Giadicom

Giadicom

Condividi

Sono Giacomo, Brand Identity Designer con oltre 20 anni di esperienza. #AwaysGreen®

Photos from Giadicom's post 16/07/2026

In ogni call c’è sempre una frase che conta più delle altre.

E spesso arriva quando il cliente si rilassa.
Quando prova a spiegarsi meglio.
Quando corregge un esempio.
Quando racconta una paura senza definirla tale.

Il punto è riconoscerla.

Perché quella frase spesso contiene la vera direzione del progetto, ti fa capire cosa il brand sta provando a diventare.

Perché una frase giusta, se letta in profondità, può diventare direzione e reggere un intero sistema visivo.

Alla prossima call, entra dentro le paroleed esci con una direzione chiara.

_____
Sono Giacomo, Brand Identity Designer.

Guido brand, imprenditori e professionisti a fare ordine nella propria verità e a tradurla in identità visive esperienziali.

Condivido con designer e creativi il metodo che uso per leggere, orientare e trasformare un brand prima di progettarlo.

Photos from Giadicom's post 10/07/2026

Il brief più pericoloso è quello che sembra già abbastanza chiaro.

Perché quando un cliente ti dice “vorrei qualcosa di elegante, pulito, moderno, d’impatto”, tu senti di avere materiale su cui lavorare.
E in parte è vero.

Ma non hai ancora una direzione.

Hai parole.
Parole che sembrano precise, ma che possono voler dire tutto e il contrario di tutto.

Elegante per chi?
Pulito rispetto a cosa?
Moderno in quale mercato?
D’impatto per quale tipo di percezione?

La stessa parola può portarti verso un’identità minimale, istituzionale, materica, editoriale, premium, fredda, calda, essenziale o completamente sbagliata.

È qui che nasce la trappola della mediocrità visiva.

Il punto, quindi, è cosa fai tu con quel linguaggio.

Se prendi queste definizioni come istruzioni, stai costruendo il sistema visivo su una superficie fragile che non reggerà alla prova del tempo.
Se lo attraversi con domande più profonde, inizi a trasformarlo in criterio.

Perché il designer che si limita a eseguire parte dalle parole del cliente.
Il designer che guida cerca la direzione che quelle parole stanno provando a indicare.

Ed è lì che cambia il tuo ruolo.
La vera differenza tra un logo che piace e un sistema di identità che funziona sta tutta nella capacità di non accontentarsi della prima risposta.

La prossima volta che ricevi un brief, non chiederti solo cosa progettare.
Chiediti cosa non è ancora stato chiarito.

26/05/2026

Sì, ieri ho bocciato.

E l’ho fatto per rispetto e responsabilità.
Per coerenza con quella visione che orienta ogni giorno il mio modo di intendere il visual design, il branding e la formazione.

Ieri ho valutato per la prima volta una parte degli studenti di Teorie e Tecniche di Branding e Communication Management, in qualità di cultore della materia della cattedra del Prof. Michelangelo Iossa.

Era il primo appello dopo il corso.

Quelle lezioni sono state una fonte di chiarezza anche per me e hanno delineato, ancora di più, quanto l’attività di branding sia forte, coraggiosa, ambiziosa.

Ma soprattutto vera.
Quella verità ho provato a trasmetterla in ogni modo possibile: attraverso i pilastri del brand, l’esagono, l’iceberg, il rapporto tra identità, percezione e materia.

L’obiettivo, però, non era sentirmi ripetere le mie stesse parole.
Era capire se quelle parole fossero state portate dentro un pensiero personale.

Per questo ieri, oltre la conoscenza, ho cercato di capire quanto quel sapere avesse davvero arricchito chi avevo davanti.

Perché a ventidue anni può sembrare normale tentare un esame sperando che una domanda smuova qualche frammento di memoria.

Ma da chi sta dall’altra parte nasce anche il dovere di mettere in guardia da questo atteggiamento.
Non per esigere eccellenza contro gli altri, ma per chiedere e stimolare presenza verso se stessi.

Perché la mediocrità nel visual design e nel branding, per me, resta un confine da presidiare.
Sognare un mondo migliore significa dire no quando serve, non tradire il proprio sistema di credenze.

Non smentire quel sistema di credenze che fanno di un brand la leva portante.
E premiare quando quel sapere diventa davvero materia viva.

Come è accaduto con quegli studenti che, nella loro fluidità espositiva, hanno dimostrato di aver ascoltato, assorbito e trasformato.

Un 30, per me, vale davvero quando quel sapere non resta sulla cattedra, ma inizia a camminare, in modo autentico, dentro il percorso di chi lo porta con sé.

E allora sì, ieri ho bocciato la superficie, quando, proprio come nel branding, è necessario vivere la profondità.

Vuoi che la tua azienda sia il Servizio Di Informatica Ed Elettronica più quotato a Pozzuoli?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Indirizzo


Pozzuoli
80078

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00