Fondazione Abruzzo Riforme
Ente per la ricerca e conservazione storica sullo sviluppo democratico e operaio dell’Abruzzo.
02/06/2026
“Le donne, che per la prima volta in Italia sono state chiamate a votare, hanno risposto compatte all'appello: in alcuni paesi le elettrici hanno superato gli elettori, tra esse spiccavano le suore di clausura che, disciplinatamente inquadrate dai confessori. si sono recate a votare per le liste democratiche”.
Queste parole de L'Unità non si riferiscono al referendum del 2 giugno 1946 — come si potrebbe pensare — ma a qualcosa che accadde qualche mese prima, il 10 marzo 1946: la prima tornata di elezioni amministrative del dopoguerra.
Una data che merita di essere ricordata quanto il referendum stesso.
Quel giorno, e nelle quattro tornate successive (fino al 7 aprile), votarono i cittadini di 5.722 comuni, circa il 71,6% della popolazione italiana. E la partecipazione fu straordinaria: oltre l'85% al Nord, l'82,8% al Centro, il 78% al Sud, il 73,3% nelle isole. Gli italiani stavano dicendo, con i fatti, di volere una strada nuova.
La partecipazione femminile era iniziata allora, al termine di una lunga lotta il cui esito non era affatto scontato. In effetti, il diritto di voto venne riconosciuto alle donne solo con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945: si stabiliva allora che le donne potevano votare, ma non che potevano anche essere elette. Ci si arriverà solo a ridosso delle prime elezioni amministrative, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946.
Fu solo questo a rendere possibile l’elezione di alcune sindache, 13 per la precisione.
In questo modo le donne, la cui partecipazione al voto fu altissima, mostravano non solo di poter esercitare i propri diritti politici, ma anche di poter ricoprire ruoli politici di primo piano.
In Abruzzo la prima sindaca venne eletta a Pianella: era la contessa Briseide Verrotti, democristiana e, secondo i calcoli, fu la terza sindaca d'Italia. La prima era stata Caterina Pisani Palumbo Tufarelli, calabrese. E, sorprendentemente, la maggior parte delle sindache fu eletta proprio nel meridione, tre in Calabria e tre in Sardegna.
Un segnale forte, che veniva da una parte del paese che partecipava con la stessa intensità del Nord alla nascita di una nuova Italia, di cui oggi festeggiamo gli ottanta anni.
Buon 2 giugno!
01/06/2026
A ottant'anni dal referendum istituzionale che ha fatto nascere la Repubblica, la Fondazione Abruzzo Riforme collabora ad un convegno per riflettere su una data che ha cambiato la storia del Paese. E sul ruolo dell'Abruzzo in quel tornante decisivo.
🗓️ 4 giugno 2026 — ore 17:00
2 GIUGNO 1946. NASCITA DELLA REPUBBLICA E RUOLO DELL'ABRUZZO
Con gli interventi di Tito Forcellese (Università di Teramo) e Marco Fioravanti (Università di Roma Tor Vergata).
📍 Sala Convegni Fondazione Pescarabruzzo — Corso Umberto I, 83, Pescara
A seguire: mostra documentaria "La Repubblica compie 80 anni", curata dall'Archivio di Stato di Pescara.
Vi aspettiamo.
In collaborazione con Fondazione Pescarabruzzo, la Fondazione Brigata Maiella e l'Archivio di Stato di Pescara.
25/05/2026
📸 𝐈𝐥 𝐃𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚
🔎 𝘜𝘯 𝘷𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘷𝘪𝘰 𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘈𝘣𝘳𝘶𝘻𝘻𝘰
Il documento che pubblichiamo oggi ci porta dentro la complessa struttura di un partito di massa: si tratta di 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐞 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞, 𝐢𝐥 "𝐫𝐨𝐭𝐨𝐜𝐚𝐥𝐜𝐨" 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐂𝐈.
📰 Il Partito Comunista Italiano non pubblicava soltanto "L'Unità". Attorno al quotidiano ruotava un'intera galassia editoriale, dal mensile “Rinascita”, nato per essere una sorta di guida ideologica, a “Il Pioniere”, il settimanale a fumetti diretto da Gianni Rodari. Erano testate di periodicità varia e con funzioni differenti, strumenti nati per informare e formare i militanti ma anche per costruire un vero e proprio immaginario condiviso.
"𝐕𝐢𝐞 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞" 𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐚𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐚, perché si rivolgeva a un pubblico particolare, quegli stessi "lettori non lettori" che si perdevano nelle storie dei fotoromanzi.
Nato nel 1946 come "settimanale di orientamento e lotta politica", nel 1952 Vie Nuove cambiava veste e ambizione: la stampa a colori e un nuovo sottotitolo, "Settimanale di politica, attualità e cultura", ne fanno un diretto concorrente dei grandi settimanali popolari "borghesi" come "Oggi", "Gente" o "Epoca".
Gli ingredienti sono gli stessi: grandi immagini, spesso a colori, accompagnate da un linguaggio semplice ed emozionante. Ma lo sguardo sul mondo è diverso: meno famiglie reali d'Europa e più attenzione ai lavoratori, al "terzo mondo" e alle contraddizioni del presente.
👉 Seguiteci in questo percorso nella storia d’Abruzzo, attraverso le fotografie e i documenti del nostro Archivio
18/05/2026
📸 𝐈𝐥 𝐃𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚
🔎𝘜𝘯 𝘷𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘷𝘪𝘰 𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘈𝘣𝘳𝘶𝘻𝘻𝘰
𝐈𝐥 𝐝𝐨𝐩𝐨𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨 𝐟𝐮 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐭à 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐞.
La regione infatti era poverissima, con un'economia ancora largamente agraria e pastorale. Per questo la riforma agraria e le mobilitazioni del Piano del Lavoro lasciarono un'impronta indelebile nella storia sociale e politica della regione.
Vengono subito alla mente le grandi battaglie — la piana del Fucino, la Valle del Vomano, i tragici eccidi di Celano e di Lentella — ma accanto a questi episodi, ben noti alla memoria collettiva, ci furono tante altre mobilitazioni, meno clamorose eppure altrettanto decisive per i territori e le comunità che le vissero.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚: 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐝𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐬𝐞 𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟓𝟑.
👉 Seguiteci in questo percorso nella storia d’Abruzzo, attraverso le fotografie e i documenti del nostro Archivio
01/05/2026
📄 𝗜𝗹 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮.
🔎𝐿'𝑎𝑝𝑝𝑢𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑣𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜.
👉𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗲: 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟭𝟵𝟳𝟱
Cosa significa lavorare in un paese in crisi? Cosa vuol dire rivendicare la centralità del lavoro mentre l'economia arranca?
Per celebrare la Festa del Lavoro, oggi vi proponiamo un manifesto proveniente dal fondo della Federazione Provinciale di Teramo (busta 47).
Questo manifesto del nostro archivio, stampato dal PCI per il 1° maggio 1975, ci riporta in un'Italia attraversata da tensioni profonde: la crisi petrolifera e le politiche di austerity, gli anni del "compromesso storico" tra Berlinguer e Moro, il movimento operaio ancora al centro della scena pubblica ma già alle prese con i primi segnali di una trasformazione destinata a cambiare tutto.
Cinquant'anni dopo, in un'epoca in cui si torna a parlare di lavoro povero e precarietà, quel richiamo al primo articolo della Costituzione — "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" — suona ancora attuale.
Scopri di più nel nostro approfondimento sul sito.
https://www.abruzzoriforme.it/news-menu/quando-c-era-il-primo-maggio.html
25/04/2026
Oggi festeggiamo la Liberazione in un modo un po’ diverso. Non con una storia di partigiani ma con quella di un gruppo di ragazze e ragazzi che ne ha idealmente raccolto il testimone.
Sono gli studenti del liceo “Algeri Marino” e sono partiti da Casoli nel 2025 per arrivare a Bologna quest’anno, nei giorni della liberazione della città.
Il loro è stato un viaggio simbolico, ma di grande valore. Sono infatti fra le classi vincitrici del concorso “Il lungo cammino della Costituzione”, che abbiamo finanziato insieme all'Associazione Nazionale Brigata Maiella , all’Anpi provinciale di Chieti e tante altre realtà territoriali.
La loro ricostruzione della storia di Alexander Pesterey, un cosacco che scappò dall’URSS di Stalin e finì per combattere a fianco di partigiani comunisti, ha convinto la giuria: dal loro lavoro emerge quanto la Resistenza sia stata un grande movimento europeo che si è nutrito di ideali comuni.
Se volete saperne di più, sul nostro sito trovate un articolo di approfondimento
22/04/2026
Grazie a Il Centro - Quotidiano d'Abruzzo per questo bell'articolo di segnalazione.
📆 23 aprile 2026
⏰️ ore 18
📌 via Lungaterno Sud 76, Pescara
21/04/2026
🌾Quando il grano maturò / tutta Italia si levò.
E questo libro, che da questa canzone del 25 aprile prende spunto, racconta di Gente R-esistente.
Gente che resiste, ovviamente, ma anche gente che esiste, e la cui vita è essa stessa Resistenza.
Marcello Sacerdote, con la consulenza di Nicola Palombaro per la ricerca archivistica, ha creato con CuntaTerra, uno spettacolo, una produzione, una ricerca e un libro che raccontano la guerra da una prospettiva diversa, "dal basso". Attraverso la memoria e le parole delle persone che hanno aiutato gli altri, e per questo hanno resistito. Sono storie di ordinaria straordinarietà, che vale la pena ascoltare.
👉Ne parliamo il 23 aprile, alle 18, in via Lungaterno Sud 76, insieme a MarcelloSacerdote, Nicola Palombaro e Daniela Senepa.
CuntaTerra ANPI Pescara
20/04/2026
Oggi vi presentiamo un libro alla cui nascita abbiamo partecipato.
Venite tutti alla presentazione del 22 aprile!
Un appuntamento con la storia a L’Aquila.
Vi aspettiamo mercoledì 22 aprile per la presentazione del volume "Quel pugno che sale" di Riccardo Lolli (Textus Edizioni).
Un’analisi approfondita e necessaria che ripercorre le vicende del Partito Comunista nella provincia aquilana tra il 1921 e il 1939, restituendo voce a una stagione fondamentale della nostra identità politica e sociale.
Non mancate a questo importante momento di riflessione e approfondimento storico.
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