ALE workouts

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STUDIO PERSONAL TRAINER - PER IL RAGGIUNGIMENTO E MANTENIMENTO DELLA FORMA FISICA . CENTRO KETTLEBELL TRAINING. GINNASTICA RESPIRATORIA ALEWORKOUTS NUTRITION

16/06/2026

IL BUON SONNO COME PULIZIA DEL CERVELLO

Alcuni scienziati nel 2017 hanno scoperto l’esistenza del sistema GLINFATICO cioè quel sistema del nostro corpo che si occupa di pulire il cervello da sostanze tossiche e rifiuti.

Questo sistema per compiere il proprio dovere ha bisogno del nostro aiuto. Infatti la “pulizia del cervello” si verifica solo ed esclusivamente quando si dorme.

Come tutte le cellule del nostro corpo, anche quelle del cervello durante il giorno accumulano le scorie metaboliche che si raccolgono nel liquido interstiziale alcuni di essi si sciolgono nel liquido ma la maggior parte di questi si accumula in attesa del sonno.

Durante il sonno le cellule cerebrali si riducono di volume ed è così che aumenta lo spazio extracellulare di circa il 60% proprio per aiutare il processo di pulizia. Le scorie che vengono spazzate via arrivano attraverso il sistema venoso al fegato ma attenzione questo processo si verifica solo ed esclusivamente durante il SONNO PROFONDO o sono ad onde lente (N3).

Quindi la buona qualità del sonno è importante non solo da punto di vista sportivo ma anche per la rimozione dei rifiuti e sostanze tossiche del cervello.

Uno studio pubblicato sulla rivista “Science” mette in evidenza che quando il sonno non è di buona qualità potrebbe provocare nei bambini la SINDROME DI DEFICIT DELL’ATTENZIONE/IPERATTIVITA’.

Inoltre nelle ultimissime ricerche è stato evidenziato che i bambini che soffrono di deficit dell’attenzione e/o di iperattività hanno anche una inevitabile desincronizzazione dei ritmi circadiano e di conseguenza soffrono di ipersensibilità degli occhi alla luce del sole e di conseguenza non è raro vedere dei bimbi utilizzare già gli occhiali da sole che contribuiscono all’aumento dell’ipersensibilità

10/06/2026

DIMAGRITE E AVRETE ALTI LIVELLI DI VITAMINA D

Innanzi tutto cominciamo a chiarire che la vitamina D non è in realtà una vitamina ma è un ORMONE che il tuo corpo produce quando ti esponi alla luce del sole (raggi UVB) o incameri attraverso il cibo.

Se hai livelli di insulina molto alti avrai anche un livello di infiammazione molto alto e di conseguenza la tua vitamina D sarà impegnata e quindi consumata dal tuo organismo per combattere l’infiammazione stessa.

Quindi prima di passare ad un eventuale integrazione (decisa quando avrai controllato il livello di vitamina D “attiva” e non quella che solitamente viene misurata con le analisi cioè quella “inattiva”) sarà opportuno abbassare i livelli di infiammazione nel sangue controllando i livelli di carboidrati nella tua dieta, regolarizzando i ritmi circadiani, cercando di vivere più a contatto con la natura e dedicandosi quotidianamente all’attività fisica adeguata.

Tieni presente che non si può evitare di prendere il sole se aspiri ad uno stato di salute ottimale.

Ma arrivo subito al punto, lo stoccaggio della vitamina D che “incameriamo nella bella stagione” viene immagazzinato nei MUSCOLI e nel GRASSO ma se sei obeso o in sovrappeso il tessuto adiposo riduce la biodisponibilità aumentando anche la presenza di malattie gastrointestinali che tra l’altro compromettono l’assorbimento dei nutrienti. Dimagrendo potrai gestire meglio il ciclo della vitamina D, addirittura se riesci a dimagrire entreranno in circolo maggiori quantitativi di vitamina D che erano intrappolati nei “grossi adipociti” come se prendessi il sole in piena estate.

Puoi accelerare il processo di dimagrimento seguendo un percorso sportivo meglio se seguito singolarmente da un personal trainer.

In seguito fornirò indicazioni e notizie dettagliate per vivere bene in salute sfruttando la natura, il cibo e l’attività fisica.

06/06/2026

EVENTI TRAUMATICI E INFIAMMAZIONI

E’ risaputo che per ridurre il livello dello stress nel corso della nostra giornata e in alcuni periodi molto più lunghi e particolari della nostra vita è necessario controllare la nostra dieta, la qualità del sonno, fare regolare attività fisica, imparare tecniche di meditazione e rilassamento, coltivare hobby e prenderci cura di noi magari socializzando di più o ascoltando della musica rilassante o leggendo un buon libro, avere un buon ritmo circadiano (regolazione sonno – veglia).

Potrebbe essere di grande aiuto trascorrere più tempo all’aperto, fare passeggiate in un parco o in una zona verde, ma anche rendere il nostro ambiente casalingo e lavorativo più confortevole magari migliorando gli spazi disordinati e facendo uso di aromi rilassanti.

Ma i dati e le ricerche scientifiche riportano dati tutt’altro che rassicuranti e sembra che non sia così facile avere uno stile di vita più curato.
Purtroppo lo stress emotivo ha un’influenza diretta sui processi infiammatori che sono causa di allergie respiratorie, artrite reumatoide, fibromialgia, obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2, cancro, malattie autoimmuni e malattie cardiovascolari. Stati depressivi e insonnia amplificano e aggravano gli effetti dello stress.

In una pubblicazione del 2019 sono state evidenziate “categorie di persone e lavoratori” che presentano particolari circostanze stressanti e che possono portare ad avere alti livelli infiammatori: persone sole, badanti, lavoratori della pubblica amministrazione con un basso reddito e poco controllo sul loro ambiente di lavoro, persone disoccupate, precari o occupate ma con basso reddito e scarsa qualifica, ma anche coloro che godono di uno status sociale molto più elevato che però subiscono lo stress legato al rischio finanziario.

Lo stress purtroppo non riguarda solo gli adulti ma coinvolge anche i soggetti più giovani.

Uno studio del 2017 “The hidden Wounds of childhood trauma?” ci spiega che l’infanzia è una tappa talmente cruciale nello sviluppo umano, che gli eventi traumatici avvenuti in questa fase della vita possono avere ripercussioni in età più adulta sulla salute fisica e mentale. Uno studio molto ampio del 2015 condotto su 1037 soggetti nati tra il 1972 e il 1973 ha evidenziato come esperienze negative di maltrattamenti avvenuti durante la prima decade della vita dei partecipanti in età adulta (32 anni) abbiano evidenziato un graduale aumento nei livelli di infiammazione 20 anni dopo l’evento o gli eventi traumatici.

Ma successivamente sono stati effettuati altri studi che hanno evidenziato che l’alterazione delle infiammazioni non si limitava solo al maltrattamento degli adulti sui bambini ma si estendeva anche ad altre gravi forme di stress come i casi di bullismo da parte dei coetanei.

Sono dati da tenere in considerazione se si vuole tutelare la salute nostra e di chi formerà la società del futuro.

19/04/2026

A PIEDI NUDI NEL PARCO

Il GROUNDING è la pratica di camminare a piedi nudi con un perfetto appoggio del piede quindi del palmo dei piedi sulla terra, sull’erba o sul bagnasciuga. Questa pratica riesce ad attivare gli elettroni del corpo neutralizzando i radicali liberi portando quindi risposte fisiologiche positive.

Per mettere in pratica questa pratica basta togliersi le scarpe e, secondo uno studio (studio Fondamentale di Chevalier et al. Del 2015) il grounding, praticato almeno per un’ora, sarebbe un rimedio universale per le infiammazioni migliorando anche la circolazione eppure l’uomo moderno fa di tutto per non beneficiare di questo rimedio del tutto gratuito tra l’altro indossando anche delle scarpe con suola in gomma isolante.

Una ricerca scientifica del 2012 sull’efficacia di questa pratica ha dimostrato che il grounding può supportare il sonno ristoratore e aiutare con il dolore cronico. Un altro studio riportato sul “Journal of Inflammation Research” 2012-2015 e sul “Journal of Environmetal and Public Health” ha mostrato che camminare a piedi nudi supporta il sistema immunitario e favorisce la guarigione delle ferite, ma soprattutto ha dimostrato che il radicamento a terra influisce positivamente sulla salute dei mitocondri questo si spiegherebbe con il fatto che questa pratica porterebbe a produrre tanta energia metabolica e in questo modo i mitocondri farebbero meno fatica a sbarazzarsi dei rifiuti accumulati.

In commercio ci sono molti dispositivi, lettini e tappetini, che aiutano a simulare la camminata in natura, ma purtroppo non sono particolarmente efficaci.

Il consiglio è solo questo: APPENA POTETE IMMERGETEVI NELLA NATURA … SCALZI OVVIAMENTE.

Sono assolutamente consigliati i dispositivi per la scrivania durante le ore di lavoro e per il letto quando si dorme per molte ore.

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