Alessandra Clemente
Avvocato della FAI- Federazione Antiracket italiana, candidata Sindaco di #Napoli alle elezioni amministrative 2021.
Kobe park Parco Montedonzelli! Grazie alla sfida di ci siamo presi cura di uno dei campi di basket più amati di Napoli 🏀💜💛
Salva questa data: 14 giugno!
santagada
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Questa mattina in piazza Garibaldi al fianco di centinaia di napoletani preoccupati per la recrudescenza della violenza giovanile ma certi che l’impegno educativo a tutela di bambine e bambini pregiudicati dalle devianze familiari e dal contesto criminale in cui crescono debbano essere la priorità assoluta di tutte le istituzioni e forze politiche, insieme ad un vero e proprio disarmo per restituire sicurezza e bellezza a tutti noi
Grazie a e alla Curia di Napoli per il grande impegno organizzativo di oggi e nel quotidiano nelle sfide dell’etica nella vita della città
11/05/2026
Reddito di Maternità
Spesso parlo della condizione di essere madre con altre donne e recentemente ho vissuto uno scambio di complicità e intesa con un’altra mamma. In funicolare con Lorenzo, mentre mi dirigevo verso il Consiglio Comunale, ho avuto una conversazione illuminante con Gabriella, una giornalista dell’ufficio stampa del nostro Comune. Lei mi ha segnalato un editoriale di Simona Talamo del Corriere della Sera, sottolineando quanto fosse in linea con ciò di cui stavamo parlando.
Prendendo spunto da quell’editoriale, ho riflettuto e messo insieme questo contributo per animare una discussione, affinché la festa della mamma non diventi un appuntamento puramente di marketing e consumismo, ma un’opportunità per una riflessione politica da condividere e arricchire con voi.
Diventando madre, ho compreso che l’Italia non è un Paese per bambini, perché non ama e protegge le donne. Lo Stato, definito «mammella», offre bonus a pioggia a tutti, senza discriminare, ma non ha mai pensato a un aiuto fondamentale: il reddito di maternità.
Negli ultimi cinquant’anni, il rapporto delle donne con la maternità è profondamente cambiato. Ciò che un tempo era considerato un «obbligo sociale» è diventato una scelta personale. Tuttavia, i tassi di natalità sono in calo e molte madri si trovano a fronteggiare solitudine e baratri in ambito lavorativo, economico, psicologico ed esistenziale. Nonostante queste sfide, non è mai stata presa in considerazione una vera politica per le donne che desiderano avere figli, le donne costrette a tornare al lavoro a soli sei mesi dal parto, oppure a vivere nel timore di perdere il posto o di non essere prese al colloquio di lavoro, nonostante le qualifiche.
Non sarebbe opportuno garantire un reddito di maternità di almeno un anno, prorogabile secondo necessità? Potremmo incentivare forme di lavoro flessibili e promuovere il welfare aziendale, per dipendenti e partite IVA, insieme a nidi d’infanzia e sostegno psicologico?
Essere genitori è un lavoro a tempo pieno, ancor di più in una società complessa come la nostra, dove le strutture familiari sono disgregate — una coppia su due si separa. I bambini vivono in un contesto di incertezze affettive, compensate da gratificazioni materiali e distrazioni elettroniche. Un cambiamento di rotta potrebbe anche ridurre la necessità di bonus psicologici per affrontare il malessere giovanile, le cui radici affondano in problemi ben più profondi.
Osservando madri che spingono la carrozzina con una mano, (tra cui ci sono anche io!) senza distogliere lo sguardo dai loro cellulari, mi chiedo se non sia il caso di istituire corsi di genitorialità per adulti, gestiti da educatori, pediatri e psicologi. Questi corsi potrebbero riportare l’attenzione su valori fondamentali della crescita umana e affrontare l’esplosione di problemi comportamentali, con un bambino su dieci certificato, legata all’assenza di ascolto da parte dei genitori.
In un Paese ormai senile come il nostro, tutte le forze politiche dovrebbero focalizzarsi sull’emergenza natalità e sulla confusione nella cura dei neonati e nell’educazione, spesso limitata a misure di “bonusismo”.
Le storie drammatiche legate alla maternità ci spingono a riflettere sulla necessità di un reale sostegno alle donne. L’assenza di un reddito di maternità strutturato in Italia non solo rende le madri vulnerabili economicamente ed esistenzialmente, ma ha anche ripercussioni sull’educazione dei figli e sul benessere collettivo.
Guardando ad altri Paesi, possiamo vedere che esistono modelli efficaci che potrebbero essere adattati e implementati in Italia. Adottare un reddito di maternità, affiancato da servizi di supporto come asili nido, congedo paritario e percorsi di genitorialità, potrebbe contribuire a creare un ambiente favorevole per le famiglie, riducendo l’isolamento e la solitudine delle madri.
Immaginiamo un Paese in cui le madri non siano lasciate sole a fronteggiare incertezze esistenziali, economiche e sociali. Un Paese dove ogni madre si sente valorizzata e ascoltata, libera di crescere i propri figli senza dover scegliere tra lavoro e famiglia.
È tempo di trasformare la nostra visione della maternità in una realtà concreta, di costruire un futuro in cui ogni madre possa guardare al domani e vivere il suo presente con speranza e fiducia. Solo così potremo garantire che i nostri bambini crescano in un ambiente che nutre non solo il corpo, ma anche l’anima.
Perché, in fondo, non è solo una questione di politiche e di madri; è una questione di amore, di cura e di umanità.
photo Carlo William Rossi + Fabio Mureddu
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