più.
Un ultimo sforzo. Una spinta che viene dall’anima.
Ed eccolo.
Rio.
Lo poggiano su di me... Avvolto appena in un piccolo asciugamano.
E il tempo si ferma.
Lo guardo. E non riesco a credere che sia vero.
Ho partorito.
Ce l’ho fatta.
Il mio parto.
Il mio parto naturale, tanto desiderato.
Dopo un cesareo, dopo tutto… una vittoria.
La mia più grande.
Lo attacco al seno, e subito la placenta decide di seguire il suo corso.
Chiedo di non tagliare il cordone subito.
È contro le regole, ma rispettano il mio desiderio.
Mi portano anche la placenta.
La tocco. La ringrazio. Per aver nutrito mio figlio, per averlo custodito. Per essere stata la sua casa.
Poi, con mani tremanti ma felici, Angelo taglia il cordone.
E noi restiamo lì, incantati.
A guardare Il nostro piccolo, immenso Rio."
04/12/2025
Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autentiche affinché possano sostenere e ispirare altre mamme nel loro percorso.💚
Alessandra, 3 luglio 2025, parto in casa.
"Care mamme,
Il 3 luglio è nata Caterina! ❤️
Il parto è stato bellissimo: naturale e nell’intimità di casa con Teresa, Martina e Claudia. A loro sarò grata per tutta la vita, per avermi accompagnato dolcemente durante il travaglio, per avermi messo nelle condizioni di stare profondamente rilassata e a mio agio, e per avermi sostenuto nella scelta di restare a casa (non era in programma).
Ho rotto le acque il 2 sera, in anticipo di un paio di settimane. Verso mezzanotte sono partite le prime contrazioni con lentezza e gradualità. Teresa è partita da Preazzano, Claudia ha preso il primo traghetto da Ischia all’alba. La mattina erano da me con Martina. La loro presenza mi ha trasmesso subito una grande serenità.
Il tempo, nelle pause tra le contrazioni, è trascorso tra spuntini nutrienti, massaggi, carezze, mani intrecciate, silenzi, poche parole essenziali.
Respirare mi ha aiutato a farmi attraversare dalle contrazioni senza opporre resistenza (non avevo mai fatto yoga e ho iniziato a lavorare sul respiro durante questa seconda gravidanza).
Il vero travaglio è cominciato verso le 14.30. Due ore dopo il mio compagno ha proposto di andare a prendere la macchina per andare alla Mediterranea. Io però ho sentito che stava avvenendo una forte accelerazione e che non dovevo muovermi da lì, che tutto stava procedendo bene. E lui, che aveva sempre detto di non voler assistere al parto, mi ha assecondato in questa scelta, mettendo da parte le sue paure. Poco dopo ho sentito che dovevo cambiare posizione per favorire la discesa della bimba: da carponi mi sono messa in ginocchio a terra su due cuscini, appoggiata al letto, e Claudia ha avuto l’istinto di salire sul letto e di tenermi le mani per darmi un appiglio sicuro. Questa presa mi ha dato una sicurezza immensa, fisicamente e psicologicamente.
Teresa mi ha detto una frase illuminante: “c’è il dolore ma c’è anche il piacere, tu cerca il piacere”. Il dolore in effetti non è mai diventato insopportabile. Ma tutto era così potente, tumultuoso e travolgente, che lo sforzo più grande è stato quello di accettare l’impeto della natura e del corpo… e accettare il fatto che non potevo più tornare indietro e che dovevo andare avanti verso l’ignoto. In breve tempo ho sentito il bisogno di spingere.
Respirare non bastava più: avevo bisogno di vocalizzare, urlare, canalizzando la voce verso il basso per non sprecare energia (grazie Giada!).
La bimba è nata alle 17.30, dopo la fatidica frase “non ce la faccio più!” (mentre la pronunciavo, mi sono detta: forse ci siamo).
Subito dopo sono entrata in una dimensione di beatitudine mai provata prima.
A distanza di un’ora (mi pare) ho espulso la placenta: non è stato doloroso ma un po’ seccante, perché ormai desideravo starmene distesa con Caterina addosso. Toti ha tagliato il cordone, Teresa mi ha messo due punti per una piccola lacerazione, poi ci siamo goduti un tempo lento e disteso.
Sono rimasta stupefatta dalla ripresa del corpo quasi istantanea, e per l’energia che sentivo di avere nonostante il parto, o forse proprio grazie al parto…l’esatto contrario di quello che mi era capitato con il primo parto cesareo.
Il giorno dopo siamo andati a fare lo screenging neonatale al Fatebenefratelli, affrontando alcune beghe burocratiche che si sono risolte presto, e Caterina era sana come un pesce… si è attaccata al seno autonomamente e non aveva nessun segno di stress.
Nei giorni a seguire ha dormito serenamente, e io con lei.
La cosa più importante per me è stata la possibilità di seguire il mio istinto, stavolta, di ascoltarmi senza interferenze. Credo che questo possa fare la differenza in qualunque situazione della vita.
Le donne di questo gruppo hanno avuto un ruolo fondamentale durante la gravidanza, e sono convinta che è stato anche grazie ai loro consigli e alla condivisione delle loro esperienze positive e negative durante i cerchi, se il parto è andato così bene. In particolare, vorrei ringraziare, oltre a Teresa, Claudia, Eleonora, Emanuela, Flora, Giada, Maria Q, Maria Ricca, Maria Tavernini, Maria Francesca, Martina, Maya, Mia, Nanà, Susana: grazie di cuore ❤️"
Rinascere al Naturale
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