Metafore
La Narrazione al servizio del Territorio, della Cultura, dell'Educazione, delle Aziende. Quando lo Storytelling risponde ai vostri "C'era una volta".
03/12/2019
With Creative Pois-On, we are building light architectures! Are you ready?
Creative Pois-On Presents Artist Grimanesa Amoros - Master of Light Creative Pois-On hosted an exclusive viewing of the podcast’s interview with the internationally renowned artist, Grimanesa Amorós - ‘Master of Light’. The A...
31/10/2018
🎃✨Jack & The Devil✨🎃 - Cap. III
Dieci anni bastarono a Jack per mandare in malora con l’inganno tutti i commercianti della valle. Aveva sempre lo stesso metodo. Incidenti misteriosi, incendi nella notte, piccoli delicati malevoli ricatti.
Si era addirittura scordato di quell’avventura con la donna in nero, come se fosse stato un brutto incubo, o una sbronza più forte delle altre.
Se qualche ricordo tornava ad importunare i suoi sogni, lo scacciava con il whisky, a tutte le ore del giorno.
Era sbronzo, quella sera.
Raggiunse il campo dei Fulkerson all’imbrunire. Nuvole cariche di pioggia ingrigivano ulteriormente il già tetro orizzonte.
Le piantagioni dei Fulkerson, centinaia di alberi da frutto resistenti al freddo inverno irlandese, s’erano improvvisamente ammalate quell’autunno, tutte e tutte insieme.
Stingy si era presentato il giorno dopo la morte del vecchio Fulkerson, morto di crepacuore.
Stava oltrepassando il cancello quando, sotto un albero di bacche rosse come il fuoco, comparve di nuovo.
Non lo vedeva da 10 anni.
Era esattamente come lo ricordava: bellissima.
“Credevo mi avessi dimenticato”
“Non dimentico mai le cose importanti” - disse il diavolo.
“Quelle bacche, quelle alte” - disse Jack. “Voglio quelle”.
La donna si avvicinò al tronco dell’albero.
Jack le si fece accanto.
“Portami su”.
Il diavolo lo afferrò per la collottola come se fosse un gatto e prese lentamente a levitare fra le fronde.
Accadde nuovamente tutto in un istante.
Jack riuscì a segnare la corteccia con le dita, come facendo una croce coi rami, come segnando quelli da abbattere.
Cadde a terra con un tonfo, spaccando le zucche arancioni che circondavano l’arbusto.
Un dolore profondo lo pervase.
Il diavolo non poteva scendere, aleggiava con i piedi coperti dal lungo manto all’altezza delle bacche dell’inganno.
I suoi occhi fiammeggiavano.
“Non prenderai la mia anima. Mai. Per l’eternità.”
Il diavolo fissò Jack. Non aveva labbra, ma era bella come una notte di luna piena.
Sparì all’improvviso.
Poi un lampo, all’orizzonte.
Iniziò a piovere.
La ferita della gamba si era riaperta. Erano passati 10 anni.
________________
La ferita andò rapidamente in cancrena.
Jack morì da solo, nella sua stanza sudicia, su un materasso foderato in banconote.
“Sarà già all’inferno” - disse uno tra quelli che erano accorsi a casa del morto per impossessarsi dei suoi molti averi rubati.
“Ma figurati - gli fece subito eco un altro - “qual bastardo miserabile non l’avranno voluto neppure all’inferno”.
“Ehi, la vecchia zucca di Fulkerson, quella imbalsamata: qualcuno l’ha vista? Stava qui!”
In quella zucca di cui aveva tardato il deperimento, Jack Stingy teneva le banconote, coperte di semi.
Ed era quello, quello, l’oro, il suo unico maledetto legame con l’eternità, con cui vagava, in pena, per le strade d’Irlanda.
31/10/2018
🎃✨Jack & The Devil✨🎃 - Cap. I
Vecchio bastardo - sogghignò Jack, zoppicando oltre il grande cancello del cimitero.
Non vi entrava dal 1978 e anche quell’ultima volta c’era entrato per rubare vigliaccamente il marmo delle lapidi. Fra i morti, riposava anche Clarence Bloomsbury, il vecchio bastardo. Non aveva retto ad un’ultima sera di whisky di bassa lega. Infarto, stroncato.
Ma fa parte della vita, ci sono vincenti e perdenti - pensò Jack.
E lui era un vincente, lo era sempre stato.
Il pub distava da casa solo mezzo miglio, ma alla sua gamba dolorante sembrò un’eternità.
Sembrava non volesse più guarire, i bordi della ferita sembravano immersi in una tintura nera e puzzolente, ed ogni mattina ci metteva più tempo ad alzarsi dal letto.
Non l’aveva detto a nessuno, come se l’era fatta. Non che qualcuno glielo avesse chiesto: la gente non gli chiedeva più nulla da molto tempo. E comunque non l’avrebbe detto a nessuno.
Anthony alzò semplicemente gli occhi dal suo bancone sudicio quando sentì il vecchio entrare, incrociò lo sguardo di Jack, e tornò a lucidare i boccali, come se fossero tesori appena rinvenuti dal sottosuolo.
Jack Stingy, classe 1943, sedette sul suo solito sgabello, accanto a quello su cui Clarence aveva bevuto il suo ultimo whisky.
Aveva un appuntamento, quella sera, per cui si era preparato accuratamente.
Non aveva mai avuto una donna stabile, in vita sua. Nessuna moglie, nessun figlio.
Ma lei era diversa. Aveva un fascino lussurioso che gli impediva di pensare a qualsiasi altra cosa al mondo, più appagante dell’oro che aveva era per davvero da sempre l’unica cosa che davvero desiderasse.
Ma ora desiderava anche lei.
Ed arrivò.
Si era presentata in una giornata di diluvio, al villaggio, avvolta in un lungo mantello di lana nera. I capelli, d’un rosso bruciato, erano raccolti in una crocchia spettinata, come se fossero fiamme implacabili dell’inferno incapaci di pace.
L’aveva invitato al pub, quella sera, per parlare d’affari.
Ma quella sera, Jack, non era andato al pub.
Bob Scheldon si era finalmente arreso, gli avrebbe lasciato la proprietà. Le ipoteche avevano funzionato. Lavorava a quel progetto da mesi. Aveva vinto. Non avrebbe atteso un giorno in più per renderlo ufficiale.
Così non si era presentato all’appuntamento con quella donna.
Non aveva mai rinunciato a nulla, per una donna.
Il giorno successivo l’aveva cercata per tutto il villaggio, e al pub anche, ogni sera.
Ma sembrava volatilizzata, sparita nel nulla.
Poi quella mattina si era materializzata di nuovo sulla strada principale. Si muoveva evanescente senza ripararsi dalla pioggia battente. Si era fermata davanti a casa di Jack dicendo soltanto: “Non ho dimenticato. Stasera, pub, affari”.
E quella sera, Jack, si era presentato.
Quando anche lei arrivò, il pub si raggelò. Anthony sbeccò un boccale. Sembrava una lupa, silenziosa ed elegante nella sua velenosa presenza.
Sedette al posto di Clarence.
“Gentile a lasciarmi il posto del tuo vecchio amico” - sussurrò ridendo.
31/10/2018
Fare Storytelling non significa solamente "creare" delle storie nuove. Significa anche riempire di dettagli e di senso le Storie di tutti i giorni.
🖋️Nei prossimi post: ✨Jack & The Devil"✨
Storie di Zucche, di Lanterne e di Halloween.
🎃✨Buon Halloween✨🎃
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