Epaca Perugia
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09/12/2025
Ogni anno migliaia di lavoratori agricoli aspettano la disoccupazione agricola senza avere informazioni chiare su chi ne ha diritto, come si calcola e quali documenti servono davvero.
La verità è che questa prestazione non funziona come la NASpI: segue regole tutte sue, legate alla tipologia di contratto, ai giorni lavorati nell’anno precedente e all’iscrizione negli elenchi agricoli. Eppure, per molti, rappresenta un sostegno fondamentale tra una stagione e l’altra.
L’importo si basa sui contributi registrati in agricoltura, sui giorni di lavoro effettivi e su quelli figurativi, ed è proprio qui che nascono i dubbi maggiori: errori negli elenchi, giornate mancanti o contratti non registrati correttamente possono ridurre l’indennità spettante. È per questo che, prima ancora di fare domanda, è importante verificare la propria posizione contributiva e capire se ci sono anomalie da sistemare.
La domanda va presentata ogni anno entro il 31 marzo, e arriva in un’unica soluzione, con un pagamento unico da parte dell’INPS. È una procedura semplice solo in apparenza: un dettaglio sbagliato, una data mancante o un elenco non aggiornato possono portare a ritardi o a un rigetto.
Se lavori nel settore agricolo, non dare per scontato il diritto alla disoccupazione agricola: informarsi prima può fare la differenza. Possiamo aiutarti a verificare tutti i requisiti, controllare i contributi e inviare la domanda in modo corretto, così da non perdere ciò che ti spetta.
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03/12/2025
Molti pensionati non sanno che, se dopo il pensionamento continuano a svolgere un’attività lavorativa e quindi a versare contributi, possono ottenere un aumento dell’assegno grazie al cosiddetto “supplemento di pensione”, previsto da INPS.
È un diritto che non scatta in automatico: serve una domanda formale, ma può portare ad un incremento reale della pensione, perché l’Istituto ricalcola l’importo tenendo conto dei contributi aggiuntivi versati negli anni successivi alla pensione.
Il supplemento può essere richiesto da chi percepisce una pensione diretta o supplementare e ha ripreso un lavoro dipendente o autonomo, oppure da chi percepisce un assegno ordinario di invalidità e continua a contribuire. Il ricalcolo si basa sulle regole della propria posizione assicurativa (ad oggi quindi contributiva) e aumenta il valore della pensione dal mese successivo alla presentazione della domanda, come chiarito dall’INPS nelle sue schede ufficiali di servizio.
C’è solo un aspetto da considerare: se la pensione è integrata al minimo, il supplemento può ve**re assorbito in parte o totalmente dall’integrazione stessa, quindi non sempre si traduce in un aumento percepito nel netto. Per tutti gli altri pensionati, invece, rappresenta uno strumento concreto per valorizzare anni di lavoro che altrimenti resterebbero senza effetti sull’assegno.
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