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Giuseppe Pavia -www.giuseppepavia.it District Manager di Banca Generali in Sicilia Occidentale dal 2009.

06/06/2015

Acque agitate?

Se si mette un liquido in una vasca e lentamente si agita, inclinadola prima da un lato e poi nel lato opposto, e' facile notare che il liquido si dipone seguendo il verso delle oscillazioni e creando una sorta di onda regolare e graduale: quindi, a ben vedere, la regolarita' applicata al movimento imposto al contenitore, ci mette nelle condizioni di prevedere con un po' di anticipo il movimento consecutivo del liquido in esso contenuto.
Ma se le variazioni sulle inclicazioni della vasca all'improvviso diventano piu' brusche e in varie direzioni, gli effetti sul liquido diventano sempre meno prevedibili dal nostro cervello e a quel punto diciamo che le acque sono agitate.
Sui mercati sta accadendo proprio questa seconda ipotesi.
E' sempre più ballerino il mercato obbligazionario europeo: Infatti, venerdì, dopo una settimana sulle montagne russe, i rendimenti dei titoli tedeschi a 10 anni si sono portati allo 0,875% (dopo avere sfiorato l’1%) e quelli dei Btp sono saliti al 2,187%, per uno spread che in serata si era portato a 131 punti base. Insomma, paiono lontani mille miglia i momenti in cui i rendimenti pagati dai Bund decennali erano dello 0,075% e quelli dei Btp all’1,128%, ma risalgono a poche settimane fa ( metà marzo per i Btp e il 20 aprile per i Bund). E tutto questo ha davvero poco a che fare con la difficile situazione in Grecia e il timore che il Paese possa lasciare l’area euro.
Seduta negativa per tutti i principali listini europei che chiudono la settimana in forte flessione dopo l'ennesimo acuirsi della crisi greca e i dati macro Usa. Il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con un calo del 2,1% a 22.847 punti, il Cac-40 con un -1,33%, il Dax con un -1,26%, il Ftse 100 con un -0,8% e l'Ibex un -0,75%.
La decisione del Governo di Atene di cumulare le quattro tranche di pagamenti dovuti al Fondo Monetario Internazionale, questo mese, in un unico rimborso al 30 giugno, non è piaciuta al mercato, dal momento che secondo diversi analisti indica che l'accordo tra la Grecia e i creditori internazionali è ancora lontano.
I dati macroeconomici americani sono stati invece migliori delle attese. L'economia degli Stati Uniti ha, infatti, creato 280 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli a maggio (+223 mila unità il consenso), mentre quelli creati nel settore privato sono stati pari a 262 mila unità. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,5%, come dire in USA, gli indici azionari scendono perche' l'economia da' segnali positivi.
La Fed potrebbe decidere a settembre di muovere a rialzo i tassi.
I dati americani hanno riportato l’eur/usd a 1,112, colpendo di riflesso le quotazioni del petrolio, già indebolito dalla decisioni dell’Opec di lasciare invariata la produzione.
Una corretta diversificazione ci mette nelle condizioni di subire di certo alcuni effetti della volatilita', ma ci garantisce, una volta calmate le acque, di approfittare in termini positivi del presente periodo di turbolenza.

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