Simone Picotti

Simone Picotti

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Simone Picotti, Europa Verde Perugia.

05/02/2025

Premesso che nelle batterie non c'è nessun elemento che non sia già utilizzato nel settore civile e industriale.

Una tipica batteria al litio da 60 kWh pesa circa 180 kg ed al suo interno contiene grossomodo:

50 kg di grafite
25 kg di rame
20 kg di alluminio
20 kg di acciaio
15 kg di nichel (*)
10 kg di manganese
6 kg di cobalto (*)
6 kg di litio
5 kg di ferro puro

(*) Solo nei tipi NCA-GRAFITE in via di eliminazione

Il resto è costituito da materiali isolanti e dall'elettrolita.

I materiali più inquinanti dal punto di vista delle emissioni di CO2, sempre proporzionale ai kWh necessari alla loro produzione, sono l'alluminio (17 kWh/kg) ed il nichel (30 kWh/kg).
Il Cobalto, invece, non è estratto da solo, ma come sottoprodotto in miniere di rame e nichel.

Del primo, tra serramenti e padelle in casa ne abbiamo almeno 200 kg, più altri 100kg nel motore dell'auto.

Il secondo, invece, è usato ovunque in milioni di tonnellate l'anno: dalle leghe metalliche inossidabili, ai cosmetici .

Il Cobalto è usato come legante in acciai duri, (punte per trapani, denti di seghe circolari) ma soprattutto come catalizzatore nell'industria petrolifera, nelle vernici usate nell'industria della ceramica.

Gli altri elementi sono di normale utilizzo da almeno un secolo a questa parte...
Quindi, dove sta il problema?

Se proprio vogliamo preoccuparci dell'impatto AMBIENTALE di questi elementi, dovremmo farlo per gli oltre 5 MILIARDI di BATTERIE al LITIO attualmente presenti in altrettanti cellulari e dei 30 MILIARDI di questi elementi rottamati finora chissà come.

Ci sono alcuni MILIARDI di queste batterie presenti nei 500 milioni di PC PORTATILI, più diversi MILIARDI in altrettanti apparecchi elettrici senza filo (trapani, avvitatori, smerigliatrici ... aspirapolveri)

Sono proprio queste piccole batterie che in gran parte saranno a perdere nell'ambiente, perché legate al comportamento dei singoli, mentre il 100% delle batterie delle auto elettriche entra nel giro del riciclo.

Infine
Un altro aspetto sulla pericolosità del litio, sfuggito ai detrattori di questa transizione:

Oltre 6 MILIONI di PERSONE sul pianeta vivono grazie ad una batteria al litio impiantata nel loro corpo, in altrettanti pacemaker...

12/01/2025

"Ho preparato una risposta.

Ah, cari analfabeti funzionali, avete visto che festa? Facebook ha tolto i fact-checker ufficiali e voi siete già lì a stappare lo spumante, convinti di aver vinto la battaglia contro "la dittatura del pensiero unico". Ma lasciate che vi spieghi con calma (e un po’ di sarcasmo) a cosa state davvero andando incontro.

1. Avete perso il vostro scudo invisibile

Prima c’erano i fact-checker professionisti che segnalavano le vostre bufale, e voi potevate piangere al complotto dei "poteri forti". Ora tocca alla gente comune, quella che magari sa leggere, scrivere e contare fino a dieci senza usare le dita. Ogni volta che postate la vostra ultima "scoperta segreta", ci sarà qualcuno pronto a smontarvi pezzo per pezzo... e non ci saranno più scuse.

2. Vi siete appena isolati

Con "Community Notes", quando scrivete che "le scie chimiche sono un complotto per controllare le menti" o che "il 5G è un forno a microonde gigante", arriveranno le note della comunità che spiegheranno, con tanto di fonti, perché state raccontando fandonie. E la cosa più bella? Lo vedranno tutti i vostri amici! Pian piano nessuno metterà più "like" ai vostri post e finiranno per ignorarvi. Ma ehi, voi potrete sempre dar la colpa al "sistema".

3. Gli utenti intelligenti si divertiranno

Pensavate che il nuovo sistema vi desse carta bianca, invece è un circolo di gladiatori, e voi siete il bersaglio mobile. Gli utenti con un QI sopra la temperatura ambiente inizieranno a correggervi con precisione chirurgica, condito da sarcasmo. Le vostre bufale diventeranno meme. Complimenti: da influencer a barzelletta in 3... 2... 1...

4. Avete firmato per la vostra stessa fine

Ogni fake news che condividerete diventerà una prova del perché non bisognerebbe ascoltarvi. Pian piano nessuno vi prenderà più sul serio. Sarete relegati in gruppi chiusi dove vi darete ragione tra di voi, tipo un club del libro per gente che non sa leggere.

In sintesi:

Avete vinto? No, cari, vi siete appena scavati la fossa sociale. Ma tranquilli, potete sempre scrivere che è tutta colpa del 5G o dei Rettiliani. Buona fortuna... ne avrete bisogno!"

20/12/2024

Con la nomina ad assessore di Fabio Barcaioli di Sinistra Italiana si chiude il cerchio (o dovrei dire il cappio), stretto intorno ad Europa Verde Umbria, la quale tocca il punto più basso della sua storia recente.

La colpa non è del soggetto in questione, si badi bene, ma è il risultato dell'incapacità dei nostri co-portavoce regionali Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger di lottare per una rappresentanza in linea con i valori di Europa Verde.

E dire che di nomi sul tavolo ce n'erano e validi, oltre che di Europa Verde anche di Sinistra Italiana.

Da Alfonso Morelli (già ex assessore all'ambiente a Narni, nonché ingegnere ambientale e pure amico di Stefania Proietti), a Federico Santi (ingegnere anch'esso e secondo per preferenze dopo il consigliere eletto Ricci), e altri ancora, la rosa era varia e interessante.

Ma, inspiegabilmente, all'ultimo minuto il cambio in corsa a favore del segretario regionale di Sinistra Italiana (attenzione, non di Alleanza Verdi e Sinistra come talvolta si legge in giro), ha lasciato molti basiti. E non solo all'interno di Europa Verde.

Di certo l'elettorato di Europa Verde, nonostante abbia dato il suo determinante sostegno ad AVS permettendo dunque di ottenere un consigliere ed un assessore, si vede nuovamente privato di una rappresentanza.

Così come avvenuto alle amministrative di Perugia, con un consigliere ed un assessore entrambi espressione di SI.

Ma, mal comune mezzo gaudio, ci consoliamo (si fa per dire) sapendo che è la stessa storia un pò ovunque.

Dato che da ieri non sto facendo altro che rispondere a telefonate o messaggi in relazione a ciò, ho dunque ritenuto opportuno fare questo post per ribadire che il sottoscritto non ha nessuna responsabilità in merito a questa decisione.

Tolta quella minoranza (in genere di altri partiti), che mi chiama per percularmi bonariamente (simpatici), la maggioranza di voi è comprensibilmente inferocita.

Non è infatti passato inosservato, nel mondo ecologista e animalista umbro, che il ristoratore Barcaioli era lo stesso che pubblicamente chiedeva di poter proiettare il documentario Food For Profit di Giulia Innocenzi, che denuncia gli orrori dell'industria della carne, e privatamente serviva agnello, salmone, maialino, vitello, coniglio e tutta una serie di altre bestiole nel suo locale.

Lo stesso che negli incontri pubblici strizzava l'occhio a chi chiedeva più protezione per la natura e la fauna selvatica, ma che in privato intimava al sottoscritto di non postare contenuti relativi al referendum abolizione caccia per non indispettire il suo elettorato.

La misura è ormai colma, ed a seguito di ciò ho chiesto le dimissioni di Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger dai loro ruoli di co-portavoce regionali.

Così come ho chiesto a Mascia di dimettersi anche dal suo ruolo di Consigliere Federale Nazionale per l'Umbria, inspiegabilmente concessogli pochi giorni fa dopo un - a dir poco - deludente risultato elettorale.

A fronte di migliaia di € di campagna elettorale (sono in attesa della rendicontazione finale), il sostegno dei più alti rappresentanti del partito (a cominciare da Bonelli), e dopo l'essersi imposto come capolista... prendere solo 244 preferenze arrivando 14esimo su 20, è il segno di un mancato radicamento sul territorio di cui non si può non tener conto.

Andrebbe anche detto che gran parte dei voti li ha ottenuti grazie all'accoppiata con Francesca Arca (con zero budget), oltre che al sostegno (seppur faticoso) del sottoscritto, ma su questo sorvoliamo.

Europa Verde è stata anche questa volta ridotta ad un prodotto usa e getta, una lattina dai colori sbiaditi che una volta consumata può essere buttata via senza troppi scrupoli. E questo non è più accettabile.

Tuttavia, voglio concludere lasciandovi un messaggio di speranza. E non perché questa, come si suol dire, sia l'ultima a morire, ma perché l'esperienza ci insegna che l'ora più buia è sempre quella che precede l'alba.

Toccare il fondo fa male, ma ha l'indubbio vantaggio di consentirci di trovare una solida base da cui spiccare il volo.

Sono certo che non tutto il male vien per nuocere, e che da questi episodi dolorosi si possano trarre degli insegnamenti proficui, per liberarci da catene e zavorre interne ed esterne al partito, per ripartire da zero e tornare a parlare dei temi a noi cari, per indirizzare finalmente le nostre energie al bene comune, al bene del nostro pianeta e di ogni forma di vita che lo abiti, per un futuro di pace e armonia.

In questo io credo, io credo in Europa Verde e per ciò sono disposto a lottare.

09/12/2024

Nel 2009 a Viareggio esplosero vagoni di GPL e si contarono 32 morti, 17 feriti e 136 sfollati.

Più recentemente, nel 2018, un tamponamento con un'autocisterna a Bologna causa altri 2 morti e 145 feriti.

Oggi l'esplosione nella raffineria di Firenze, il cui bilancio attuale (destinato a peggiorare), parla di 2 morti, 8 feriti e 4 dispersi.

E questi incidenti sono solo la punta dell'iceberg.

Nel mondo non si contano i danni da fracking e le trivellazioni in aree protette, guerre sanguinose per il greggio e petroliere che liberano tonnellate di sostanze tossiche nei mari, morti e feriti causati da gas, benzina e gasolio ogni giorno.

Senza parlare di un inquinamento da CO2 fuori controllo.

Ma il problema sono le pale eoliche, le auto elettriche, ed il fotovoltaico.

04/12/2024

Facciamo chiarezza.

Da un pò di tempo si è scatenata una campagna anti-eolico senza precedenti nella nostra regione, e non solo, con tanto di petizioni e manifestazioni.

Oggetto del contendere è l'installazione di 69 aerogeneratori, o pale eoliche che dir si voglia, nei comuni di Foligno, Trevi, Sellano, Valtopina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino (oltre ad altri 32 nel confinante territorio marchigiano).

Stando ai toni allarmistici dei volantini che circolano, si parla di "ingenti movimenti terra ed estese cementificazioni, decine di km di nuove strade di accesso e cavidotti, che devasteranno irreversibilmente il paesaggio ed il patrimonio naturalistico-ambientale e storico archeologico".

Le pale eoliche invece sorgono lungo strade già tracciate, a cui (è vero), vengono collegate attraverso sentieri, ma di qualche decina o al massimo qualche centinaio di metri. Non certo decine di km. Peraltro detti sentieri rimarranno per anni perlopiù inutilizzati, stante l'intrinseca affidabilità degli impianti.

Inoltre si parla di "ampi disboscamenti, con l'abbattimento di foreste secolari di querce, cerri e faggi, che metteranno in pericolo la sopravvivenza di specie animali e vegetali, costituendo una minaccia per la biodiversità".

Come tutti abbiamo avuto modo di vedere, le pale eoliche sorgono in quote dove non ci sono alberi ad alto fusto, guardacaso anche a causa del vento che non rende loro possibile prosperare. L'idea di disboscare, inoltre, non solo è contraria ad ogni logica, ma cozzerebbe anche con tutte le normative vigenti.

Si vuole poi far credere che "aumenteranno frane e dissesti idrogeologici, anche a causa dell'elevato rischio sismico".

Ulteriore conferma della infondatezza di tali argomentazioni, ci deriva dal fatto che, per loro natura, le fondazioni degli impianti in oggetto, nulla temono dai terremoti o da altre calamità naturali, quali frane o smottamenti, rappresentando anzi (se proprio vogliamo dargli un peso), un argine a questi fenomeni grazie al consolidamento del terreno e al solido ancoraggio che fungerebbe da "diga" agli eventi più estremi.

Si vuole poi far credere che "gli impianti, spesso in prossimità dei centri abitati possono avere conseguenze negative sulla salute a causa del rumore".

Delle due l'una: da un lato si contesta che gli impianti vengano realizzati nel bel mezzo di boschi protetti, dall'altro si dice che sono troppo vicini ai centri abitati. A parte questa ennesima incongruenza, i generatori eolici, a differenza di altri sistemi di produzione di energia da fonti fossili o da nucleare, non causano alcun danno per la salute di alcun organismo, men che meno umano.

E, dulcis in fundo, l'aspetto economico, secondo cui "gli impianti comprometteranno le prospettive di sviluppo economico-sociale delle aree montane".

Peccato che, proprio nelle aree oggetto di spopolamento e abbandono, solo la green economy possa giocare una partita fondamentale per riportare famiglie, ricchezza e prosperità in queste comunità. Non solo vantaggi sulla bolletta, ma anche un indotto fatto di tecnici, installatori, manutentori, ingegneri e tutte le ditte locali che di questi nuovi sviluppi possono avvantaggiarsi.

In conclusione, l'energia è un bene prezioso per tutti, ma le recenti e sempre più numerose catastrofi ambientali causate dal surriscaldamento climatico, ci impongono di adottare nel breve termine scelte coraggiose, se non vogliamo dover dire addio al mondo così come lo conosciamo.

Le milioni di specie animali (avete letto bene, milioni!) già estinte e quelle in via di estinzione, debbono farci riflettere sullo sviluppo che vogliamo.
E' innegabile che ogni scelta energetica porti con sé dei danni collaterali, ma è nostro compito identificare quelle con il miglior rapporto costi/benefici.
Ad oggi l'eolico è la fonte energetica con il minore consumo di suolo, che causa meno danni all'avifauna ed alla biodiversità, che impatta meno sugli ecosistemi e che produce meno CO2 per kWh prodotto, nonché la più economica e, di contro, la più redditiva per famiglie e imprese.

E, aggiungo, gli aerogeneratori sono anche meravigliosi da vedere. Ma se questo può essere un aspetto soggettivo, è sui dati scientifici che dobbiamo basare le nostre scelte.

Non permettiamo che cittadini poco informati siano strumentalizzati da comitati nati su logiche NIMBY, cui amministratori locali poco illuminati danno spesso legittimità politica, in ossequio ai diktat di quella destra (vedasi chi amministra quei comuni appena citati), negazionista dei cambiamenti climatici e china alle potenti lobbies dell'industria fossile.

Laddove possibile, piuttosto, evitiamo i gasdotti, i rigassificatori, gli inceneritori e le folli teorie sul nucleare di "nuova generazione".
Privilegiamo semmai impianti offshore, integriamo il fotovoltaico, le batterie di accumulo gravitazionale ed ogni misura in grado di efficientare gli edifici.

L'energia, per sua natura, è gratis e pulita. E' ora di dire basta a chi vuol farci pagare per usufruire, oltretutto, di quella sporca.

Simone Picotti Simone Picotti, Europa Verde Perugia.

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